La Germania si trova ad affrontare inaspettati venti contrari. Mentre l’Ucraina lotta per respingere la Russia, il Medio Oriente esplode e la Cina minaccia Taiwan, la Germania ha difficoltà a far fronte a una serie di sfide interne ed estere. Il recente crollo della coalizione tripartita del cancelliere socialdemocratico tedesco Olaf Scholz è coinciso con l’elezione di Donald Trump, creando un senso di instabilità, se non di crisi nel Paese che fa presagire una relazione transatlantica sempre più turbolenta.
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Il passo ufficiale in un video messaggio ai socialdemocratici. Ma nei sondaggi il responsabile della Difesa è primo Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius non si candiderà a cancelliere per la Spd. Lo ha dichiarato in un video-messaggio rivolto ai membri del partito pubblicato dalla Bild on line. Dopo la crisi di governo scoppiata nelle scorse settimane, Olaf Scholz ha avviato la Germania alle elezioni…
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I socialdemocratici tedeschi non avranno il loro “Kamala Moment”, il candidato alla cancelleria per l'Spd per le elezioni tedesche del 23 febbraio resta Olaf Scholz. Il concorrente ombra dei socialdemocratici, il popolarissimo ministro della Difesa Boris Pistorius, ha annunciato in un video messaggio «di avere comunicato agli organi di partito di non essere disponibile per una candidatura a cancelliere».
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Di euronews L'attuale ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha annunciato con un videomessaggio al suo partito che non si candiderà come cancelliere alle prossime elezioni anticipate: "con Scholz abbiamo scelta eccezionale" PUBBLICITÀ Il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius non si candiderà come cancelliere per l'Spd alle elezioni del prossimo febbraio. Lo ha spiegato ai membri del partito in un videomessaggio, come riporta Bild.
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Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius non si candiderà a cancelliere. È quello che ha dichiarato in un messaggio video ai compagni pubblicato dalla Bild, in cui rinuncia esplicitamente alla discesa in campo. Da settimane i socialdemocratici discutono sulla opportunità di candidare Olaf Scholz, a causa dei suo bassi sondaggi, e molti hanno espresso preferenze per il ministro della Difesa.
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Il ministro della difesa Boris Pistorius, politico fra i più popolari oggi in Germania, ha annunciato giovedì la sua rinuncia a candidarsi per il posto di cancelliere alle imminenti elezioni legislative, in calendario il 23 febbraio dopo che l’attuale Governo di minoranza avrà con ogni probabilità perso il voto di fiducia di dicembre.
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Il voto di fiducia al Bundestag ci sarà il prossimo 16 dicembre e quasi certamente il governo di Olaf Scholz non la riceverà. Da quel momento scatterà il conto alla rovescia per le elezioni anticipate. E’ il segreto di pulcinella che si terranno in data 23 febbraio. Il cancelliere non è riuscito a portare a compimento la legislatura, trovandosi alla guida di una maggioranza lacerata su tutto. E il reddito di cittadinanza in Germania, chiamato Bürgergeld, è stato quasi sin da subito motivo…
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Mentre il cancelliere Olaf Scholz era al G20 a Rio de Janeiro, i vertici della Spd si riunivano alla Willy-Brandt- Haus, la sede berlinese. Senza di lui, per discutere di lui. Perché tutta la base socialdemocratica si chiede: è ancora «fit» per guidare la Germania, visto il suo basso gradimento, non sarebbe meglio sostituirlo in corsa con il molto amato ministro della Difesa, Boris Pistorius? E se i reggenti Spd volevano ostentare tranquillità e compattezza attorno a Scholz, la riunione è stata…
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Il viaggio di ritorno di Olaf Scholz dal G20 di Rio de Janeiro sarà sicuramente accompagnato da non poche turbolenze. Turbolenze politiche, che crescono tra i vertici del partito socialdemocratico tedesco, divisi sul candidato da proporre per la corsa alla cancelleria. Un’eventuale decisione ufficiale sulla candidatura di Scholz era attesa per la fine del mese, ma potrebbe essere anticipata per porre fine alle crescenti tensioni che rischiano di danneggiare ulteriormente il partito.
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Via Olaf Scholz, dentro lo sceriffo e titolare della Difesa, Boris Pistorius? La Spd tedesca, che teme una disfatta al voto anticipato di febbraio che seguirà al crollo della coalizione con Verdi e Fdp (liberali), inizia a pensarci. Nel 2021 la vittoria elettorale dei socialdemocratici, la prima dal 2002, era arrivata sull'onda della capacità di Scholz di presentarsi come l'erede
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Andai al congresso dei verdi nell'estate dell'86, anno elettorale, che avrebbe visto la conferma di Helmut Kohl al governo. Le delegate, di ogni età, sedevano tranquille e lavoravano a maglia. Un'immagine familiare, mi ricordava le mie zie durante le vacanze in Sicilia. I verdi erano un partito contro ogni guerra. Domenica ho visto alla tv i verdi in un congresso straordinario in vista del voto anticipato, il prossimo febbraio.
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È ormai diventato quasi luogo comune, non senza malcelato e stolto compiacimento soprattutto in Italia, additare la Germania come il «grande malato d’Europa». Al suo secondo anno in recessione, la Repubblica Federale è in verità afflitta da gravi problemi strutturali, come bassa produttività, alti costi dell’energia e del lavoro, calo demografico e scarsezza di investimenti determinata da un assurdo limite costituzionale al debito, la Schuldenbremse.
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