A distanza di mesi dall’inizio della crisi di Suez, è ancora evidente l’aumento dei costi di trasporto dell’acciaio, +150% rispetto al periodo prima della crisi. Per l’acciaio che tradizionalmente passava per il Mar Rosso, il prezzo medio del trasporto in navi portacontainer è passato da 1.200 dollari per TEU (dicembre 2023) a circa 3.000 dollari per TEU – l’unità di misura del trasporto in container, che corrisponde a 25 tonnellate di acciaio.
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Milano, 11 mar. – Gli effetti della crisi del Mar Rosso sul settore agroalimentare e agroindustriale italiano. E’ questo il tema al coentro della riunione che si è tenuta a Palazzo Piacentini tra il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “Abbiamo vagliato, con i nostri staff tecnici, i possibili sviluppi e le ipotesi di intervento, a breve e medio termine, per supportare le imprese che maggiormente subiscono gli impatti di questa…
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Con la crisi di Suez il costo del trasporto di acciaio è passato da 1.200 dollari per container di 20 piedi a più di 3.000 dollari per Teu, che corrisponde a 25 tonnellate di acciaio. L’aumento è del 150%: il picco di 5.300 dollari per è stato raggiunto a fine gennaio e nel corso del mese di febbraio il costo è costantemente diminuito, spiega Assofermet Acciai. Ma la situazione continua comunque a essere fortemente volatile, perché i prezzi dei noli cambiano…
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LIMES Quali sono le conseguenze delle azioni degli ḥūṯī nel Mar Rosso per il settore marittimo italiano? ZANETTI Il Canale di Suez rappresenta per l’Italia una porta di passaggio per oltre 150 miliardi di valore ogni anno. Il nostro import passa da lì per due terzi mentre l’export solo per un terzo. Questo perché le nostre direttrici dell’export sono spo…
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I venti di guerra in Medio Oriente non hanno (ancora) prodotto effetti particolarmente gravi o importanti per i nostri scambi commerciali, ma i prossimi mesi saranno decisivi. Il commercio estero del Veneto con i paesi che, direttamente o indirettamente, sono influenzati dalla crisi del Mar Rosso ammontava, nel 2022, a 22,7 miliardi di euro, di cui 16,9 di importazioni e 5,7 di esportazioni. Sul commercio estero complessivo in capo alla…
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– I venti di guerra che soffiano in Medio Oriente, fino ad ora, non hanno ancora prodotto effetti particolarmente gravi per scambi commerciali italiani. Tra i primi due mesi del 2023 e lo stesso periodo di quest’anno, infatti, il numero di navi mercantili (cargo e cisterna) in arrivo nei porti italiani è diminuito di 169 unità (pari a -3,6 per cento del totale arrivi). Insomma, la guerra tra Israele e Hamas e gli effetti che la stessa sta provocando nella regione del Mar…
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Dal Mar Rosso al Mar Nero: perché Houthi e Ucraina possono decidere il futuro del commercio mondiale
Lo avevamo già visto con la guerra in Ucraina e lo vediamo ancor di più col conflitto in Medio Oriente: il commercio globale è messo a durissima prova. Prima i prezzi record dell'energia e delle materie prime, poi l'impennata di costi e tempi per i trasporti e le merci che arrivano via mare (circa il 90% delle spedizioni totali). Una scure spaventosa, se si considera che i trasporti marittimi e la logistica valgono circa il 12% del Pil globale.
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Gli attacchi contro le navi portacontainer nel Mar Rosso cominciano ad avere un impatto tangibile sul sistema portuale italiano. A Trieste, per esempio, il calo dei volumi è evidente, e la tendenza inizia a preoccupare le istituzioni locali, che attendono i dati di febbraio, previsti per i prossimi giorni. A gennaio, il secondo porto italiano ha segnato un calo del 26,6%, particolarmente vistoso, per quanto certamente influenzato anche dai ritardi generati dalle nuove rotte delle grandi…
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Un danno che potrebbe arrivare a 3,5 miliardi, pari al 10,4 per cento del commercio estero regionale, perché tanto vale per il Friuli Venezia Giulia l’import-export con le aree che sono interessate dai collegamenti attraverso il canale di Suez e il Mar Rosso, sotto attacco dei guerriglieri yemeniti Houthi, che assaltano le navi in transito. È il valore che ha quantificato ieri la Cgia di Mestre nel suo rapporto…
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Il commercio estero del Veneto con i paesi direttamente o indirettamente influenzati dalla crisi del Mar Rosso ammontava, nel 2022, a 22,7 miliardi di euro, di cui 16,9 di importazioni e 5,7 di esportazioni. Sul commercio estero complessivo in capo alla nostra regione, i traffici interessati dal passaggio marittimo nell’area mediorientale incidevano per il 14,8 per cento. Lo scrive la Cgia di Mestre
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È Genova il porto italiano che ha sofferto di più dalla progressiva paralisi del canale di Suez conseguente agli attacchi dei ribelli Houthi alle navi. Nei primi due mesi dell’anno la contrazione è stata di 61 navi (cargo e cisterna), pari a oltre il 10% del dato complessivo. A sottolinearlo è una dettagliata analisi compiuta dall’ufficio studi della Cgia, l’associazione degli artig…
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Negli stretti di Bab el-Mandeb Strait1 (-50,5 per cento) e nel Canale di Suez (-39,3 per cento) è stato significativo; conseguentemente, i transiti lungo il capo di Buona Speranza hanno subito un'impennata dell'84,5 per cento". Secondo la Cgia "questo vuol dire che, almeno fino adesso, le navi mercantili provenienti dal Sud Est Asiatico sono approdate quasi tutte nel Mediterraneo e successivamente nei nostri porti.
