La probabile vittoria di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia 2026 non rappresenta soltanto il trionfo di uno dei più grandi campioni del ciclismo moderno, ma anche una pagina storica destinata a rimanere scolpita per sempre nella memoria dello sport mondiale. Per la prima volta nella storia, infatti, un atleta danese conquisterà la maglia rosa finale del Giro d’Italia. Un successo che assume un significato ancora più profondo per Ivano Fanini, storico patron…
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Approfondimenti:
Davide Piganzoli continua la sua rincorsa alla maglia bianca al Giro d’Italia 2026 dopo l’ottima prova nella tappa regina della corsa rosa. Il portacolori della Team Visma – Lease a Bike, non essendo chiamato a lavorare per Jonas Vingegaard sulle salite decisive, ha potuto concentrarsi sul proprio risultato personale nel finale di Alleghe. L’italiano ha concluso la frazione in ottava posizione, pagando 1’11” dal vincitore Sepp Kuss, e ha mantenuto anche l’ottavo…
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Se un po’ di delusione per com’è andato il Giro d’Italia di Giulio Pellizzari resta, sicuramente i tifosi azzurri non possono non essere felici per le prestazioni di Davide Piganzoli in questa Corsa Rosa: verso il futuro il Bel Paese può puntare davvero in alto con il 23enne valtellinese. Futuro sì, ma non solo. Domani infatti ci si gioca qualcosa comunque d’importante: l’obiettivo per Piganzoli nell’ultima tappa dura del Giro, la ventesima, con la doppia scalata…
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Giro d’Italia, Vingegaard domina anche ad Alleghe La montagna incorona il danese: Gall resiste, Hindley rilancia. Piganzoli ottavo nella generale. La tappa di Alleghe ridisegna definitivamente la classifica generale del Giro d’Italia: Vingegaard resta padrone assoluto della corsa rosa davanti a Gall e Hindley, mentre Piganzoli entra stabilmente nella top ten. Articolo sviluppato dalla redazione di Inbici News24 Le Dolomiti hanno ancora una volta parlato il linguaggio della selezione naturale
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La tappa regina del Giro d’Italia proponeva una serie durissima di salite: Passo Duran (12,1 km all’8,1% di pendenza media), Coi (5,8 al 9,3%), Passo Giau (Cima Coppi con i suoi 2.226 metri s.l.m., 9,8 km al 9,3%), Passo Falzarego (10,1 km al 5,4%) e poi l’arrivo in quota ad Alleghe (ultimi 5 km al 9,6%). Si attendevano importanti scossoni in classifica generale, considerando i 5000 metri di dislivello complessivo proposti nella…
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Zandegù canta ancora, e domenica fa 86 anni. Vingegaard manda baci, come il primo giorno. Le facce di Michele, Sara, Davide e Matteo nel punto in cui Matteo Lorenzi è stato ucciso. Caruso col numero rosso dei combattenti. Per chi tira la Lidl-Trek? Le piste ciclabili come dovrebbero essere. Vingegaard cambia la bici. Cavalli al galoppo. Le colline del Prosecco. L’uomo ragno corre a piedi. Vigneti a perdita d’occhio.
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«Ho visto sulle ammiraglie quantità di ghiaccio che nemmeno nei cocktail bar di Milano» (Stefano Rizzato, motocronaca Rai, confessa uno dei suoi passatempi). Con una circolare interna la Rai ha invitato gli opinionisti a non usare l’espressione «a mio parere», a meno che non siano abituati a esprimere il parere di un altro. La giuria del Giro precisa che nei comunicati dei provvedimenti disciplinari della tappa il termine bidon indica le borracce e non…
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«NON SO CHI PUÒ BATTERE VINGEGAARD. È facile che lo vinca lui, se non succedono cose imprevedibili» ha detto Francesco Moser commentando la spettacolare performance di Jonas Vingegaard durante questo Giro d’Italia. «Unico modo per...
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Altro arrivo in salita, stesso vincitore. Cambiano i paesaggi, cambia anche nazione visto che siamo in Svizzera -, ma Jonas Vingegaard non cambia abitudini: lui è qui per vincere e vince. Da inizio anno tutti gli arrivi in quota disputati dal danese, li ha vinti lui. Se non c'è Taddeo, Vingegaard si mette in modalità Pogacar e nessuno gli tiene la ruota. Questa volta toglie il disturbo prima, non si fa remore: a sei chilometri e sei dalla vetta, apre il gas e fine delle trasmissioni: se ne va.
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Non è simpatico a tutti e forse non dà spettacolo come Pogačar (e obiettivamente chi è in grado di farlo?), ma i dati di Vingegaard a Carì ci dicono che il danese è l’unico che quando è in condizione può battagliare in salita con Tadej. Forse potrà farlo anche Seixas, ma lo scopriremo al Tour di quest’anno. Foto LaPresse Vingegaard non si è presentato al Giro 2026 al top della forma e i dati dei primi arrivi sono lì a dimostralo.
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«Vingegaard ha vinto senza nemmeno alzarsi sui pedali». Mario Cipollini fotografa così la sedicesima tappa del Giro d’Italia 2026, la Bellinzona-Carì, una frazione breve ma esplosiva che ha ribadito ancora una volta la superiorità del campione danese sugli avversari. L’ex iridato, nel suo commento per Malpensa24 Tv, sottolinea soprattutto la facilità con cui il leader della corsa ha fatto la differenza sull’arrivo in salita.
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Prosegue il danese che rilancia - Ci sono possibilità per vincere tappe e penso che sceglieremo le giornate in cui puntare al successo". Sullo sfondo c'è la prossima sfida con Tadej Pogajar in Francia. Lo sloveno due anni fa ha dominato il Giro: "Non mi paragono a lui. Lo conosco un po', è una persona molto simpatica, ma mi concentro su di me", taglia corto Vingegaard. A settembre ci sarà anche il Mondiale su strada a Montreal ma la sua…
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