Roma, 11 gen. – Il 2026 sarà l’anno in cui, a meno di sorprese, il governo Meloni diventerà il più longevo della storia della Repubblica italiana. Ma sarà anche un anno elettorale, dunque difficile e carico di tensioni, soprattutto nella maggioranza di governo. In questo quadro l’Europa sembra destinata a diventare un catalizzatore di queste tensioni ma anche, per la premier, un rifugio sicuro dalla politica interna.
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Dopo molti mesi in cui ha evitato di confrontarsi con la stampa, il 9 gennaio la premier si è concessa per la tradizionale conferenza di inizio anno. Meloni ha risposto a 40 domande, anche se otto tra queste stonano: sembrano servite su un vassoio d’argento, come dei veri assist. Eccole, in ordine di parola. Economia …
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Il manifesto del 10 gennaio 2026 Di conferenza stampa ne fa una l’anno e quella di ieri aveva degli addobbi floreali «a tema». Meloni ha comodamente lanciato la campagna referendaria con un attacco ai magistrati e si è tanto congratulata con se stessa per la politica estera. Poi ha parlato del miracolo economico del paese…
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Dalla politica estera al bilancio di quanto fatto in politica interna, dai temi economici al rapporto con i magistrati. Dura tre ore per 40 domande l’appuntamento consueto di inizio anno e la premier Giorgia Meloni interviene sui temi di attualità. Fila tutto liscio, tranne che in due occasioni, quando perde la pazienza di fronte alle domande sul caso Paragon e dei giornalisti che sono stati spiati.
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La conferenza stampa di inizio anno: «I criminali sono liberi perché spesso i magistrati vanificano il lavoro. Nel 2026 il focus sarà anche sulla crescita. Il Colle? Non ci punto. Con Mattarella non sempre vado d’accordo».Il presidente del Consiglio difende Salvini dall’accusa di essere «filo Putin» e invita l’Unione a fare un passo: «Ma non in ordine sparso, sarebbe un favore allo Zar».Lo speciale contiene due articoli.
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E il Quirinale? Nella prossima legislatura avrà l'età, forse pure i numeri politici: dica la verità, almeno un pensierino ce l'ha fatto. Giorgia ride. Macché, "piuttosto mi piacerebbe andare a lavorare con Fiorello, a pagamento". Insomma, ragazzi, no, "non voglio salire di livello, mi basta e mi appassiona quello che sto facendo, e se sarò ancora qui dipenderà dal voto degli italiani". Anche perché "i miei rapporti con il presidente…
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Giornata ricca di notizie oggi, sia sul fronte italiano, con la conferenza stampa annuale della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia sul fronte internazionale, con il via libera al trattato Mercosur e con il black out in Iran, costruito ad arte dal regime per nascondere la protesta che monta e che conta già decine di vittime. Poi, ancora, i missili ipersonici su Leopoli, l’offerta di Trump ai groenlandesi e la cerimonia per le vittime di Crans-Montana, alla presenza di Sergio Mattarella ed…
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Si può solo immaginare la fatica di rimettere a sistema, almeno a parole, un Occidente, un’Europa, un’Italia attraversati da conflitti vertiginosi, un Donald Trump partito alla conquista della Groenlandia, un Macron diventato stella dei Volenterosi dell’Unione, una Lega che vuol mettere fiori nei cannoni di Crosetto e della Nato, un’economia ferma allo zero virgola e pure le paure di un referendum che vai a vedere come va a finire.
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C’è una postura vagamente trumpiana, nella parte italiana della conferenza stampa di Giorgia Meloni, in relazione al tema istituzionale. Sia pur con accentuazioni diverse. Sui giudici non ci sono freni. Sono loro il vero “nemico” su cui costruire il racconto in vista del referendum costituzionale. Accusati financo di vanificare l’operato del Parlamento e delle forze dell’ordine in materia di sicu…
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Dopo avere confidato a Donald Trump I never want to speak with my press («io non voglio mai parlare con la mia stampa»), le è toccata. Anzi, «e daje, che me tocca fa’» per rimanere in sintonia con l’accento romanesco che la presidente del Consiglio Meloni ha masticato a più non posso durante la conferenza di fine, convertita in inizio, anno. E colpisce questo slittamento linguistico senza soluzio…
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Sicurezza e giustizia, con lo sguardo rivolto al prossimo referendum. Ma anche legge elettorale, rapporti con gli alleati di governo e con il Colle ("non sempre d'accordo con Mattarella, ma difende gli interessi dell'Italia"), fino alle ipotesi sul futuro politico personale. La conferenza stampa di inizio anno ha offerto a Giorgia Meloni l'occasione per fare il punto sui principali dossier di politica interna e per chiarire le…
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La crisi Ilva «è il dossier più complesso che abbiamo ereditato, nessun governo ha saputo trovare soluzioni stabili», la crisi dell’auto è colpa del green deal europeo ma «lo stiamo correggendo», sui prezzi dell’energia «interverremo», il piano casa per i giovani «arriverà», il potere d’acquisto «è aumentato di 20 miliardi nell’ultimo anno». E ancora: sui salari al palo «l’Istat certifica il lordo, ma noi siamo intervenuti sul netto con il cuneo e i premi di produttività».
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Meloni, il messaggio per l'Italia di domani: la stabilità prima di tutto. L'analisi della conferenza
Sorridente, a tratti persino rilassata, con solamente due o tre accenni di nervosismo, quando parla della sua vita privata. Per il resto, “la Meloni” (come chiama sé stessa) atto quarto – cioè la quarta conferenza di fine o inizio anno («abbiamo avviato una nuova tradizione») che la lancia all’inseguimento di Berlusconi che ne fece sì 7, ma “solo” cinque consecutive – sembra la prosecuzione, con toni, scenario e argomenti diversi, di quanto si è…
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Uno degli aspetti più interessanti della conferenza stampa di Giorgia Meloni ha riguardato il rapporto con il presidente della Repubblica. Il filo che lega o magari non lega il Quirinale e palazzo Chigi è da sempre un tema decisivo per la salute delle istituzioni. Questa volta lo è in modo particolare per una serie di ragioni. Siamo all’ultimo anno pieno della legislatura, poi ne rimarrà solo un…
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Breaking News delle 21.30 | Meloni a tutto campo davanti ai giornalisti In questa edizione: Meloni a tutto campo davanti ai giornalisti. Crans-Montana, arrestato il titolare del bar. Attesa per Trentini, l'Iran ancora al buio. Mercosur, via libera dell'Ue a maggioranza.
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