A Novara un ragazzo di 15 anni ha denunciato i genitori dopo aver raccontato di essere stato picchiato per anni a causa dei brutti voti, iniziate quando aveva 6 anni. Prima di chiamare il 112 il 24 gennaio ha chiesto conferma a un’app di AI, che gli ha risposto che la situazione non era normale. Il minore è stato affidato ai servizi sociali, i genitori denunciati. Ragazzo picchiato a Novara, la chiamata al 112 e la denuncia Le…
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Approfondimenti:
Episodio di violenza familiare a Novara. Nove anni di maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti di un ragazzo di 15 anni da parte dei genitori. Le vessazioni erano legate al rendimento scolastico del ragazzino: secondo i genitori doveva diventare un medico affermato e, se non rispettava le aspettative dei familiari,veniva punito. Il giovane ha prima chiesto all’intelligenza artificiale se fosse normale e poi si è confidato con un amico.
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Dopo anni di botte e minacce di morte, un quindicenne di Novara si è rivolto a ChatGpt: «È normale essere picchiati dai genitori per un brutto voto?». E l’intelligenza artificiale gli ha risposto: «Non è normale, nessuno deve essere picchiato». Così il ragazzino si è deciso: all’ennesimo litigio con la mamma, si è chiuso in bagno ed è scappato dalla finestra. Nonostante le ferite a una gamba, è …
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– Preso a cinghiate per i voti bassi a scuola, frustato con i fili di carica batterie, ma anche picchiato con tutto quanto si trovasse a portata di mano in casa: una scopa, un bastone di legno, utensili da cucina e persino rami di albero. Un calvario che per un ragazzino di 15 anni, residente a Novara con la famiglia, si ripeteva almeno tre volte a settimana, da quando aveva 6 anni. La domanda all’AI La sua unica colpa? Avere un rendimento scolastico…
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Venerdì 6 febbraio 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Lui prendeva botte, la sorella no. Perché lui è un maschio e i genitori hanno grandi ambizioni per il suo futuro, sognano una carriera da medico di livello internazionale. Per… Link alla notizia
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Picchiato dai genitori con una cintura, con dei fili di carica batterie, con una scopa, con un bastone di legno, con degli utensili da cucina, con dei rami di albero. Per quasi un decennio, dai 6 ai 15 anni, accadeva questo ogni volta che prendeva brutti voti a scuola. È la storia che un adolescente, nato in Italia da una coppia originaria del Bangladesh, ha raccontato alla polizia di Novara. Il giovane ha trovato il coraggio di denunciare solo dopo, però, essersi…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Lui prendeva botte, la sorella no. Perché lui è un maschio e i genitori hanno grandi ambizioni per il suo futuro, sognano una carriera da medico di livello internazionale. Per la femmina di casa invece niente: per lei l'attesa è più bassa, dunque nessuna punizione per eventuali insuccessi scolastici.
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Hanno picchiato il figlio che non andava bene a scuola e prendeva voti bassi. Botte date con una cintura, con fili di carica batterie, con una scopa, con un bastone di legno, con utensili da cucina, con rami di albero. Abusi che avvenivano almeno tre volte a settimana e iniziato già quando aveva 6 anni. Sono accusati di maltrattamenti nei confronti del figlio 15enne due genitori di Novara, un 54enne e una 42enne originari del Bangladesh
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Il caso a Novara. L’adolescente è stato affidato ai servizi sociali, mentre i genitori sono stati denunciati per maltrattamenti Cinture, fili di caricabatterie, cucchiai e perfino rami raccolti dagli alberi. Qualunque oggetto andava bene. L’obiettivo era sempre lo stesso: punire il figlio per i brutti voti presi a scuola. «Devi andare bene, così diventerai medico o avvocato e renderai onore alla nostra…
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Per anni sarebbe stato picchiato in casa a causa dei brutti voti. Una violenza ripetuta, iniziata quando aveva appena sei anni e andata avanti con cadenza quasi settimanale. È il drammatico racconto di un ragazzo di 15 anni che ha trovato il coraggio di chiedere aiuto, prima a un amico, poi persino a un’app di intelligenza artificiale, fino a contattare la Polizia. Come riporta Ansa, i fatti sono emersi a Novara, dove l’adolescente si è presentato con un amico dopo essere scappato di casa.
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Un uomo e una donna originari del Bangladesh ma residenti a Novara sono stati denunciati per maltrattamenti commessi nei confronti del figlio quindicenne. Il giovane aveva riportato cattivi vuoti a scuola e questo avrebbe scatenato la durissima reazione dei genitori, arrivati a picchiarlo per gli scarsi risultati. L'episodio è emerso in questi giorni. A quanto pare è stato lo stesso adolescente a chiedere aiuto alle forze dell'ordine, contattandole insieme a…
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A Novara due genitori avrebbero picchiato il figlio di 15 anni quando aveva rendimenti scolastici bassi, ma i primi episodi risalirebbero a quando il figlio aveva appena sei anni e aveva cominciato le scuole elementari. I pestaggi È stato il ragazzino a contattare il 112 assieme ad un amico, riferendo di essere scappato da casa perché i genitori lo stavano "trattando un po' male". In Questura a Novara il ragazzino si è confidato con gli agenti…
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Una notizia davvero amara: un ragazzo di quindici anni, picchiato dai genitori a causa dei voti a scuola da anni e anni, ha chiesto aiuto, per sfuggire alle violenze, ad un amico e anche all’intelligenza artificiale. Lo riporta Il Corriere della Sera. Genitori denunciati Si parla di botte date con una cintura, con fili di carica batterie, con una scopa, con un bastone di legno, con utensili da cucina, con rami di albero
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Lo picchiavano di frequente, almeno tre volte alla settimana. Usavano una cintura, fili di carica batterie, scopa, bastone di legno, utensili da cucina, rami di albero. Tutto per punirlo di un rendimento scolastico non all’altezza. Per lui, un ragazzino di 15 anni, la vita in quella famiglia era diventata un vero incubo. Per questo è scappato di casa e dopo qualche ora ha chiamato il 112. È così che è emersa una storia di oppressione psicologica e…
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“Devi prendere voti alti, così potrai diventare un medico o un avvocato e tenere alto il buon nome della nostra famiglia”. Mamma e papà avevano messo in chiaro le loro richieste fin da subito. Così com’erano chiare le conseguenze per ogni insufficienza: quando il figlio aveva solo 6 anni, sono cominciate le botte con le cinture, fili di caricabatterie, scopa, cucchiaio e bastone di legno, mestoli, addirittura rami di albero
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