«Oggi siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso dagli squadristi fascisti per le sue idee». La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, così ha commentato i cent’anni del discorso storico, ma gravido di morte, di Giacomo Matteotti, svolto alla Camera dei deputati. Dopo le polemiche sorte per l’assenza alla commemorazione dei cinquant’anni della strage di Piazza della Loggia di Brescia e per quella scoppiettante «gag» tra Meloni e De Luca, a Caivano, la presidente del…
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In principio fu la svolta di Fiuggi con il passaggio dal Msi ad An grazie a Pinuccio Tatarella, poi le parole di Giorgia Meloni in campagna elettorale «condanno senza ambiguità dittatura e leggi razziali» e nel suo insediamento da presidente del Consiglio «mai provato simpatie per i regimi, fascismo compreso», infine le dichiarazioni nel centenario della morte di Giacomo Matteotti: «Siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee».
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Perché la frase di Meloni: «un uomo libero ucciso da squadristi fascisti per le sue idee» non è una «svolta»? «Non è stato detto nulla di straordinario: Matteotti è stato ucciso da una squadraccia fascista ed è una verità storica. Anzi, Giorgia Meloni, che ha commemorato Matteotti in una celebrazione ipocrita, e che denota tutta l’ipocrisia di questa destra estrema di governo, è la stessa che definì Benito Mussolini, l'uomo che fece…
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FRATTA POLESINE C'erano tutte le più importanti autorità, ieri mattina, nel salone d'onore di villa Badoer, a Fratta Polesine, in occasione dell'anteprima nazionale della mostra e del libro, "Giacomo Matteotti nel centenario della morte: l'arte come ricordo e memoria". Il programma ha visto i saluti istituzionali del prefetto Clemente di Nuzzo, del presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, del sindaco di Fratta Polesine, Giuseppe Tasso.
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Perché l’amministrazione comunale non ha organizzato iniziative per commemorare il centenario dell’assassinio politico di Giacomo Matteotti? Se lo domanda Anna Chiappini, consigliera del Partito Democratico, che ha presentato una interrogazione alla giunta guidata dal sindaco Alan Fabbri per chiedere “chi, di competenza del tema, e con quali motivazioni è pervenuto alla scelta di non avviare iniziative celebrative sul delitto…
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Finalmente, in occasione del centenario della sua orribile morte, è tornata protagonista in questi giorni la figura di Giacomo Matteotti. Anche in teatro! Nei giorni scorsi è stato a Roma (al teatro Basilica) Matteotti Medley, un racconto scritto e interpretato da Maurizio Donadoni, per la regia di Paolo Bignamini. Un racconto denso e vitale, che segue i tragici avvenimenti, e movimenti, di quel 10 giugno del 1924 al lungotevere Flaminio, dove il deputato fu atteso in un agguato sotto la sua abitazione, preso e poi…
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Ventisette ragazzi sindaci provenienti da tutta Italia erano ieri presenti, giovedì 30 maggio, a Montecitorio per ricordare Giacomo Matteotti nel centenario del discorso in Parlamento che gli costò la vita. A rappresentare la Lombardia i tre giovani primi cittadini: Chiara Bonicalzi (IC M.Longhi di Viggiù), Greta Turnone (IC B.Luini di Luino) ed Ettore Montalbetti (IC G.Marconi di Venegono Superiore), accompagnati rispettivamente dal vicepreside Filippo Tomasello, dalla vicesindaca di Luino Antonella Sonnessa e dal sindaco…
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Il 30 maggio 1924 Giacomo Matteotti prende la parola per denunciare la capillare minaccia della milizia armata di Mussolini. È l’ultimo discorso, con cui è consapevole di firmare la propria condanna a morte. Verrà rapito e ucciso dieci giorni dopo. "Giacomo - Un intervento d'arte drammatica in ambito politico" sarà in scena stasera a Bergamo e venerdì 7 giugno a Cinisello Balsamo. Nel servizio, l’intervista al regista Gianpiero Borgia
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Il 31 maggio alle 21 all'Auditorium di Piazza Libertà di Bergamo, andrà in scena lo spettacolo Giacomo della compagnia Teatro dei Borgia. L'attrice Elena Cotugno darà corpo e voce a Matteotti riportando integralmente due dei suoi interventi in Parlamento: quello del 31 gennaio 1921, in cui denuncia le connivenze tra le forze politiche borghesi e le squadracce fasciste, e quello del 30 maggio 1924, l’ultima seduta a cui Matteotti partecipò prima di essere assassinato.
