Non un’intossicazione accidentale, ma un duplice omicidio premeditato. È la svolta nelle indagini sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. La Procura ha aperto un nuovo fascicolo contro ignoti, ipotizzando che le due siano state avvelenate con ricina, una delle sostanze più tossiche conosciute. Determinanti gli esami tossicologici effettuati sia in Italia sia in laboratori specializzati all’estero, che avrebbero rilevato tracce della sostanza nel…
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(Adnkronos) – Svolta nel caso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. A causare la morte di madre e figlia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, non è stata un’intossicazione alimentare ma un avvelenamento. Responsabile del decesso sarebbe stata la ricina, una potente tossina contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis), estremamente velenosa se ingerita, inalata o iniettata. Questa citotossina naturale blocca la sintesi proteica cellulare, causando morte cellulare…
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La 15enne Sara Di Vita e sua madre Antonella Di Ielsi sarebbero state avvelenate. Tracce di ricina rinvenute nel sangue CAMPOBASSO. Svolta nelle indagini sulla morte della 15enne Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi, di 50 anni, decedute a poche ore di distanza tra il 27 e il 28 dicembre al Cardarelli di Campobasso, per una sospetta tossinfezione alimentare. La Procura ha aperto un nuovo fascicolo per duplice omicidio premeditato, al momento contro…
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Non è stata una tragica fatalità, né un’improvvisa intossicazione alimentare. A uccidere Antonella Di Jelsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, di soli 15 anni, è stato un veleno silenzioso e letale: la ricina. I risultati delle analisi tossicologiche, condotte sia in laboratori italiani che esteri, hanno tracciato un quadro inquietante sulla morte delle due donne, avvenuta presso l’ospedale Cardarelli subito dopo le…
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Tra il 24 e il 26 dicembre la 50enne Antonella Di Jelsi e sua figlia di 15 anni Sara Di Vita, residenti a Pietracatella in provincia di Campobasso si sono recate più volte al pronto soccorso del Cardarelli, avvertendo malori. Più volte sono state mandate a casa e quando
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