True Fabio Amendolara Ravenna, i conteggi dei medici no Cpr: «Ci siamo dentro, è una scelta etica» Ansa Le indagini sulle chat degli otto professionisti militanti e su 34 certificazioni di non idoneità fanno emergere una vera e propria mappatura dei migranti tolti di proposito dai centri: «Stiamo uniti, non succede nulla».Le 34 certificazioni di non idoneità sanitaria al trattenimento in un Cpr analizzate dagli investigatori della squadra mobile di Ravenna e al centro…
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Non convincono le 34 certificazioni di non idoneità sanitaria al trattenimento in un Cpr analizzate dagli investigatori della squadra mobile di Ravenna. Sono al centro dell’inchiesta sugli otto medici del reparto di malattie infettive del Santa Maria delle Croci, incrociate con le chat contenute nei telefoni sequestrati. Il tutto
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Nel reparto di Medicina infettiva dell’ospedale di Ravenna sono numerose le pratiche che non convincono gli investigatori impegnati nel caso dei medici obiettori che avrebbero favorito il non ingresso dei migranti nei Cpr. Tra il 10 settembre 2025 e il 16 gennaio 2026 nessun migrante che è stato sottoposto ai controlli presso il reparto in questione è stato ritenuto idoneo al Centro di permanenza per il rimpatrio.
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Risale alla sera del 2 dicembre scorso una chat tra due dottoresse indagate, individuata dagli inquirenti cercando fra le parole chiave “Cpr”. Una di loro ha come nome uno pseudonimo italiano seguito da una scritta in arabo e la dicitura finale “Infettivi Ravenna”; chiede all’altra se avesse notizie su uno straniero che doveva essere mandato al Cpr e che aveva commesso una rapina a mano armata.In quel periodo il timore che la…
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– I giornali scrivono, le voci si rincorrono. Sta per terminare il 2025 e devono essere giorni di riflessione quelli all’interno del reparto della Malattie Infettive di Ravenna. Qual è la storia giudiziaria degli irregolari che a macchinetta stanno ottenendo certificati di non idoneità? Il 2 dicembre di quell’anno a parlare sono due dottoresse, entrambe tra gli otto camici bianchi del medesimo reparto indagati per falso ideologico continuato.
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Roma, 6 mar – “Bene! Gli facciamo il c..o a questi maledetti sbirri”, diceva un medico indagato a una collega per esprimerle soddisfazione di fronte ad altri due certificati di non idoneità ai Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Nel fascicolo della procura, sono finite anche le chat e le intercettazioni ambientali degli otto medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna accusati di falso ideologico continuato commesso dal pubblico ufficiale in atto…
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Avrebbe tentato il suicidio nella giornata di mercoledì 4 marzo per poi dare l’allarme, procurandosi tagli superficiali ai polsi, giudicati però compatibili con la volontà di compiere un gesto estremo. Lei è una dottoressa di Ravenna, dipendente dell’Ospedale Santa Maria delle Croci. Come altri sette colleghi è indagata nell’ambito dell’inchiesta della Procura romagnola sui presunti certificati falsi che i…
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L’inchiesta della Procura di Ravenna sui falsi certificati anti-rimpatrio poggia su un vasto materiale documentale, tra cui numerose chat e intercettazioni ambientali. In una di queste conversazioni, un medico esterno alla struttura ravennate esprime soddisfazione a una collega indagata per il rilascio di due certificati di non idoneità ai Cpr (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), usando toni accesi: «Bene! Gli facciamo il culo a questi maledetti…
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– “Dovete fare sapere ai media che ho fatto questo gesto perché mi hanno indagato”. A parlare è una delle dottoresse finite sotto inchiesta nell’ambito delle verifiche sui cosiddetti certificati anti-rimpatrio al reparto delle malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna. Ma non si tratta del testo di una delle tante chat messe a disposizione della difesa nell’ambito della richiesta di interdizione dalla professione per un anno per gli otto camici…
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La Procura di Ravenna ha chiesto l’interdizione dalla professione per un anno a carico degli otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, indagati per i cosiddetti certificati anti-rimpatrio attestanti, in maniera ritenuta arbitraria, la non idoneità di diversi migranti irregolari a essere accompagnati nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). L’interrogatorio di garanzia degli otto medici, accusati di falso ideologico continuato, si…
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Le indagini sul caso dei medici “obiettori” di Ravenna, che avrebbero agevolato il non ingresso dei migranti nei Cpr proseguono. Sono emerse anche le chat che si scambiavano tra loro i medici coinvolti in questo sistema, ma anche intercettazioni, che dimostrano l’esistenza di un fronte comune per evitare non solo il trasferimento nel centro per il rimpatrio, ma anche il successivo viaggio in aereo verso il Paese d'origine.
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– Tante, tantissime chat. E anche qualche intercettazione ambientale. Parole che, secondo l’accusa, restituiscono una sorta di fronte comune contro gli accompagnamenti ai cpr, i centri di permanenza per i rimpatri. A parlare in chat è un medico non di Ravenna a cui diversi degli indagati spesso si rivolgevano per trovare conforto nel loro operato. “Bene! Gli facciamo il c(...) a questi m(...) sbirri”, scrive a una dottoressa indagata per esprimerle soddisfazione di fronte…
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