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Le volte in cui Giorgia Meloni ha condannato il fascismo e i suoi atti non si contano, e per questo le sue parole di ieri sugli «squadristi fascisti» che uccisero Giacomo Matteotti non possono sorprendere né meritano di essere ignorate. Già nel settembre del 2008, in una lettera ai ragazzi di Azione Giovani, scrisse che i loro valori, «libertà, democrazia, uguaglianza e giustizia», erano gli stessi «sui quali si fonda la nostra Costituzione e sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo».
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Standing ovation per l'interpretazione dell'attore napoletano, che prende la parola proprio dallo scranno in cui 100 anni fa si svolse l'intervento nell'aula della Camera dei Deputati Era il 30 maggio 1924. Sono passati 100 anni da quando Giacomo Matteotti, allora segretario del partito socialista unitario, prese la parola alla Camera dei deputati, pronunciando uno dei discorsi più celebri della storia della politica italiana.
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Durante la puntata di ieri (30 maggio) di “Otto e mezzo”, Massimo Giannini ha commentato le parole che poche ore prima Giorgia Meloni aveva dedicato a Giacomo Matteotti, esponente socialista ucciso dal regima fascista nel 1924. Secondo il giornalista, “la premier ha ricordato una verità storica, ma manca sempre un pezzo, e cioè dire che quell’omicidio fu ordinato dal governo fascista, che poi se ne assunse la responsabilità“.
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A cento anni dal suo assassinio, domani, sabato 1 Giugno alle ore 17,30, presso la Sala Coworking dell’Associazione Gottifredo ad Alatri, si terrà un convegno sulla figura di Giacomo Matteotti. A confrontarsi, moderati dal podcaster Angelo Astrei e con il Presidente dell'associazione Tarcisio Tarquini, eccellenti relatori: Andrea Spiri, saggista, docente di storia politica dell’età contemporanea all’università Luiss; Adolfo Coletta, procuratore della repubblica reggente di Frosinone; Stefano Gambari, presidente…
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Alessandro Preziosi ha letto alla Camera un brano dell'ultimo discorso di Giacomo Matteotti. L'attore ha declamato il testo, pronunciato 100 anni fa, proprio dallo scranno che fu del deputato socialista ucciso dai fascisti. Scranno che da oggi non sarà mai più occupato da nessun parlamentare. Alessandro Preziosi recita le
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"Non ho problemi ad ammettere che molte battaglie di Giacomo Matteotti a favore delle classi disagiate e dei più deboli sarebbero state anche le mie, perché personalmente credo nel valore della solidarietà e della socialità. E credo, come lui, nel ruolo dello Stato per correggere gli squilibri e dare a tutti le medesime condizioni di partenza. Matteotti, prima di diventare martire, fu uno studioso di diritto con scritti di grande acume e originalità".
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Nella ricorrenza dei cento anni del celebre discorso del 30 maggio 1924 che ne decretò l’uccisione per mano fascista, il ricordo di Giacomo Matteotti – celebrato ieri a Montecitorio dal presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal capo di Stato Sergio Mattarella – incrocia anche il territorio di Ferrara. La mostra in Transatlantico inaugurata ieri mattina dalle massime autorità dello Stato (erano presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni)…
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"Siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee. Onorare il suo ricordo è fondamentale per ricordarci ogni giorno, a distanza di 100 anni, il valore della libertà di parola e di pensiero contro chi vorrebbe arrogarsi il diritto di stabilire cosa è consentito dire e pensare e cosa no". Davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, Giorgia Meloni…
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La Camera ha celebrato Giacomo Matteotti a 100 anni dalla denuncia delle violenze del regime fascista che lo portò alla morte. Il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha affermato: «Ucciso dallo squadrismo fascista». L'attore Alessandro Preziosi ha riletto un estratto del discorso dallo stesso scranno da cui il deputato fece il suo intervento il 30 maggio 1924 e sul quale, ha comunicato il presidente Lorenzo Fontana, non sederà più nessuno.
