Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura Sono ore decisive per il futuro di OpenAI. Decisive perché il 95% dei dipendenti è pronto a lasciare la società se il consiglio di amministrazione non si dimetterà, aprendo le porte al ritorno del ceo e fondatore Sam Altman. E del resto, come hanno twittato molti di loro in queste ore, «OpenAI non esiste senza le sue persone». Così la società fiore all’occhiello dell’Intelligenza Artificiale generativa, quella che per prima ha lanciato un…
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«Da apripista dell’intelligenza artificiale generativa, la compagnia digitale più ammirata del mondo, al rischio di diventare un guscio vuoto : tutto in 72 ore»: cosi scrive Massimo Gaggi per descrivere la parabola di OpenAi . Una parabola che ci riguarda perché la società californiana che per prima ha aperto le porte dell'intelligenza artificale ha implicazioni non solo economiche ma anche (e soprattutto) sociali e etiche.
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Sono passati quattro giorni da quando l'improvviso licenziamento di Sam Altman ha gettato OpenAI nel caos, ma una grande domanda rimane ancora senza risposta: perché l'ormai ex amministratore delegato è stato allontanato dall'azienda? Altman è stato sollevato dall'incarico dal consiglio di amministrazione del ramo no-profit di OpenAI. La struttura di governance non convenzionale del cda – che l'ex ad ha contribuito a creare in qualità di co-fondatore della società – ha dato a un piccolo gruppo di persone del…
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Di Massimo Gaggi «La società non ha più fiducia nelle sue capacità» dice il comunicato. Al suo posto la trentacinquenne ingegnere albanese Mira Murati Sam Altman, padre di ChatGPT e capo, fino a ieri indiscusso, di OpenAI, è stato cacciato dalla società leader dell’intelligenza artificiale generativa che lui stesso aveva fondato nel 2015. Viene sostituito, in attesa di trovare un nuovo capoazienda, da Mira Murati.
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