La crisi dell’autotrasporto, che si trascina da tempo in Italia, sta picchiando forte in Umbria e il caro carburanti non fa che aggravare le problematiche di questo settore. Negli ultimi dieci anni (dal 2015 al 2025) la Regione dal Cuore Verde ha perso 383 imprese di autotrasporto, pari al -26,2%: dalle 1.462 attive si è scesi a 1.078. A livello provinciale, Perugia (-26,5%) è stata più penalizzata di Terni (-25%).
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Approfondimenti:
La minaccia: proteste fino a venerdì Protestano nel Foggiano gli autotrasportatori contro l’aumento del costo del carburante e delle spese complessive del settore. Dall’alba, due presìdi di camionisti sono attivi al casello dell’A14 di Lesina-Poggio Imperiale e in un’area di servizio lungo la Statale 16, in località Ripalta. L’obiettivo è quello di convincere quanti più conducenti dei mezzi pesanti ad unirsi alla protesta, che, nelle prossime ore…
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Non solo gas e energia. Il prezzo del diesel, costantemente sopra i 2 euro al litro, mette in ginocchio l’autotrasporto. Tanto che, secondo la Cgia di Mestre, 800 imprese venete del settore “potrebbero essere costrette a chiudere entro la fine dell’anno”. “Non è solo una questione di rincari, è una crisi di sostenibilità finanziaria - dicono dalla Cgia - in un’azienda di trasporto media, il gasolio rappresenta circa il 30% dei costi operativi totali.
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Per la Cgia di Mestre, con il diesel a 2 euro al litro fino alla fine del 2026, rischiano la chiusura 13mila imprese. In Toscana ce ne sono 3.532 ITALIA — Lo spettro della guerra in Iran, con le lungaggini relative allo stretto di Hormuz, bloccato prima, poi aperto e infine nuovamente chiuso, si staglia paurosamente sul settore degli autotrasporti. Tanto che, se il prezzo del diesel dovesse rimanere costantemente sopra i 2 euro fino alle fine del 2026, migliaia di imprese rischiano di chiudere.
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Per il caro gasolio, protesta degli autotrasportatori in ordine sparso. Dalla mezzanotte di domenica 19 aprile partono i cinque giorni di fermo dei camion. Ma a proclamare l'iniziativa è stata solo una della dozzina di sigle di rappresentanza, Trasportounito. Una realtà che conta migliaia di aziende, anche in Liguria e soprattutto a Genova. Non ci saranno né picchetti né blocchi del porto. All'interno della stessa Trasportounito ci sono diverse anime: dopo la richiesta di revoca del fermo da…
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Guadagni pressoché nulli e costi insostenibili, anche per gli autotrasportatori altoatesini, dal blocco e l'apertura poi a singhiozzo dello stretto di Hormuz, spiega nel servizio il presidente di Fita-Cna Alto Adige, Mirko Siviero: “Stiamo facendo i salti mortali, per garantire le forniture di beni di prima necessità, con margini che per gli autotrasportatori diminuiscono sempre di più”. L'associazione di categoria di aderirà allo stop, dal 15 maggio.
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Lo sciopero dei tir annunciato in risposta al caro carburante è la punta dell'iceberg di un settore in affanno. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, un’impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine del 2026 per via della crisi di liquidità. Se il prezzo del diesel dovesse rimanere sopra i 2 euro al litro non ci sarebbe alternativa per molti piccoli padroncini. Verso lo sciopero dei tir Lo sciopero dei tir dovrebbe iniziare il 15…
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True Laura Della Pasqua Tir fermi 5 giorni per il caro gasolio. Scatta l’allarme su cantieri e scaffali L’autotrasporto sciopera fino al 24: a rischio la distribuzione Federalberghi: nessuna ondata di disdette per il Primo maggio.Si aggrava la crisi energetica. Mentre l’Iran apre e chiude a intermittenza lo stretto di Hormuz ma il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rassicura che con Teheran «va bene e presto si arriverà all’accordo», in Italia lo choc dei rifornimenti…
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TRENTO. Il fermo annunciato dall’autotrasporto riporta al centro una crisi che non nasce oggi e che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. Il nodo principale è il costo del diesel, che secondo i dati riportati dalla CGIA ha raggiunto una media di 2,135 euro al litro in modalità self service. Per un mezzo pesante con serbatoio da 500 litri significa spendere oltre 1.067 euro per un pieno. Per le imprese il problema non è solo il rincaro, ma la tenuta finanziaria.
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