Tempo fa aveva affidato alle agenzie di stampa un appello “affinché siano disposti a fargli passare gli ultimi anni della sua vita in un ricovero”. Antonella D’Agostino è l’ex moglie di Renato Vallanzasca, uscito dal carcere per entrare in una casa di cura come disposto dal Tribunale di Sorveglianza che ha accolto l’istanza dei suoi legali. Amici dall’infanzia, si erano sposati solo nel 2008 quando di Vallanzasca e della sua fosca epopea rimaneva soltanto il ricordo.
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"Io ho solo la mia parola, è l'unica cosa che ho. Sarà anche per questo che sono in galera da cinquant'anni, c'ho tutta una serie di princìpi miei che non riesco a non seguire, a costo di rimetterci le corna". E' un Renato Vallanzasca che va oltre il mito del bel René, del boss della Comasina, quello che si racconta a Micaela Palmieri nella biografia "Malanotte. Rimpiango quasi tutto", uscita per Baldini+Castoldi a fine agosto, poco prima della decisione dei giudici del Tribunale di Sorveglianza…
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Renato Vallanzasca, l’ex boss della banda della Comasina con oltre 50 anni di detenzione e una condanna a “fine pena mai”, è stato trasferito dalla prigione di Bollate a una struttura assistenziale in regime di detenzione domiciliare. Vallanzasca trasferito in una Rsa in regime di arresti domiciliari La decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta di differimento pena per una grave forma di decadimento…
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E adesso che il racconto criminale del pluri-ergastolano rapinatore e killer Renato Vallanzasca termina per davvero, essendo giunto il parere definitivo del Tribunale di sorveglianza di Milano, che l’oggi 74enne gravato da afasia e deliri, inseguito da una condizione di disorientamento nello spazio e nel tempo, sia incompatibile col carcere ma vada destinato a una struttura per i malati…
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«Il peggioramento della malattia neurovegetativa» di Renato Vallanzasca ormai «implica la sua mancanza di autonomia», mentre la «pericolosità sociale risulta sostanzialmente attenuata in considerazione tanto delle attuali condizioni di salute debilitanti, quanto della risalenza nel tempo dei fatti e della regolare condotta tenuta nel corso dei permessi premio ultimamente usufruiti». Per questo il Tribunale di…
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Tra pochissimi giorni l'ex boss della banda della Comasina, Renato Vallanzasca, potrà uscire dal carcere ed entrare in una struttura adeguata per i suoi problemi di salute a Padova. Perché gli è stata concessa? Perché ora? A spiegarlo a Fanpage.it è stato l'avvocato difensore di Vallanzasca Paolo Muzzi.
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«Incompatibile con il carcere» sarebbe l'epitaffio perfetto per Renato Vallanzasca. La chiamano demenza senile, al bel René serve per uscire finalmente dal carcere di Bollate in cui la giustizia lo ha voluto rinchiudere a forza, lui che a otto anni veniva pizzicato dagli sbirri per aver tentato assieme ai suoi amichetti di liberare dalle sbarre gli animali di un circo. Lo Stato lo ha condannato a quattro ergastoli, 295 anni di reclusione e l'isolamento diurno, nonostante l'età e la…
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Oltre mezzo secolo dopo essere entrato in carcere, Renato Vallanzasca lascerà la sua cella a Bollate per essere trasferito in una casa di cura nel Padovano. È malato ormai da tempo e la sua condizione non è più compatibile con una vita dietro le sbarre, ha stabilito il Tribunale di Sorveglianza di Milano accogliendo la richiesta presentata dai suoi avvocati. Andrà nella Rsa di Rubano, Opera della…
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Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Milano, che hanno accolto l'istanza degli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, dopo avere riconosciuto il decadimento cognitivo del detenuto. Il pg di Milano Giuseppe De Benedetto, pochi giorni fa, ha chiesto al tribunale il differimento della pena perché risultava «accertata la condizione di demenza» di Renato Vallanzasca e la sua «incompatibilità conclamata» con il carcere.
