ALLARME / TRA DIECI ANNI NOVANTAMILA ABRUZZESI IN MENO PORTERANNO A CASA UNO STIPENDIO Il futuro del lavoro in Italia è a rischio. Secondo le proiezioni elaborate dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, nel 2035 la popolazione in età lavorativa scenderà di quasi 3 milioni di unità rispetto a inizio 2025. Un calo che rappresenta una riduzione del 7,8%, passando da 37,3 milioni a 34,4 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni.
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/05/2025 VENEZIA – Imprese: 240mila lavoratori in meno tra dieci anni. Sono gli effetti dell’inverno demografico e da un aumento di over 65. Lo studio della CGIA di Mestre. Previsioni allarmanti soprattutto per le aziende medie e piccole. Effetti negativi anche sul PIL nazionale. || Sempre meno bambini, sempre meno giovani, sempre più anziani. Una popolazione che invecchia e che piano piano, va verso l’età pensionabile uscendo progressivamente dal mercato del lavoro.
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Secondo le proiezioni elaborate dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre su dati ISTAT, entro il 2035 l’Italia perderà circa 2,9 milioni di persone in età lavorativa, pari a un calo del 7,8% rispetto all’inizio del 2025. La fascia di popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni, che oggi conta 37,3 milioni di individui, si ridurrà a 34,4 milioni, con impatti significativi sul tessuto produttivo e sociale del Paese.
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Entro i prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi 3 milioni di unità (precisamente 2.908.000), pari a una riduzione del 7,8 per cento. L’analisi è stata realizzata dall’Ufficio studi della Cgia che ha elaborato le previsioni demografiche dell’Istat. All’inizio del 2025 questa fascia demografica contava 37,3 milioni di persone; si prevede che la platea nel 2035 scenderà a 34,4 milioni.
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Entro 10 anni, la popolazione in età lavorativa in Italia diminuirà di 2.908.000 unità ( -7,8%). La causa è attribuibile l’invecchiamento della popolazione. Nascono sempre meno bambini e i 60/70enni frutto del baby-boom andranno in pensione. Quindi ci saranno sempre meno persone in età da lavoro. L’analisi è stata realizzata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati Istat. Già oggi è difficile trovare giovani lavoratori da inserire nelle aziende artigiane, commerciali o industriali.
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Mercato del lavoro in difficoltà nel trovare le figure professionali necessarie, le proiezioni demografiche gettano pesanti ombre sulla tenuta del sistema Italia. Secondo l’analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre sulla base delle previsioni demografiche dell’Istat, tra dieci anni ci saranno 3 milioni di persone in età lavorativa in meno a livello nazionale con un calo del 7,8%. Un dato che per la provincia di Sondrio si traduce in una riduzione di 6.126 unità, pari…
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Pubblicità Le stime dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati Istat suonano come un campanello d’allarme: entro il 2035 il Veneto perderà quasi 239mila persone in età lavorativa, pari a un calo del 7,8%. Da poco più di 3 milioni si passerà a circa 2,8 milioni di individui tra i 15 e i 64 anni. Un dato in linea col resto d’Italia, dove tutte le 107 province monitorate registreranno un segno negativo.
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Secondo le proiezioni della Cgia di Mestre, entro il 2035 la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) in Italia diminuirà di 2.908.000 unità, pari a una contrazione del 7,8% rispetto ai 37,3 milioni di persone registrati a inizio 2025. Il totale scenderà così a 34,4 milioni, un crollo che potrebbe compromettere gravemente la tenuta del sistema produttivo, già alle prese con difficoltà nel reperire forza lavoro giovane.
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Una significativa contrazione della popolazione in età lavorativa si profila in Italia nei prossimi dieci anni. Secondo un’analisi dettagliata della Cgia di Mestre, si stima che quasi 3 milioni di persone (precisamente 2.908.000 unità, pari a un preoccupante -7,8%) usciranno dalla fascia demografica tra i 15 e i 64 anni entro il 2035. Un fenomeno che la Cgia definisce un concreto rischio di “spopolamento della coorte anagrafica potenzialmente…
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L’Italia si trova davanti a una sfida demografica di proporzioni storiche: nei prossimi dieci anni, il Paese vedrà un ingente calo dei lavoratori, con una perdita di tre milioni di persone in età lavorativa. A lanciare l’allarme è uno studio della CGIA di Mestre, basato sulle previsioni dell’Istat, che dipinge un futuro segnato da squilibri occupazionali, declino produttivo e tensioni nei conti pubblici.
