Taylor Swift: The Eras Tour domina la classifica italiana sabato 14 ottobre, incassando 255 mila euro e salendo così a ben 575 mila euro in due giorni. Subito sotto, però, recupera terreno L’esorcista – il credente, che incassa 243 mila euro e supera così i due milioni di euro complessivi. Al terzo posto sale la nuova uscita L’ultima volta che siamo stati bambini, con 177 mila euro e 265 mila euro complessivi, seguito dall’inaffondabile Assassinio a Venezia, con 171 mila euro e…
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Taylor Swift: The Eras Tour ha mantenuto la prima posizione ieri, sabato 14 ottobre, grazie a un incasso di 255.442 euro, con una media di 1.520, che ha portato il suo totale a 575.461. In seconda posizione, L’esorcista: Il credente ha superato i due milioni; l’horror ieri ha incassato altri 243.338 euro (-40%), con una media di 663, per un totale di 2.027.886. Al terzo posto è salito L’ultima volta che siamo stati bambini, che ieri ha raccolto altri 177.837 euro…
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Taylor Swift ancora prima al box office grazie al sovrapprezzo del biglietto Secondo posto, ma primo per presenza è L'esorcista. Completa il podio L'ultima volta che siamo stati bambini. di Andrea Chirichelli
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Buon esordio per Taylor Swift: prima in classifica ma con meno spettatori de L’esorcista Per il film concerto della popstar americana 319mila euro di incasso e 16mila presenze. Completa il podio Dogman. di Andrea Chirichelli
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Come prevedibile, il film-concerto Taylor Swift: The Eras Tour ha debuttato al primo posto ieri, venerdì 13 ottobre, spodestando L’esorcista: Il credente con un incasso di 319.548 euro e una media di 1.891. L’esorcista è così sceso in seconda posizione, con 137.194 euro (-46%), una media di 398 e un totale di 1.784.006. Chiude il podio DogMan, con 75.057 euro, una media di 220 e un totale di 130.522.
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Il primo grande momento del film sull’Eras Tour di Taylor Swift arriva non appena si spengono le luci. Una ragazza dice a voce alta «oddio, dovevo chiedere il permesso per cantare? Io voglio cantare!». La risposta arriva da una signora seduta qualche fila più in là: «Canta forte e con orgoglio, sorella!». Non c’è stato bisogno di altro. Nulla del resto avrebbe potuto impedire il pubblico di cantare e urlare e piangere.
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