PRATO — C’era un carrello, sollevato da un macchinario, nei pressi della baia 6 del deposito Eni di Calenzano dove lunedì scorso si è scatenato l’inferno, con una violentissima esplosione che ha ucciso 5 lavoratori e ha ferito altre 26 persone. È quanto emerge dalle indagini di procura e carabinieri, che non escludono che la presenza del macchinario possa aver avuto un ruolo nel disastro, facend…
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– “Per cinque secondi. Sono salvo per cinque benedetti secondi”. Scuote la mano aperta, Massimiliano Niccolai, 60 anni, mentre una lacrima gli segna il volto sul portone di casa a Scandicci. È lui il super testimone del disastro nel deposito Eni di Calenzano, Firenze. E, forse, non se n’è ancora reso conto. “Ero appena sceso dalla cabina del camion – spiega il camionista di Scandicci –, ma non ho fatto in tempo neanche a richiudere lo sportello che…
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Diradato il fumo dell’esplosione avvenuta il 9 dicembre 2024 al deposito Eni di Calenzano e recuperati i corpi delle cinque vittime – tre autisti di autocisterna e due tecnici di manutenzione – emergono alcuni importanti elementi che potrebbero contribuire all’indagine aperta dalla procura di Prato. Uno dei più importanti è una lettera scritta il 3 ottobre 2024 da uno dei tra camionisti morti, Vincenzo Martinelli, all’azienda di autotrasporto per cui la lavorava, la BT Trasporti.
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