«Perché sono state presentate come nuove proposte delle indicazioni che sono già presenti nella scuola italiana?». Questa la domanda che si pone Italo Fiorin dopo che il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha anticipato i contenuti delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, messe a punto da una commissione di esperti coordinata da Loredana Perla e che dovrebbero essere introdotte dall’anno scolastico 2026-27.
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Sulle prime notizie che stanno uscendo sulla revisione delle Indicazioni Nazionali si sta già aprendo il dibattito e sta anche arrivando qualche polemica. Per il momento, però, non è stato affrontato un nodo i non poco conto: a sentire il Ministro sembra che con le nuove Indicazioni alla scuola primaria bisognerà necessariamente leggere qualche brano dell’Iliade e dell’Odissea ed approcciarsi alla miglior letteratura…
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L’analisi La Bibbia inserita nello studio laico, la riforma dal sapore ideologico Crea perplessità il carattere parziale del progetto e la mancanza di una visione didattica. Dubbi anche sull’attenzione alla storia occidentale: per capire serve una dimensione globale Gianni Oliva
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– Possibilità di studiare il latino a partire dalla seconda media (nessun obbligo, è facoltativo), più spazio alla storia italiana, nel senso di una maggiore attenzione ai “popoli italici, le origini e le vicende dell’antica Grecia e di Roma, la loro civiltà” e anche ai “primi secoli del cristianesimo”, Bibbia compresa. Abolizione, invece, della geostoria. Sono solo alcune delle novità che saranno introdotte nel 2026-27, come anticipate a ’Il Giornale’ dal…
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Gli annunci del ministro Giuseppe Valditara sui nuovi programmi della scuola pubblica si possono riassumere in un sospiro che tutti conosciamo bene, e che suona più o meno così: “Ai nostri tempi!”. Ai nostri tempi si imparava a memoria La pioggia nel pineto, due strofe alla volta. Si studiava meglio il latino, o forse no. Ci si concentrava sui popoli italici e non sui pericolosi barbari arrivati …
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La scuola come un “ mondo antico” per la destra reazionaria al governo. Il ministro Valditara ieri ha anticipato al Giornale le nuove indicazioni sui programmi delle materie umanistiche che ha intenzione di introdurre a partire dall’anno scolastico 2026 / 2027. Un ulteriore tassello del progetto complessivo di rendere il sistema dell’istruzione pubblico funzionale alla costruzione di un futuro elettore sovranista
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“Valditara dovrebbe posare il telefonino e smetterla di riprodurre per la scuola lo schema dell’algoritmo dei social network”. Al rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari, non piace – per usare un eufemismo – l’idea di “nuova scuola” del ministro dell’Istruzione e del merito. Montanari, in che senso “ministro posa il telefonino”? Perché questa …
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