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I venti di guerra che soffiano in Medio Oriente non hanno ancora prodotto effetti particolarmente gravi per i nostri scambi commerciali. Lo sostiene la Cgia di Mestre, sottolineando che tra i primi due mesi del 2023 e lo stesso periodo di quest'anno, il numero di navi mercantili in arrivo nei porti italiani è diminuito di 169 unità, pari a -3,6% del totale arrivi. Ma sono a rischio nel prossimo futuro le importazioni soprattutto di Lombardia e Veneto, anche se, almeno fino a ora, le navi…
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La crisi nel Mar Rosso è sempre più una realtà che rischia di compromettere, non poco, le economie dei Paesi che contano su questo importante snodo commerciale. La situazione di difficoltà nasce dai contrasti in Medio Oriente tra Israele e Palestina che, a macchia d’olio, stanno interessando anche altri Paesi dell’area. Nel Canale di Suez, più nel dettaglio, sono gli attacchi degli Houthi, gruppo ribelli dello Yemen appoggiato dall’Iran, a causare una netta riduzione del traffico delle merci tra…
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Il commercio estero navale lucano influenzato direttamente o indirettamente dalle dinamiche dell’area “calda” vale 366 milioni di euro In riferimento agli ultimi dati statistici disponibili consolidati, quelli del 2022, il commercio estero italiano, import più export, che viaggia su nave con i paesi influenzati direttamente o indirettamente dalla crisi del Mar Rosso ammonta a 161,7 miliardi di euro.
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Traffico in picchiata nei primi due mesi dell’anno. Allarme anche per le merci dirette in Italia Genova – Nei primi due mesi del 2024, i transiti delle navi civili attraverso il Canale di Suez si sono ridotti della metà, mentre quelli nel Canale di Panama si sono ridotti del 32%. Secondo l’Fmi, la situazione nelle due principali rotte del traffico marittimo globale sta distorcendo il funzionamento delle catene di approvvigionamento più complesse, alterando al contempo i principali indicatori macroeconomici…
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Fino ad ora, i venti di guerra che soffiano in Medio Oriente non hanno ancora prodotto effetti particolarmente gravi per i nostri scambi commerciali. Tra i primi due mesi del 2023 e lo stesso periodo di quest’anno, infatti, il numero di navi mercantili (cargo e cisterna) in arrivo nei porti italiani è diminuito di 169 unità (pari a -3,6 per cento del totale arrivi). Insomma, la guerra tra Israele e Hamas e gli effetti che la stessa sta provocando nella regione del Mar Rosso non si…
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Il commercio estero del Veneto Il commercio estero del Veneto con i paesi che direttamente o indirettamente sono influenzati dalla crisi del Mar Rosso ammontava, nel 2022, a 22,7 miliardi di euro, di cui 16,9 di importazioni e 5,7 di esportazioni. Sul commercio estero complessivo in capo alla nostra regione, i traffici interessati dal passaggio marittimo nell’area mediorientale incidevano per il 14,8 per cento.
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Oltre 6 miliardi euro, pari al 10% circa dell’export agroalimentare made in Italy. A tanto ammonta il valore delle esportazioni italiane verso i mercati asiatici che in 10 anni ha messo a segno una crescita del 128%. In base ai dati riportati da Ismea “Gli scambi agroalimentari italiani con l’Asia e la crisi del canale di Suez”, l’Italia è in quinta posizione tra i principali Paesi esportatori di prodotti agricoli e alimentari verso l’Asia, dopo Paesi Bassi, Francia, Spagna e Germania
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Questa prima parte di 2024 è stata caratterizzata da nuove tensioni e criticità, specialmente sullo scenario internazionale, che hanno portato a una nuova fase di instabilità e incertezza economica. L’Italia, in particolare, si vede danneggiata dalle tensioni nel mar Rosso e alla chiusura de facto della via marittima di Suez. “la nostra difesa deve tutelare quei mari e le nostre navi, rendendo nuovamente percorribile quella striscia – avverte Domenico De Rosa, CEO dell’impresa di logistica SMET…
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Nel 1989, anno della fine della Guerra Fredda, a fronte di una popolazione sulla Terra di poco più di 5 miliardi di persone, venivano movimentate via mare quasi 5 miliardi di tonnellate di merci: in pratica, una tonnellata per abitante del pianeta. Nel 2023, tale valore si è attestato a una tonnellata e mezza (12 miliardi di tonnellate per circa 8 miliardi di abitanti), rapporto ormai stabile e non più cambiato da oltre un decennio.
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Suez crisi, gli attacchi degli Houthi alle navi cargo all’ingresso del Mar Rosso provoca il crollo del traffico attraverso il Canale di Suez – gli introiti egiziani, come denunciato dal presidente al-Sisi, si sono dimezzati. Il traffico merci si sposta sulla rotta che circumnaviga il continente africano, il che significa dai 15 ai 20 giorni in più di navigazione, costi molto più alti per assicurazioni, carburante, personale, senza pensare agli effetti sull’ecosistema, perché sono migliaia di tonnellate di Co2…
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L’invasione russa in Ucraina due anni fa ha riportato lo spettro della guerra davanti ai nostri occhi, poi si è riaccesa prepotente la fiamma del conflitto mediorientale tra Israele e Hamas - con Gaza nel mezzo - e infine si sono aggiunte le tensioni nel Mar Rosso. Quali sono le conseguenze di questi avvenimenti? Cosa è cambiato in 24 mesi? Il rapporto Mari in tempesta del Centro studi Divulga ha analizzato gli effetti provocati sui mercati interni e internazionali, con un focus particolare sui…
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