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ROMA. Cent’anni dall’ultimo discorso di Giacomo Matteotti in Parlamento, prima del suo assassinio da parte degli squadristi fascisti, «e la sua figura si staglia ancora nella memoria civile della nazione», riconosce il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che il 10 giugno assicura la sua presenza alla cerimonia, a Roma, in ricordo del «delitto con cui si rivelò - dice - il vero volto del f…
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Il posto occupato da Matteotti nell’aula di Montecitorio non sarà più assegnato ad alcun deputato. Lo ha annunciato il presidente Lorenzo Fontana aprendo, con un intervento molto equilibrato, la commemorazione ufficiale per il centenario dell’ultimo discorso pronunciato alla camera dal segretario del partito socialista unitario. Sebbene all’epoca non vi fossero posti assegnati ai deputati, dalle foto dell’epoca si è potuto stabilire con certezza che il 30 maggio 1924, Matteotti intervenne proprio dal quarto banco…
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Il ricordo di Matteotti nel centenario del suo ultimo discorso alla Camera diventa una robusta lezione di antifascismo, cui assistono immobili e muti Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, insieme al presidente Mattarella. Una lezione in cui la figura del politico socialista è stata ricordata in tutte le sue sfaccettature, private e pubbliche, dal carteggio con la moglie Velia Titta all’impegno nel partito socialista, con un finale in cui l’attore Alessandro Preziosi, dallo scranno di Matteotti, ha recitato ampi stralci del suo ultimo…
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Anoi solo un compito esserne degni”, disse Turati riferendosi al martirio di Matteotti. Ecco, per dirla dritta la commemorazione di ieri alla Camera è stata indegna. A partire dalla frase di Giorgia Meloni, scambiata per una grande novità. Non c’era bisogno di cento anni di studi per sentir dire che Matteotti è stato “ucciso da …
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Erano giorni che Giorgia Meloni aveva in agenda la commemorazione di Giacomo Matteotti. Ai collaboratori aveva detto di tenerci molto e che, nonostante i tantissimi impegni della campagna elettorale, l’appuntamento delle 11 nell’Aula della Camera proprio non poteva saltare. Eppure la leader della destra sceglie di non parlare nemmeno a margine della celebrazione e affida il suo tributo a una nota, destinata a essere analizzata parola per parola dai…
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«Il 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti ha pronunciato nell'Aula della Camera il suo ultimo discorso, che gli sarebbe poi costato la vita. In quel discorso, Matteotti difese la libertà politica, incarnata nella rappresentanza parlamentare e in libere elezioni. Oggi siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee». È quanto dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in occasione della cerimonia…
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Giorgia Meloni lascia l’aula della Camera in ascensore, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Camera Lorenzo Fontana escono attraversando il Transatlantico di Montecitorio. La commemorazione di Giacomo Matteotti a 100 anni dall’omicidio fascista è appena finita e i giornalisti si interrogano sulla nota appena arrivata da Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio ricorda l’ultimo discorso pronunciato il 30 maggio 2024 dal suo scranno…
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Anche la premier Giorgia Meloni ricorda Giacomo Matteotti, a 100 anni dal discorso in cui denunciava in Parlamento le violenze fasciste alle elezioni del 6 aprile del 1924. «Oggi siamo qui a commemorare un uomo libero e coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee. Onorare il suo ricordo è fondamentale per ricordarci ogni giorno a distanza di 100 anni da quel discorso il…
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Ferrara dirige inoltre la GFE, una casa editrice che a me piace pensare come "laboratorio culturale", dato che alla rivoluzione politica bisogna affiancare quella culturale, minata dalla disinformazione del mainstream. Partiamo dal vostro simbolo con la scritta pace. Come mai questa scelta? Noi siamo nati il 4 ottobre… per noi la Pace non è uno slogan ma un valore da perseguire concretamente. E la pace non si costruisce continuando a inviare armi, ma attraverso il dialogo e il negoziato.
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