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– L’approdo per quello che rappresenterà il finale di una partita più volte disputata, ripresa e rigiocata sarà in una casa di cura in provincia di Padova. L’uomo che verrà accolto è più vecchio dei suoi 74 anni, fiaccato da mezzo secolo di carcere (52 anni), gravato da quattro ergastoli per un totale di 295 anni di reclusione, dimentico, chiuso nella sfera impenetrabile dell ’ assoluta…
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MILANO — Come il panettone, la Scala, i Moratti e la moda, a suo modo anche Renato Vallanzasca è uno dei simboli — ma decisamente non positivi — di Milano: è stato, tra giornali, libri e film, il bandito più mediatico. Sul solco di Luciano Lutring, detto “il solista del mitra”. Ma certo non del livello di Francesco Turatello o Angelo Epaminonda, che essendo gangster ben più strutturati e organizz…
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Tutto è cominciato e tutto è finito in un supermercato. Nel 1972 due colpi gli fruttarono 78 milioni di lire. Nel 2014 il bottino fu invece più modesto: un paio di mutande di Versace, delle cesoie da giardinaggio e un sacco di concime. La città era sempre la stessa, Milano, l’insegna pure: Esselunga. Anche le conseguenze sono state uguali: arrestato. In mezzo a questi due episodi Renato Vallanzasca, 74 anni compiuti a maggio, ha costruito la sua vita violenta da leggenda del crimine: omicidi, sequestri di persona, rapine, evasioni, rivolte…
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Trascorsi 52 anni di detenzione in carcere, Renato Vallanzasca può essere trasferito in una Rsa agli arresti domiciliari: i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano hanno accolto l’istanza di differimento pena per una grave forma di decadimento cognitivo, col parere favorevole della Procura generale. I gravi problemi di salute dell’ex boss della banda della …
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Renato Vallanzasca uscirà dal carcere per andare in una clinica che cura quelle malattie della mente e della vecchiaia, come l’Alzheimer e la demenza, dove l’anima sembra essere sfuggita via dal corpo assieme alla memoria. A volte è lì che ci porta tutto questo tempo che passa via. Ci riduce a gusci vuoti. L’ultima foto che abbiamo visto di lui ce lo rimanda con il ventre un po’ gonfio, i capelli…
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Renato Vallanzasca, ex boss della malavita milanese condannato a quattro ergastoli con la formula dell’ostativo, che gli impedisce di accedere a benefici e sconti di pena, sarà trasferito dal carcere di Bollate a una comunità assistenziale. È questa la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano, secondo cui le pessime condizioni di salute del 74enne giustificano il differimento pena in regime di detenzione domiciliare
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Esce dal carcere dopo quasi 52 anni di detenzione , al netto di storiche e clamorose evasioni , Renato Vallanzasca , uno dei criminali più noti d’ Italia , ex boss della banda della Comasina che imperversava a Milano negli anni '70-'80. Soffre, da almeno un anno e mezzo stando alle consulenze mediche, di una grave forma di decadimento cognitivo progressivo e per questo oggi il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha deciso che, a 74 anni, potrà essere curato in una struttura…
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"Vallanzasca sta sempre peggio" i legali richiedono la scarcerazione Le prossime settimane saranno decisive per il suo futuro dopo che nei mesi scorsi il Tribunale di Sorveglianza gli ha revocato i permessi per andare almeno una volta alla settimana in comunità terapeutica sostenendo che possa ricevere cure adeguate a Bollate
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Renato Vallanzasca lascerà il carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, collegio presieduto dalla giudice Carmen D’Elia, ha disposto il differimento della pena, in una «Rsa-struttura residenziale per persone affette da Alzheimer/demenza», per Renato Vallanzasca, il bandito degli anni ‘70-‘80 in carcere da 52 dei suoi 74 anni per scontare 4 ergastoli per omicidi, rapimenti, rapine e evasioni.
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