La parata di Pechino rivela l’ambizione cinese di un nuovo ordine anti-occidentale, ma dietro la propaganda emergono fragilità e contraddizioni Le visioni offerte dalle circostanze sono generalmente divergenti a seconda della lente indossata da chi contempla il panorama. Le distorsioni cognitive, come sempre, sono all’ordine del giorno. Ecco dunque che il possibile futuro può offrire diverse prospettive; mentre tra Shanghai e Pechino si delineava una proiezione di potenza che ribadiva la…
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Approfondimenti:
È forte la tentazione di fare del sarcasmo sulla (si fa per dire) buona novella comunicata al mondo dall’asse degli autocrati riunitisi a Tianjin. Questa buona novella ci annuncia che è in preparazione un nuovo ordine mondiale giusto e pacifico. Quale futuro di libertà, di democrazia e di pace possono costruire la Cina di Xi, che tiene in segregazione un intero popolo (gli uiguri), la Russia di Putin che somministra il polonio a chi osa dissentire, l’Iran di Pezeshenko che lapida le donne solo perché non tengono il volto coperto, la…
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Gli Stati Uniti sono una forza egemonica in declino, Donald Trump con le sue politiche scriteriate aggressive nei confronti di paesi alleati e non sta soltanto accelerando il processo senza governarlo; la novità di questo settembre è che gli altri paesi non stanno a guardare e si organizzano. Gli assetti geopolitici stanno cambiando rapidamente, lo abbiamo visto in modo chiaro in occasione dell’incontro dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai che si è svolto a Tianjin la scorsa settimana.
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In questi giorni un altro ordine mondiale si è autocelebrato presentandosi al mondo in pompa magna. Certamente non è difficile approfittare del nostro tragico declino. In politica non esiste il vuoto. E quello che l’Occidente sta lasciando è un vuoto, una pervicace e ottusa sottrazione di tutti gli strumenti che potevano garantirci ancora autorevolezza. Abbiamo demolito il diritto internazionale, le istituzioni sovranazionali, le democrazie dei limiti e della protezione sociale; messo in…
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Scrivono oggi Tom Orlik, chief economist di Bloomberg Economics, e Jennifer Welch, chief geoeconomics analyst: «Lo storico francese Fernand Braudel identificò tre cicli della storia. Il più breve è il flusso quotidiano degli eventi; Braudel li chiamava “lucciole” sul palcoscenico. Al livello successivo ci sono i cambiamenti di paradigma – come la fine della Guerra Fredda – che possono svilupparsi nel corso di decenni o più a lungo.
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Al summit di Tianjin approvata la strategia 2026-2035 con banca di sviluppo, monete locali e nuovi corridoi energetici e commerciali. Tanto ha fatto per tenerli separati che alla fine li ha uniti. Questo è il risultato più importante del summit dei paesi membri della Shanghai Cooperation Organization (Sco) appena conclusosi a Tianjin, in Cina. Si potrebbe dire che è l’unico “successo” incontrastato di Donald Trump, perché tutte le altre sue politiche sono state…
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Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi – Tanto ha fatto per tenerli separati che alla fine li ha uniti. Questo è il risultato più importante del summit dei paesi membri della Shanghai Cooperation Organization (Sco) appena finitosi a Tianjin, in Cina. Si potrebbe dire che è l’unico “successo” incontrastato di Donald Trump, perché tutte le altre sue politiche sono state sfidate e sono dibattute nei tribunali americani.
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Settimana illuminante questa appena trascorsa, la prima di settembre, settimana che segna l’inizio dell’anno lavorativo quando si torna in ufficio con l’abbronzatura e infilarsi i calzini ai piedi per mettersi i mocassini è una tortura. Significativa non perché alla fine c’è stata un’eclissi lunare di una super luna piena rossa, evento abbastanza raro, ma perché tra occidente e il nuovo mondo si è scavato un canyon così profondo che sarà difficile saltarlo.
