Anche a Varese c’è chi rifiuta di smettere di parlare, di vedere, di prendere posizione. Persone che pretendono giustizia per il popolo palestinese e che continuano a dire con forza il loro NO alla guerra, alla violenza e all’indifferenza. Perché non esistono case sicure in un mondo in cui qualcuno continua a morire sotto le bombe, di fame o di freddo, in tende allagate e senza protezione. Un mondo così, denunciano gli organizzatori dell’iniziativa, il Comitato Varesino…
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Ma non temete, abbiamo trovato qualcos’altro su cui giocare all’indignato, su cui prendere posizione a prescindere dall’averci o meno capito qualcosa: una famiglia che vive nei boschi abruzzesi Non ce l’ha fatta. L’attenzione di massa, l’indignazione tremenda verso ciò che accade in Palestina, non è arrivata a Capodanno. E non per l’“accordo di pace” (rotto ogni giorno da Hamas e da Israele, che così si sostengono a vicenda), ma perché ci siamo stufati.
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Sembra di sfogliare un album di famiglia. Le carte e le "photo opportunity" di Mohammad Hannoun - e dei suoi sodali - rendono l'idea, più di mille parole. Il mondo filo-Hamas è legato a doppio filo al movimento pro Pal, che a sinistra ha trovato un ambiente in cui proliferare senza problemi. Bisognerebbe partire da questo. Riconoscere questo cordone ombelicale e poi reciderlo. Sempre che la sinistra lo voglia.
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«Deposta la sua aulica impersonalità, il diritto è diventato doppio, ad hoc, speciale», scriveva su queste pagine tanti anni fa Paolo Virno a proposito della legislazione di emergenza degli anni Settanta del Novecento. E a noi che in questi mesi lo rileggiamo spesso come a compensarne la mancanza, la sintesi del filosofo fa da guida nei tempi cupi che attraversiamo. Tempi nei quali diritti e garanzie fondamentali che abbiamo dato a lungo per scontati sono messi in discussione.
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RITROVEREMO IL SENNO PERDUTO? Fiamma Satta, La Gazzetta dello Sport 30 12 2025 “E come non pensare alle tende di Gaza, da settimane esposte alle piogge, al vento e al freddo, e a quelle di tanti altri profughi e rifugiati in ogni continente, o ai ripari di fortuna di migliaia di persone senza dimora, dentro le nostre città? Fragile è la carne delle popolazioni inermi, provate da tante guerre in corso o concluse lasciando macerie e ferite aperte.
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Il manifesto del 30 dicembre 2025 Aiutare le associazioni che operano a Gaza è sempre reato. È l’assunto alla base dell’inchiesta di Genova sulla «rete italiana di Hamas». La fonte è l’intelligence israeliana: i palestinesi della Striscia sono «terroristi». Le procure italiane si adeguano, il movimento è avvisato
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A Natale, nel cuore dell’inverno, il sole che si era fermato sul punto più basso dell’orizzonte terrestre comincia a risalire. E a Capodanno festeggiamo Giano, il dio bifronte delle porte e degli inizi, che dà il nome a gennaio. Il fondo lo abbiamo certamente toccato. MAI I PADRONI del mondo si erano gettati sulle spoglie di un genocidio che continua per fame e desolazione, e deborda in Cisgiordania, annichilendo il poco che restava del futuro palestinese.
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Non ci sono auguri da fare a nessuno, se non quelli per una Palestina de-sionistizzata e decolonizzata, e per un mondo de-occidentalizzato. Questo è l’unico augurio che vi facciamo. Le nostre attività di Redazione riprenderanno sabato 27 dicembre.
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