ROMA (ITALPRESS) – L’economia sommersa italiana torna ai livelli precedenti alla crisi pandemica. I dati contenuti nell’ultima relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativi al 2022, segnalano che l’evasione fiscale e contributiva è tornata a superare la fatidica soglia psicologica dei 100 miliardi. Un incremento di circa 3,5 miliardi rispetto al 2021 che chiude definitivamente la parentesi pandemica, la quale aveva temporaneamente compresso alcune attività in nero.
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L’economia sommersa italiana torna ai livelli precedenti alla crisi pandemica. I dati contenuti nell'ultima relazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, relativi al 2022, segnalano che l'evasione fiscale e contributiva è tornata a superare la fatidica soglia psicologica dei 100 miliardi. Un incremento di circa 3,5 miliardi rispetto al 2021 che chiude definitivamente la parentesi pandemica, la quale aveva temporaneamente compresso alcune attività in nero.
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L'evasione fiscale supera i 100 miliardi e cresce il lavoro nero, con il sommerso che si concentra soprattutto nel Mezzogiorno. È quanto emerge dall'ultima Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva del ministero dell'Economia e delle Finanze. Nel 2022, ultimo anno per il quale sono disponibili le informazioni rilevanti, il gap complessivo (tributario e contributivo) è risultato compreso fra 98,1 e 102,5 miliardi (in base a due diverse ipotesi usate…
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Nel 2022 il valore aggiunto generato dall’economia sommersa in Italia ha raggiunto i 182,6 miliardi di euro, con una crescita del 10,4% rispetto al 2021 e un’incidenza sul Pil stabile al 9,1%, in linea con i livelli precedenti alla crisi pandemica. È quanto emerge dall’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A pesare maggiormente nel sommerso sono le sotto-dichiarazioni, che rappresentano il 55,6%, mentre il lavoro…
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Secondo l’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’economia sommersa italiana è tornata ai livelli precedenti la crisi pandemica, con un valore aggiunto di 182,6 miliardi di euro e un’incidenza sul Pil stabile al 9,1%. L’evasione fiscale complessiva supera la soglia psicologica dei 100 miliardi, in crescita di circa 3,5 miliardi rispetto al 2021, con contributi rilevanti da…
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Nel 2022, il gap complessivo (tributario e contributivo) è risultato compreso fra 98,1 e 102,5 miliardi, a seconda di due diverse ipotesi di lavoro, con un aumento rispetto al 2021, in entrambi i casi considerati, vicino ai 3,5 miliardi di euro. Lo evidenzia l'ultima Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva pubblicata dal Mef. In particolare, in riferimento al solo obbligo contributivo, il gap viene stimato nell'intervallo fra 8,4 e 11,6…
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Nel 2022, stando al documento pubblicato dal Mef il 30 ottobre, la distanza tra il gettito potenziale e quello effettivamente incassato è stimata al 17%, sopra l’obiettivo Pnrr. Crescono l’evasione su affitti e utili d’impresa, mentre la propensione al nero delle partite Iva resta oltre il 60%. Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio, cambia discorso e festeggia il dato sugli accertamenti “La lotta all’evasione fiscale sta producendo risultati…
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Il sommerso cresce a una velocità inferiore rispetto all'economia in chiaro, cioè quella regolare. Stando agli ultimi dati disponibili, quelli del 2022, la somma delle tasse e dei contributi non versati è tornata sopra 100 miliardi di euro: per la precisione 102,5 miliardi di euro (considerando la massima imposizione contributiva sui lavoratori regolari), in aumento di 3,5 miliardi rispetto al 2021.
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Nel 2022 il gap complessivo tra imposte e contributi dovuti e quanto effettivamente versato è stato compreso tra 98,1 e 102,5 miliardi di euro, in aumento di circa 3,5 miliardi rispetto al 2021. Lo evidenzia la Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il divario legato al solo obbligo contributivo è stimato tra…
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Il sommerso cresce a una velocità inferiore rispetto all'economia in chiaro, cioè quella regolare. Stando agli ultimi dati disponibili, quelli del 2022, la somma delle tasse e dei contributi non versati è tornata sopra 100 miliardi di euro: per la precisione 102,5 miliardi di euro (considerando la massima imposizione contributiva sui lavoratori regolari), in aumento di 3,5 miliardi rispetto al 2021.
