Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha definito "una mattanza" l'operazione di polizia che la scorsa settimana ha provocato oltre 130 morti in due favelas di Rio de Janeiro controllate dal Comando Vermelho, la seconda più potente organizzazione criminale del Paese. "Non c'era l'ordine di uccidere, e invece c'è stata una mattanza", ha detto Lula in una conferenza con la stampa estera a Belem, definendo l'azione "un disastro".
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Il governatore dello Stato di Rio de Janeiro, il bolsonarista Cláudio Castro, ha risposto al giudice della Corte suprema brasiliana, Alexandre de Moraes, dicendo che l'operazione di polizia condotta il 28 ottobre scorso nei complessi della Penha e dell'Alemão e costata la vita ad almeno 130 persone, è stata "realizzata nei limiti della legge e della Costituzione", con "uso proporzionale della forza" di fronte alla minaccia del Comando Vermelho, la principale organizzazione…
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Dopo il sanguinoso blitz del 28 ottobre nelle favelas di Rio, il card. Orani João Tempesta invita a costruire la pace con dialogo e solidarietà. La Chiesa, con la sua presenza costante, sostiene le comunità più fragili, promuovendo dignità umana, riconciliazione e speranza contro violenza e disuguaglianze (Foto ANSA/SIR) La vera pace “non si impone, si costruisce”. E in questo cammino la Chiesa di Rio de…
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Il 28 ottobre per Rio de Janeiro è stato il giorno dell’Operazione Containment, la retata più letale della storia brasiliana, condotta contro il clan del narcotraffico Comando Vermelho: 32 veicoli blindati e 2500 agenti di polizia sguinzagliati nelle favelas collinari di Penha e Alemao, con il mandato di sparare a chiunque scappasse, a chiunque apparisse sospetto. Più morti che arrestati, il conteggio è aumentato per giorni, siamo a 138.
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Ci sono morti ovunque, è un massacro. A una mia amica hanno ucciso il figlio di appena 13 anni. Gli hanno sparato alle spalle, poi gli hanno tagliato le mani. Quello che è successo è terribile. Il 25 ottobre rimarrà per sempre nella storia del Brasile». È ancora sotto shock Beatrice Baratto, 60 anni, giornalista imperiese da tempo resid…
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Il governatore dello stato di Rio de Janeiro, Cláudio Castro, esponente della destra bolsonarista, ha definito l’operazione nelle favelas un “successo”, onorando i quattro agenti caduti e celebrando quella che ha descritto come “una grande vittoria contro il narcoterrorismo”. Ma dietro questa retorica di guerra si nasconde un’altra verità: l’ennesimo capitolo di una politica della sicurezza costruita sul sangue nero e sulla paura dei poveri.
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Rio de Janeiro, 31 ott. I passanti si fermano a osservare le croci su cui sono appese le foto dei quattro poliziotti uccisi durante un'operazione condotta nelle favelas di Rio de Janeiro il giorno prima, che ha causato almeno 119 morti, il bilancio più pesante mai registrato in Brasile per un intervento di polizia. "L'operazione è stata catastrofica", afferma Antonio Carlos Costa, presidente dell'ONG Rio de Paz, davanti a questo omaggio reso sulla spiaggia di…
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"Il Bope (le forze speciali di polizia), con altre polizie locali, ha commesso un massacro senza sapere nemmeno chi abbia davvero ucciso. Volevano smantellare il Comando Vermelho, la mafia che comanda Rio da quasi mezzo secolo. Il principio lo conosco: 'Chiunque in quelle fogne è complice, se vuoi colpire i
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Nelle favelas Complexo do Alemão e Complexo da Penha, a nord di Rio de Janeiro, il Bope (le forze speciali di polizia), con altre polizie locali, ha commesso un massacro senza sapere nemmeno chi abbia davvero ucciso. Volevano smantellare il Comando Vermelho, la mafia che comanda Rio da quasi mezzo secolo. Il principio lo conosco: «Chiunque in quelle fogne è complice, se vuoi colpire i narcos devi colpire tutti».
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Venerdì 31 ottobre 2025 Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto un’indagine immediata sul raid della polizia a Rio de Janeiro, che ha provocato oltre 130 vittime. Link alla notizia
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La Bolivia si trova al centro di una nuova emergenza di sicurezza. Il presidente eletto Rodrigo Paz ha chiesto al governo uscente di Luis Arce di rafforzare con urgenza i controlli alle frontiere dopo la sanguinosa operazione di polizia avvenuta a Rio de Janeiro contro la banda del Comando Vermelho. Con oltre 130 morti e decine di quartieri devastati, l’offensiva brasiliana rischia ora di spingere elementi criminali verso i territori confinanti.
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Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto un’indagine immediata sul raid della polizia a Rio de Janeiro, che ha provocato oltre 130 vittime, mentre la Commissione per i diritti umani della Camera dei deputati brasiliana ha inviato una richiesta formale affinché sia valutato l’arresto del governatore bolsonarista, Cláudio Castro (Pl), che ha promosso l'azione. L’esponente di destra è già stato chiamato a rendere conto…
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