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Nuovo ordine mondiale? Cina e Russia non bastano a guidarlo. Parla Sapelli Quella del nuovo ordine mondiale generato dal compattarsi degli Stati intorno all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai è tutta fuffa. Ne è convinto Giulio Sapelli, noto storico ed economista, autore de “Il grande ritorno. La nuova era di Trump”, che in questa intervista per Start Magazine ci dice chiaramente che non è tutto oro quello che luce, e soprattutto che è grandemente esagerato parlare di un…
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Per trent’anni abbiamo creduto in un futuro di pace, progresso e globalizzazione inarrestabile. Ma era un’illusione. Oggi il mondo ci costringe a riaprire gli occhi. Serve una mappa che abbandoni i vecchi dogmi per proporre nuove connessioni, chiavi di lettura innovative e aggiornati strumenti d’azione. Per la nuova puntata di Futuro da Sfogliare l’analisi di Giuliano Noci, Prorettore del Polo territoriale…
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È possibile costruire un sistema di relazioni internazionali fondato sulla pace e cooperazione tra Paesi che prescinda dal regime che i Paesi adottano al loro interno? È stata la grande settimana cinese, apertasi con il più grande summit mai tenuto dello SCO e conclusasi con l’imponente parata militare. Non è stato solo lo sfoggio di potenza e prestigio nazionale, ma l’occasione per proporre un nuovo ordine internazionale (GGI, Global Governance Initiative) che faccia del…
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Città del Vaticano Questa settimana la Cina ha catalizzato l’attenzione internazionale con due eventi: il vertice della Shanghai Cooperation Organization a Tientsin e la parata a Pechino per l’ottantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale. Hanno partecipato, fra i tanti, il presidente russo, Vladimir Putin, il presidente nordcoreano, Kim Jong-un, e il primo ministro indiano, Narendra Modi
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Shanghai Cooperation Organization (Sco) è un nome che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi giorni, benché l’organizzazione esista da quasi un quarto di secolo, già nel 2017 aveva segnato un salto di qualità, con l’ingresso di India e Pakistan. Erede del “Shanghai Five Group”, nato nel 1996 come trattato di fiducia militare fra Cina, Russia e alcune repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, ha sempre evocato un mondo multipolare, fin dalla dichiarazione del 1997 firmata da Boris Eltsin e Jiang Zemin
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Per intendere il significato di momenti così tragici come quelli che viviamo è forse necessario almeno cercare di staccarsi dal rumore della cronaca quotidiana e dalle grida propagandistiche dei nostri effimeri leader politici. Le nazioni hanno destini che le trascendono - lo storico lo verifica continuamente nel suo lavoro - e il vero politico dovrebbe sempre tenerlo presente. In ogni sua azione…
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Il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) a Tianjin e la parata militare a Pechino hanno offerto al presidente cinese Xi Jinping l’occasione per mettere in mostra i muscoli di una Cina che si candida a riscrivere le regole del gioco a livello mondiale. La narrativa ufficiale è stata quella di un ordine «più giusto e multipolare», ma nei fatti si tratta di un progetto che punta a sostituire l’egemonia…
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SHANGHAI, AL VIA IL 25° VERTICE SCO Ha avuto luogo presso Tianjin il 25° vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), con la partecipazione di Russia, India, Iran, Pakistan e altri Paesi dell’Asia centrale. Il leader cinese Xi Jinping ha ricordato come i tempi della guerra fredda, quando cioè il mondo era notoriamente diviso in due blocchi ben contrapposti, sia ormai finito, e quanto sia pertanto fondamentale archiviare tale prospettiva…
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CINA TRA PASSATO E PRESENTE di Giorgio Cuscito Le celebrazioni tenute il 3 settembre a Pechino per l’80° anniversario della fine della seconda guerra mondiale e il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) hanno costituito la plastica rappresentazione di come Xi Jinping vorrebbe il sistema internazionale a seguito della transizione americana: la Repubblica Popolare Cinese come perno dell’Eurasia, con una sfera d’influenza che dai mari…
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Ma li avete visti e guardati bene, mentre avanzavano in gruppo come tanti bravi scolaretti dietro al loro nuovo “ Timoniere” Xi Jinping (non a caso vestito per l’occasione con tanto di divisa alla Mao) che li guidava con la solita faccia di ghiaccio verso il palco d’onore della mega parata militare dell’altro giorno a Pechino? Per chi se la fosse persa, posso garantire che la scena metteva paura. Più ancora del mostruoso arsenale bellico mostrato poco dopo ai gentili ospiti dal padrone di casa.
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