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L’economia sommersa italiana è tornata ai livelli precedenti la pandemia. Secondo l’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel 2022 il “gap” complessivo tra imposte e contributi non versati è stimato tra 98,1 e 102,5 miliardi di euro, con un aumento di circa 3,5 miliardi rispetto al 2021. Dopo il calo dovuto al Covid, l’evasione fiscale torna dunque a…
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Dopo anni di calo, l’economia sommersa e l’evasione fiscale in Italia tornano ai livelli pre-pandemia, superando nuovamente la soglia psicologica dei 100 miliardi di euro. È quanto emerge dall’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel 2022, ultimo anno analizzato, il gap complessivo — tra tasse e contributi non versati — è stato stimato tra 98,1 e 102,5…
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L’economia sommersa in Italia è tornata ai livelli pre-pandemia. Lo rivela la nuova "Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva" del ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo cui nel 2022 l’evasione ha nuovamente superato la soglia dei 100 miliardi di euro. A crescere sono soprattutto il lavoro irregolare e gli affitti in nero, mentre il peso maggiore del sommerso resta concentrato nel Mezzogiorno.
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Il valore aggiunto generato dall'economia sommersa si è attestato a 182,6 miliardi, in crescita del 10,4% rispetto al 2021: l'incidenza sul Pil è "rimasta sostanzialmente stabile", portandosi al 9,1% dal 9% del 2021. Cresce il lavoro non regolare e il sommerso si concentra soprattutto nel Mezzogiorno. Lo riporta l'ultima relazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze L'economia sommersa risale ai livelli precedenti la crisi pandemica e l'evasione…
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«I dati relativi al 2022 (ultimo anno per il quale sono disponibili le informazioni rilevanti) confermano la tendenza di medio-lungo periodo ad una rilevante contrazione dei livelli dell’incidenza dell’economia non osservata sul prodotto interno lordo e del rapporto fra le entrate complessivamente sottratte alla finanza pubblica a causa dell’evasione (il cosiddetto tax gap) e il gettito potenziale.
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L’evasione fiscale torna a crescere. Secondo la relazione appena pubblicata del Mef, nel 2022 il “buco” tra tasse e contributi dovuti e quelli effettivamente versati è salito tra 98 e 102 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi in più rispetto al 2021. I dati arrivano dall’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva diffusa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
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Nel 2022 il gap complessivo (tributario e contributivo) è risultato compreso fra 98,1 e 102,5 miliardi di euro, in dipendenza delle due diverse ipotesi di lavoro adottate nel corso della stima circa il comparto del lavoro dipendente, con un incremento rispetto al 2021 prossimo, in ambedue i casi considerati, ai 3,5 miliardi di euro. Nel quinquennio 2018-22 risulta invece una riduzione del gap compresa tra 5 e 5,9 miliardi.
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I giovani evadono di più le tasse. Tra gli under 30 la propensione a non saldare quanto dovuto al Fisco è più alta che nelle altre fasce d'età, mentre con il passare degli anni cresce anche la fedeltà fiscale. Un dato che può essere dovuto «a una propensione al rischio minore» tra i più anzini, si legge nella Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva stilata ogni anno dal ministero dell'Economia.
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Il 3 novembre il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato la nuova “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”, in cui ogni anno riporta le stime sull’evasione nel nostro Paese. Secondo i nuovi dati, nel 2022 il gettito perso a causa del mancato pagamento dei tributi (ossia delle imposte e delle tasse) e dei contributi previdenziali valeva circa 102,5 miliardi di euro, in crescita di oltre 2 miliardi rispetto al 2021.
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In Italia l’economia sommersa e illegale vale 217,5 miliardi di euro, pari al 10,2% del Pil. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Istat relativi al 2023, che segnalano un aumento rispetto ai 202,4 miliardi dell’anno precedente. Un incremento che conferma la persistente centralità dell’economia non osservata nel tessuto produttivo nazionale, capace di muovere risorse equivalenti a quelle generate da interi comparti industriali.
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COLLEFERRO – Lo scorso Venerdì 7 Novembre, presso l’Università Luiss di Roma, Virginia Liguori ha brillantemente conseguito la laurea magistrale nella Facoltà di Economia e Finanza. La neo dottoressa Virginia si è laureata discutendo una interessante tesi dal titolo “Gestione del rischio valutario: Analisi teorica ed evidenza empirica sugli strumenti di copertura preferiti dai manager” che le è valsa una votazione…
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