Niente di fatto al momento per l'innalzamento del tetto del contante sopra l'attuale soglia di 5mila euro. È stato infatti ritirato l'emendamento di FdI, a prima firma del senatore Matteo Gelmetti, che introduceva dal primo gennaio 2026 una imposta speciale di bollo, di 500 euro, sui pagamenti effettuati in denaro contante in Italia per un importo compreso tra 5.001 e 10.000 euro. La proposta alzava di fatto il tetto attuale all'uso del contante: oggi si può pagare cash fino a 5.000 euro, oltre questa soglia…
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Il limite ai pagamenti in contanti torna al centro del dibattito politico. Nella discussione sulla legge di bilancio 2026, il governo valuta un innalzamento indiretto del tetto fino a 10mila euro, introducendo però un’imposta di bollo ad hoc. Una mossa che riapre il confronto su evasione, tracciabilità e libertà di utilizzo del contante, mentre l’Unione europea si prepara a fissare una soglia massima comune dal 2027.
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La storia del limite all'uso del denaro contante somiglia a un lungo romanzo a puntate, fatto di accelerazioni e brusche frenate. Dalle prime restrizioni introdotte nel 1991 fino ai giorni nostri, la soglia oltre la quale è obbligatorio usare il bonifico o la carta di credito, è stata modificata
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Cosa cambia dal gennaio 2026 sul prelievo in contanti A partire da gennaio 2026, l’Italia vedrà l’introduzione di una nuova normativa che cambierà radicalmente le regole del gioco per quanto riguarda il prelievo di contanti. Questa legge, parte di un più ampio sforzo per combattere l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, introduce limiti e controlli più stringenti sui prelievi, sia per privati cittadini che per le imprese.
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