Una voce unica per l’Europa da far ascoltare a Kiev e Mosca. Le Meloni, tramite il fido Fazzolari, si sbilancia: quella di Draghi. Riconoscimento significativo da parte dell’unica leader di partito che del governo pilotato dall’ex capo Bce non fece parte. Dunque: Draghi è il top, rivolgiamoci a lui. Che del resto già Von der Leyen arruolò per fargli stendere un rapporto sulla competitività Ue. Puntualmente recapitato e altrettanto puntualmente ignorato.
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La suggestione è potente: Mario Draghi inviato speciale dell’Unione europea per l’Ucraina. L’ex presidente della Bce, ex premier di (quasi) unità nazionale e già governatore della Banca d’Italia conserva assolutamente intatta la fiducia di cui gode, in Italia come sulla scena internazionale. Per questo, quando Carmelo Caruso del Foglio ha chiesto a Giovanbattista Fazzolari se «l’inviato speciale» potesse essere proprio l’ex premier, il sottosegretario alla…
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L'idea di un inviato speciale che parli per l'intera Europa sulla guerra in Ucraina e tratti con Putin in prima persona non è nuova. Proprio all'indomani dell'inizio del conflitto (siamo nel 2022) ne parlò Matteo Renzi che fece i nomi di Angela Merkel e Tony Blair. Poi la proposta come un fiume carsico in questi quattro anni ha fatto capolino nei discorsi dell'Unione per poi riabissarsi, essere dimenticata.
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L’apertura di Giorgia Meloni alla necessità che l’Europa, unita, dialoghi anche con Vladimir Putin per arrivare alla tanto attesa pace, scatena una suggestione: la figura di Mario Draghi potrebbe essere quella giusta come inviato speciale Ue in Ucraina, dove gli ultimi attacchi russi hanno provocato 4 morti e diversi feriti in più regioni. Ad alimentarla sono le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista…
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Roma, 10 gen. – L’ex premier già presidente di Bce e Governatore di Bankitalia Mario Draghi può essere l’inviato speciale della Ue in Ucraina auspicato ieri dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa annuale, in appoggio alla riapertura del dialogo Ue-Russia venuta dal presidente francese Emanuel Macron. “Sì, se fosse per noi, sì”, risponde al Foglio.it su Draghi inviato speciale Ue per l’Ucraina con appoggio Meloni, Macron, von der Leyen il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio…
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Il paradosso occidentale C’è un paradosso che attraversa oggi il dibattito occidentale sull’Ucraina: si discute con crescente dettaglio del “dopo guerra” mentre la guerra non solo non è finita, ma resta priva di un serio percorso di pace negoziata. Le recenti dichiarazioni di Emmanuel Macron e del nuovo premier britannico Keir Starmer, favorevoli all’invio di truppe francesi e britanniche in Ucraina dopo il conflitto, si inseriscono in…
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Le parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa sulla necessità di riaprire il dialogo con la Russia per favorire una soluzione negoziale al conflitto ucraino, giungono in un momento in cui il mondo sembra aver definitivamente abbandonato ogni pretesa di ordine basato su regole condivise. Europa smarrita e confusa orfana della protezione USA, la necessità del dialogo con…
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Nei Palazzi romani il ragionamento circola sottovoce, ma con una coerenza che lo rende più di una semplice suggestione. L’ipotesi di Mario Draghi inviato speciale dell’Unione europea sull’Ucraina, rilanciata con toni ufficialmente istituzionali, nasconde un retroscena tutto politico, che guarda molto più al 2029 che a Kiev o a Mosca. E riguarda direttamente Giorgia Meloni. La premier ha aperto pubblicamente alla…
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