A 300 giorni dall’inizio della guerra Save the Children continua a chiedere il cessate il fuoco immediato e definitivo a Gaza. Lo scenario attuale del conflitto in Medio Oriente vede intensificarsi gli attacchi aerei israeliani nelle aree della striscia in cui le organizzazioni umanitarie forniscono servizi. Comprese le “zone umanitarie” designate da Israele. Nonché la chiusura e il mal funzionamento delle frontiere.
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A 10 mesi dall'inizio dei bombardamenti e delle operazioni militari via terra da parte di Israele, a Gaza ogni giorno le nuove vittime dell'IDF si contano ancora decine e, nel breve periodo, non si vede la conclusione di questa immane tragedia. Anzi, l'uccisione di Haniyeh, capo politico di Hamas, lascia poco spazio alle speranze (già ridotte al lumicino) per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.
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Manifestazione a Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi a Gaza Ismail Haniyeh, leader di Hamas, è stato ucciso a Teheran nella notte tra martedì e mercoledì con una delle sue guardie del corpo. Era andato nella capitale iraniana per assistere al giuramento del neopresidente della Repubblica Islamica. Haniyeh è stato colpito da un missile lanciato da fuori dall’Iran. L’attentato non è stato rivendicato, ma è stato attribuito a Israele da Hamas, Hezbollah, ribelli Houti, Turchia e…
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Trecento giorni fa iniziava il massacro dei palestinesi di Gaza. Da allora 39.480 persone sono state uccise, 10 mila disperse, 91.128 ferite. Insieme compongono il 6% dei 2.2 milioni abitanti della Striscia (cifra pre-guerra). Le statistiche, però, non raccontano tutto. O meglio, siamo noi che fatichiamo a cogliere il racconto nella sua interezza, a ricordarci che anche un numero così grande come 39.480 è composto da tanti uno e che quegli uno sono persone in carne e ossa.
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Ismail Haniyeh, leader di Hamas, è stato ucciso insieme a una delle sue guardie del corpo. Le Guardie della Rivoluzione Islamica hanno riferito che la residenza del capo di Hamas "è stata colpita a Teheran e, a seguito di questo incidente, lui e una delle sue guardie del corpo sono stati martirizzati". L’esercito israeliano ha rivendicato l’attacco su una palazzina a Sud di…
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L’ultimo rapporto sulla situazione umanitaria, a cura delle ong che operano a Gaza, ha rivelato condizioni disastrose e diversi ostacoli che impediscono o limitano gli sforzi di soccorso nella regione. Il rapporto, che copre il periodo dal 13 al 29 luglio 2024, descrive in dettaglio l’escalation della crisi umanitaria che stanno affrontando i 2,1 milioni di palestinesi che vivono a Gaza. Al 29 luglio, 39.363 palestinesi sono stati uccisi e quasi 91mila feriti.
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La relazione, aggiornata a fine luglio, rivela condizioni disastrose e gravi difficoltà nei soccorsi. 2,1 milioni di palestinesi a Gaza stanno affrontando un'escalation della crisi. Quasi 40 mila palestinesi uccisi, oltre 90 mila feriti Foto: Cesvi ROMA – Al 29 luglio, 39.363 palestinesi sono stati uccisi e quasi 91.000 feriti: è una vera e propria catastrofe umanitaria, quella che si trovano ad affrontare i 2,1 milioni di palestinesi che vivono a Gaza.
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A Gaza muore anche la nostra umanità: fate passare gli aiuti della comunità internazionale Lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo Italiano La Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU, il 26 gennaio 2024, ha evocato un “rischio plausibile” di genocidio nella striscia di Gaza, ammonendo Israele di adottare concrete misure di prevenzione. In particolare la Corte ha sancito che: “Lo Stato di Israele deve adottare misure immediate…
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