È stato firmato un nuovo accordo multilaterale, sviluppato dall’OCSE, che introduce per la prima volta uno scambio automatico di informazioni sugli immobili detenuti all’estero e sui redditi da essi generati. L’iniziativa, sottoscritta dall’Italia insieme ad altri 23 Paesi, mira a colmare un vuoto nei meccanismi internazionali di cooperazione fiscale, finora concentrati principalmente sugli asset finanziari e sulle cripto–attività.
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Il 4 dicembre 2025 venticinque Paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta che segna una svolta nella lotta all’evasione fiscale internazionale. Per la prima volta su scala globale, le amministrazioni fiscali si scambieranno automaticamente le informazioni sui patrimoni immobiliari detenuti oltre confine dai contribuenti. L’obiettivo è quello di arrivare ad effettuare uno scambio automatico di informazioni sugli immobili a partire dai prossimi anni.
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Lo scambio automatico delle informazioni fiscali si estende ai patrimoni immobiliari. È l’obiettivo che si sono dati 25 paesi per scambiarsi i dati sui contribuenti che posseggono case o incassano affitti, anche brevi, al di fuori dello Stato di residenza. La dichiarazione congiunta è stata firmata il 4 dicembre coinvolge oltre all’Italia altri 24 paesi: Belgio, Brasile, Cile, Costa Rica, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Corea, Lituania, Malta, Nuova Zelanda…
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Domenica 7 dicembre 2025 Lo scambio automatico delle informazioni fiscali si estende ai patrimoni immobiliari. È l’obiettivo che si sono dati 25 paesi per scambiarsi i dati sui contribuenti che posseggono case o incassano… Link alla notizia
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Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha pubblicato la dichiarazione congiunta dell’Italia e altri 23 Stati, con cui è stato accolto con favore il nuovo Accordo Multilaterale tra Autorità Competenti sullo scambio automatico di informazioni prontamente disponibili sugli immobili (IPI MCAA) sviluppato dall’OCSE. La sua ampia adozione rappresenta un passo importante verso una maggiore trasparenza fiscale sugli asset non finanziari.
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Ricevere un avviso di accertamento per immobili all’estero non dichiarati comporta sanzioni dal 3% al 15% annuo più recupero IVIE e possibili contestazioni sui redditi. Il raddoppio dei termini fino a dieci anni in caso di Paesi black list e la presunzione di evasione rendono cruciale una difesa tempestiva. Puoi ancora regolarizzarti o difenderti efficacemente. L’avviso di accertamento per immobili esteri non dichiarati contesta l’omessa compilazione del quadro RW e richiede il pagamento dell’IVIE…
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