Andrea Giuricin, docente dell’Università Milano Bicocca, esperto di economia dei trasporti. Il progetto Bologna 30 apporterà dei benefici alla città emiliana?«In termini di sicurezza, sì». Meno incidenti: non è poco.«Sarebbe certamente un risultato importante, però…». Che cosa non la convince?«Gli studi più accreditati ci dicono che la velocità concorre a causare incidenti anche gravi nelle città…
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Il dibattito è diventato politico. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, Pd, ha deciso di estendere a tutte le strade della città il limite di trenta chilometri orari. Il ministro leghista Matteo Salvini ha osteggiato la sua decisione, pronto a bloccare il progetto con una direttiva. E il botta e risposta è andato avanti per tutta la giornata, destinato a durare ancora a lungo. Salvini ha affidato a una nota ufficiale i suoi intenti: «Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta…
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Quale possibile modifica domani. Con una direttiva, il ministro Salvini vuole restringere la possibilità di creare zone 30 che siano estese a interi centri urbani. La nota del ministero dice che l’intenzione è “chiarire e semplificare il tema dei limiti di velocità” dell’articolo 142 del Codice della strada, comma 2. Per “trovare un ragionevole equilibrio tra l’esigenza di garantire la sicurezza (una priorità) ed evitare forzature che rischiano di generare l'effetto contrario.
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Il signor Sergio Baldazzi, oggi gode di una certa notorietà: è il primo multato della nuova «Bologna 30» ed è stato citato durante la puntata del 17 gennaio della sua trasmissione radiofonica La Zanzara, dal giornalista Giuseppe Cruciani: questi ha detto di voler pagare al suo posto la multa per aver viaggiato ai 39 all’ora in via Azzurra, una delle vie di Bologna dove vige il limite dei 30 km orari, appunto.
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