Un piccolo universo, fatto di 221 aziende, un palazzetto dello sport, una piscina, la ferrovia e una decina di abitazioni. È la geografia, per gran parte industriale, dei tantissimi insediamenti che sorgono subito a ridosso del deposito Eni di Calenzano. E che lunedì 9 dicembre scorso hanno quasi tutte riportato gravi danni, con le finestre rotte, gli infissi e i cartongessi sfondati, i solai crollati.
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La mattina dell’esplosione c’erano due squadre al lavoro all’interno del deposito dell’Eni a Calenzano. Una era impegnata tra la 5 e la 6 nel rimuovere alcune valvole e tronchetti per mettere in sicurezza una linea benzina dismessa da anni, l’altra stava lavorando tra la corsia 6 e la 7 ed era impegnata nell’attivazione di una nuova linea di carburante, l’Hvo, il diesel prodotto da materie prime rinnovabili.
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Il carico delle cisterne in contemporanea con la manutenzione. E poi altre anomalie che avevano segnalato in quell'"impianto obsoleto" che nel 2021 fu chiuso per 3 giorni dopo una denuncia... Leggi tutta la notizia
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