Addio Sara Piffer, addio alla tua vita ancora tutta da vivere. Non nascondiamo dietro parole di circostanza quello che è stato e come deve essere chiamato: un omicidio per futili motivi. Anzi, per motivi inesistenti. Non era drogato, non era ubriaco, non guardava il cellulare, non era un ragazzino inesperto: era un normale, normalissimo automobilista, come tanti di noi; vorremmo che almeno questo fosse chiaro al ministro dei Trasporti e alla sua inutile riforma del Codice della…
Leggi
Altre informazioni:
«Qualsiasi morte in strada è inaccettabile: è stata posta poca attenzione». Si dice «scioccato» il presidente di Automobile Club Trento Fiorenzo Dalmeri dopo l’incidente di Mezzocorona in cui ha perso la vita la ciclista diciannovenne Sara Piffer. «Penso che i flussi debbano essere separati — spiega il presidente Dalmeri —. Ci dovrebbero essere strade dedicate alle vetture e piste ciclabili separate dalle corsie dedicate alle automobili
Leggi
Sara è tornata a casa: così hanno voluto mamma Marianna e papà Lorenzo, così hanno voluto i suoi fratelli Christian, Gabriele e Loris. Hanno scelto lo studio di papà Lorenzo, hanno appeso le maglie della Montecorona, del Velosport Mezzocorona, delal Lady Zuliani, della Wilier Pierobon, della Memdelspeck e della Nazionale - tutte quelle indossate da Sara - per farle da arcobaleno, ci sono le sue foto, i suoi lavori, sì perché Sara amava anche l’arte, aveva estro e…
Leggi
Il dolore è ancora forte, travolgente, ma Lorenzo, padre di Sara Piffer, ha già perdonato l'uomo che ha ucciso la sua bambina a soli 19 anni. «È stato grazie a mio figlio Christian (presente al momento dell'incidente, ndr) - spiega l'uomo al Corriere della Sera -. Mi sono avvicinato a lui, mi ha abbraccato e mi ha detto: "Papà. Papà. Ti prego…
Leggi
«Dopo l’incidente, mio figlio Christian mi ha abbracciato e mi ha detto: “Papà. Papà. Ti prego, perdonalo. Perché penso che soffra anche lui in questo momento". Così ho deciso di perdonarlo. Poi sarà la giustizia a fare il suo corso». La voce sottile, a tratti tremante. Gli occhi lucidi, ma tanto forti da trattenere le lacrime. Lorenzo Piffer è un…
Leggi
PALÙ. "Le vite perdute sulle nostre strade sono sempre troppe e troppo spesso sono giovani vite, come quella della promessa del ciclismo azzurro Sara Piffer che è stata travolta venerdì 25 gennaio da un automobilista in una strada interna in provincia di Trento. La necessaria sicurezza di chi va in bicicletta rappresenta per il governo motivo d'impegno e preoccupazione in ogni contesto, compreso quello agonistico nel…
Leggi
«Con Sara Piffer la ferita si è riaperta: il dolore per la morte di nostro figlio è tornato fortissimo. Io so cosa sta vivendo la famiglia di Sara… è tremendamente ingiusto. La piccola Sara, il fratello Loris e Christian avevano la stessa grande passione per la bici del nostro Matteo. Capitava che si davano appuntamento tutti assieme per l’allenamento. Ho la testa spaccata a metà: da un lato la parte razionale che vorrebbe uscire da…
Leggi
Il mondo del ciclismo è indignato. Anzi furente. Venerdì 24 gennaio sulle strade italiane ha perso un’altra delle sue promesse. La 19enne Sara Piffer, investita da un’auto in fase di sorpasso mentre si stava allenando sulla sua amata bicicletta. Una strage continua, che colpisce semplici persone sulle due ruote così come gli agonisti e i professionisti. “Fermate questa mattanza“, è il grido di rabbia del…
Leggi
“L’ennesima tragedia della strada che ha coinvolto una ciclista è un problema non solo del nostro sport – ha dichiarato il presidente Cordiano Dagnoni all’indomani della morte di Sara Piffer – ma di civiltà, legato alla cultura del rispetto, all’educazione civica, alla realizzazione di infrastrutture, alla realizzazione di città più a misura d’uomo. Lavoriamo da tempo per migliorare la sicurezza in gara, ambito di nostra competenza.
Leggi
