Milano, 30 apr - Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso oggi di mantenere invariato il costo del denaro. I tassi di interesse sui depositi restano dunque fissati al 2%, livello su cui si trovano dallo scorso giugno. "Le nuove informazioni - si legge nel comunicato di fine vertice - sono sostanzialmente in linea con la valutazione precedente circa le prospettive di inflazione, ma i rischi al rialzo per l'inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono…
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Giovedì 30 aprile 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Tassi invariati alla Bce, che continua a controllare con attenzione l’evoluzione dei prezzi, ma anche della crescita economica. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) ha deciso mantenere i… Link alla notizia
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La Banca Centrale Europea (BCE) nella riunione del 30 aprile 2026 ha deciso di lasciare il costo del denaro invariato, con tasso sui depositi al 2%, sui rifinanziamenti principali al 2,15% e sui prestiti marginali al 2,40%. La decisione è prudenziale, per non aggravare il possibile effetto stagflazione dettato dalla difficile situazione geopolitica. Le rate dei mutui risentono comunque di movimenti al rialzo.
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"I rischi al rialzo per l'inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine". Lo scrive la Bce nel comunicato di politica monetaria.
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Roma, 30 apr. – A dispetto dei continui aumenti dell’inflazione, la Banca centrale europea ha confermato i livelli dei tassi di interesse di riferimento per l’area euro, al 2% cui erano stati portati nel giugno dello scorso anno dopo una fase di ribassi.La decisione interviene mentre ad aprile il caro vita medio dell’area euro è balzato al 3%, a riflesso dei forti rincari dell’energia (+10,9% annuo) innescati dai conflitti in Medioriente e in Iran
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La Banca Centrale Europea come da attese tiene fermi i tre tassi di riferimento. Con quella odierna, è la settima riunione consecutiva che Francoforte decide di non toccare il costo del denaro: l'ultima volta è stata a giugno 2025, quando la BCE aveva deciso di tagliare i tassi portandoli al livello attuale.I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono…
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La Bce mantiene, come atteso, i tassi d'interesse fermi. Il tasso sui depositi resta così al 2% che aveva raggiunto nel giugno 2025, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.
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Tassi: BCE decide per lo stop, ma il futuro è ancora più a rischio, sia per le azioni sia per i bond
Tassi: BCE decide per lo stop, ma il futuro è ancora più a rischio, sia per le azioni sia per i bond Ancora tassi fermi in Europa, ma il destino che attende l'area euro è più che mai incerto. BCE ha deciso, come ampiamente previsto da mercati e analisti, di lasciare i tassi di interesse di riferimento a 2,00% per i depositi e a 2,15% per il resto. Decisione ampiamente anticipata dai mercati che però dice poco su quello che sarà il futuro della…
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La Banca centrale europea non si muove. Non ancora, perlomeno. L’Eurotower sceglie la linea della prudenza e mantiene i tassi di interesse fermi, con l’indice sui depositi ancorato a quota 2,00%. La riunione odierna si chiude senza scossoni nella forma, dominata dall’attesa e dal peso delle incognite belliche in Medio Oriente. Francoforte intraprende la via della stabilità e rinvia ogni mossa in un panorama segnato da variabili esterne non governabili.
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La Bce lascia i tassi al 2% e sottolinea i maggiori rischi su inflazione e pil come effetto della guerra in Medio Oriente. Secondo il consiglio direttivo le nuove informazioni sull’economia europea sono «sostanzialmente in linea» con le proiezioni Bce riguardo alle prospettive di inflazione, ma «si sono intensificati i rischi al rialzo per l’inflazione e i rischi al ribasso per la crescita». Le implicazioni della guerra per…
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La Banca centrale europea mantiene, come atteso, i tassi d'interesse fermi. Il tasso sui depositi resta così al 2% che aveva raggiunto nel giugno 2025, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Nei giorni scorsi Christine Lagarde aveva detto che “la doppia incertezza, sulla durata dello shock e l'ampiezza delle ripercussioni, richiede di raccogliere più informazioni prima di trarre conclusioni nette di politica monetaria”…
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MILANO (MF-NW)--I listini azionari europei trattano deboli, con l'Euro Stoxx 50 che scende dello 0,13% e con gli investitori cauti in attesa della riunione della Banca centrale europea. L'escalation del conflitto in Medio Oriente ha modificato il quadro economico dell'Eurozona. "Prima della guerra, la crescita era inferiore al trend e l'inflazione leggermente sotto al target, sostenendo l'ipotesi di un moderato allentamento della politica monetaria", osserva John Taylor, Head European Fixed Income di AllianceBernstein.
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