Il Governo sembra essere arrivato a un accordo definitivo sugli affitti brevi: la cedolare secca resta al 21 per cento sul primo immobile e passa al 26 dal secondo, ma dal terzo servirà la partita IVA Fin dalle prime bozze della Legge di Bilancio 2026 il tema della tassazione degli affitti brevi ha diviso la maggioranza. E neanche l’aumento selettivo della cedolare secca, inserito nella prima impostazione della Manovra 2026, ha portato la pace.
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MANOVRA. OGGI SCIOPERO GENERALE, CGIL: “ADESIONE AL 68%” “La maggioranza del Paese chiede un cambiamento delle politiche” del governo. Lo sottolinea il segretario della Cgil, Maurizio Landini, durante la manifestazione a Firenze, in occasione dello sciopero generale contro la manovra. La mobilitazione ha coinvolto scuole, trasporti e sanità con una adesione del 68% e mezzo milione di persone nelle diverse manifestazioni di piazza.
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L’affitto breve per almeno tre appartamenti sarà considerato attività imprenditoriale. Con l’obbligo di aprire una partita Iva. Si chiude con questa novità, inserita in uno dei nuovi emendamenti alla manovra, la lunga trattativa interna alla maggioranza sul tema delle locazioni turistiche. Una novità che, all’atto pratico, avrà un impatto molto limitato rispetto alle premesse. Bisogna, infatti, ricordare che le prime versioni della manovra prevedevano un innalzamento dal 21 al 26% della cedolare secca.
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