Il settore dell’autotrasporto merci in Sardegna si prepara a fermarsi. La decisione arriva da Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali dell’autotrasporto, di cui fa parte anche Confartigianato Trasporti, che ha annunciato lo stop delle attività come forma di protesta contro il caro carburanti. Nei prossimi giorni verranno definite modalità e tempistiche della mobilitazione, nel rispetto del codice di autoregolamentazione del settore.
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“Le imprese iniziano a lavorare in perdita”. Lancia l'allarme con un dossier Legacoop Emilia Romagna. La crisi energetica innescata dall'incertezza prolungata della situazione nello stretto di Hormuz si fa sentire e mette a rischio il settore dei trasporti. Il costo del carburante, in forte aumento,non è sostenibile per le imprese. “Stiamo ragionando di circa 9mila euro di extracosti su base annua, per mezzo.
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BOLZANO. Tir in difficoltà per la crisi di liquidità: anche in Alto Adige il caro diesel mette sotto pressione l’autotrasporto. A lanciare l’allarme sono le stime dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che fotografano una situazione sempre più critica per il settore, nonostante negli ultimi anni il territorio abbia mostrato una tenuta migliore rispetto ad altre aree del Paese. Secondo i dati, in Italia operano circa 67.350 imprese di autotrasporto, ma oltre 13.000 rischiano di chiudere entro la fine del…
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Entro la fine dell'anno un'impresa di autotrasporto su 5 potrebbe chiudere in Veneto se il prezzo del diesel restasse sopra i 2 euro. È la previsione del centro studi della Cgia di Mestre. I più esposti alla crisi sono i cosiddetti padroncini, gli autotrasportatori autonomi che lavorano con contratti a lungo termine o tariffe negoziate prima dell'impennata dei prezzi del diesel, cresciuti del 24 per cento dall'inizio delle tensioni nel golfo persico
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A partecipare allo stop della categoria dei tir ci sarà anche la Fai di Verona, la federazione autotrasportatori italiani. A rischio - dicono i vertici - il rifornimento a supermercati, farmacie e ospedali.
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La mobilità casa – lavoro, in relazione allo spropositato aumento del costo del carburante, è diventato un costo eccessivo e così Filcams Cgil Perugia, Fisascat Cisl Umbria e Uiltucs Umbria hanno scritto una lettera alle aziende di grande distribuzione affinché prendano dei provvedimenti come la compattazione dei turni spezzati in turni unici, dicendosi disponibili anche all’istituzione di un tavolo permanente che affronti la questione.
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