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In 10 anni l'Italia potrebbe perdere fino a 3 milioni di persone in età lavorativa. Secondo l'Ufficio studi della Cgia, l'invecchiamento della popolazione aumenta il rischio per la tenuta dei conti pubblici, il futuro del mercato immobiliare, dei trasporti, della moda e del turismo. L’unico vantaggio potrebbe riguardare le banche. Il declino demografico, quindi, potrebbe portare a un progressivo rallentamento del Pil, con le piccole e medie imprese tra le più penalizzate.
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Allarme demografico in Italia: entro il 2035 quasi tre milioni di persone tra i 15 e i 64 anni scompariranno dal mercato del lavoro. A lanciare l’allerta è l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che ha elaborato i dati Istat tracciando uno scenario preoccupante: la popolazione in età lavorativa, oggi pari a circa 37,3 milioni di persone, scenderà a 34,4 milioni entro il…
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Milano, 3 mag. – Le proiezioni demografiche indicano che, entro i prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi 3 milioni di unità, pari a una riduzione del 7,8 per cento. E’ quanto emerge da un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA che ha elaborato le previsioni demografiche dell’Istat.All’inizio del 2025 questa fascia demografica contava 37,3 milioni di persone; si prevede che la platea nel 2035 scenderà a 34,4 milioni.
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Stando alle proiezioni demografiche, entro i prossimi dieci anni, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi tre milioni di unità (-7,8%). Parliamo di un’analisi realizzata dalla Cgia, che ha elaborato le previsioni demografiche dell’Istat. All’inizio del 2025 la fascia demografica 16-65 anni contava 37,3 milioni di persone. Si prevede che nel 2035 scenderà a 34,4 milioni.
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Quanto influisce l’invecchiamento della popolazione sul mercato del lavoro? Entro i prossimi dieci anni, secondo dall’ufficio studi della Cgia, che ha elaborato le previsioni demografiche dell’Istat, la popolazione in età lavorativa presente in Italia diminuirà di quasi 3 milioni di unità (-7,8%). Se all’inizio del 2025 questa fascia demografica contava 37,3 milioni di persone, nel 2035 la platea nel…
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Sassari Nei prossimi dieci anni, la Sardegna rischia di essere la regione più colpita in Italia dalla riduzione della popolazione in età lavorativa. Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre su dati Istat, l’isola avrà il 15,1% in meno di persone nella fascia tra i 15 e i 64 anni, pari a 147.697 individui in meno entro il 2035. Una contrazione più marcata che in qualsiasi altra regione italiana, a conferma di una tendenza che colpirà duramente soprattutto…
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Entro i prossimi dieci anni, i lavoratori in Italia diminuiranno di quasi 3 milioni di unità, di cui la metà al Sud. Sono i dati elaborati dalla Cgia di Mestre, l’associazione di artigiani e piccole imprese. I calcoli sono stati fatti in base alle proiezioni demografiche dell’Istat, che segna proprio 3 mln di cittadini in meno nel 2035, nella fascia 15-64 anni. La regione messa peggio è la Sardegna, cui seguono Basilicata, Puglia, poi…
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TRENTO. Il TrentinoTrentino Alto Adige si prepara ad affrontare la sfida demografica dei prossimi dieci anni con dati molto più rassicuranti rispetto al resto d'Italia. Secondo le recenti proiezioni della Cgia, la nostra regione subirà un calo della popolazione in età lavorativa di solo il 3,1% entro il 2035, equivalente a circa 21.256 persone in meno nella fascia d'età 15-64 anni. Questo risultato pone il Trentino Alto Adige in una posizione di vantaggio nel panorama nazionale, dove la…
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Nei prossimi dieci anni l’Italia perderà tre milioni di lavoratori. È l’allarme lanciato dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che ha elaborato le previsioni demografiche dell’Istat: entro il 2035 la popolazione in età lavorativa calerà del 7,8%. Dai 37,3 milioni del 2025 si scenderà a 34,4 milioni. Il motivo è un progressivo invecchiamento della popolazione e una scarsità crescente di giovani.
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Per 16 anni giudice sotto la dittatura eritrea, da una vita difensore dello Stato di diritto Vera Leysinger / Swi Swissinfo.ch Habteab Yemane voleva diventare avvocato perché credeva nello Stato di diritto. Ma i suoi piani sono stati stravolti. A SWI swissinfo.ch racconta come è diventato giudice della Corte suprema dell'Eritrea e come la dittatura esercita il suo potere. 11 minuti Benjamin von Wyl Come giornalista mi occupo degli sviluppi della democrazia…
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Lamezia Terme – La chirurgia implantare dentale ha compiuto un significativo passo avanti grazie all’innovazione progettata e depositata all’Ufficio Brevetti di Roma dal dottor Ennio Calabria di Lamezia Terme, e…
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