(Adnkronos) – Gli Stati Uniti avrebbero offerto ai membri di Hamas un passaggio sicuro dalle zone della Striscia di Gaza controllate da Israele a quelle sotto il controllo dell’organizzazione. A rivelarlo è Axios citando fonti israeliane e americane, secondo le quali l’obiettivo della proposta, presentata dai mediatori egiziani e qatarioti, è stato quello di stabilizzare il cessate il fuoco prevenendo scontri tra Hamas e le Idf.
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Netanyahu e Trump dicono che la pace è opertiva ma i raid israeliani non si fermano e così la tregua a Gaza è solo sulla carta Donald Trump continua a sostenere che a Gaza “il cessate il fuoco è pienamente operativo”, ma in realtà proseguono – seppur a minore intensità rispetto agli ultimi giorni – i raid dell’aviazione israeliana sulla Striscia. Attacchi più radi ma non meno devastanti, visto che tra martedì e mercoledì le vittime registrate sono state più di 100, mentre ieri – malgrado dati…
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Doveva essere la linea del primo arretramento israeliano, in vista della definitiva uscita dalla Striscia di Gaza. Ma ora la “linea gialla” si candida ad essere un confine stabile. Israele aveva promesso di demarcare con segnali distintivi, ma dopo la posa dei pesanti blocchi di cemento molti hanno cominciato a temere che non fosse un confine temporaneo. A dirlo è il quotidiano “Yedioth Ahronoth”, il più diffuso in Israele, secondo cui la demarcazione attuale potrebbe presto…
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La versione integrale della carta si trova alla fine dell'articolo. La carta inedita a colori della settimana è dedicata alla Striscia di Gaza. La mappa fotografa la ripartizione dell'exclave palestinese operata dalle Forze armate di Israele a fini bellici: "600 blocchi" numerati e funzionali allo sfollamento della popolazione, corridoi militari, aree umanitar…
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«Hamas è una piccolissima parte della pace in Medio Oriente. Se dovessimo, elimineremmo Hamas molto facilmente, e sarebbe la sua fine. Preferiremmo di no. Abbiamo stretto un accordo con loro», lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Trump, che ha parlato a bordo dell'Air Force One rispondendo a una domanda…
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L’accordo di pace siglato tra Israele e Hamas è stato definito dai media internazionali come una delle intese più significative degli ultimi anni per il Medio Oriente. Anche l’opinione pubblica italiana lo ha accolto con favore: secondo il nuovo rapporto Radar pubblicato da Swg il 19 ottobre 2025, l’89% dei cittadini e delle cittadine lo considera un fatto positivo. Eppure, a fronte di questo ottimismo generale, emergono forti perplessità sulla tenuta dell’intesa e sulla sua equità.
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"E' Israele a decidere quali forze sono per noi inaccettabili". Benyamin Netanyahu mette in chiaro che lo Stato ebraico ha diritto di veto sulla formazione della forza internazionale di stabilizzazione che il suo alleato americano sta cercando di mettere in piedi per proteggere la Striscia di Gaza del dopoguerra. "Siamo uno Stato indipendente" e "la nostra politica di sicurezza è nelle nostre mani", ha chiarito il premier israeliano.
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L'ipotesi di una Gaza divisa in due sarebbe osteggiata dai mediatori arabi. Secondo il Wall Street Journal, i governi arabi si opporrebbero fermamente all'idea di spartire la Striscia. In sostanza, spiega ancora la testata americana, il possibile nuovo piano Usa affronterebbe le difficoltà ancora irrisolte di disarmare Hamas e di istituire un governo alternativo che possa supervisionare l'enclave e creare un ambiente sicuro per i trilioni di dollari di investimenti…
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Il 13 ottobre 2025 a Sharm el Sheikh (Egitto), il presidente degli Stati Uniti – Donald Trump, il presidente egiziano – Abdel Fattah al Sisi, il presidente turco – Recep Tayyip Erdogan e l’emiro del Qatar – Tamim bin Hamad al Thani, hanno firmato l’ “Accordo di pace”, in presenza dei Paesi e organizzazioni che hanno partecipato a tale incontro: Arabia Saudita, Giordania, l’Unione Europea – incluso singoli Stati – Cipro, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia e Spagna, la G.
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