«La cosa più importante è che l'Iran non avrà armi nucleari. Su questo punto hanno dato pieno consenso, garantendo forti poteri di controllo e non avranno armi nucleari che era il punto cruciale, perché probabilmente le avrebbero usate se le avessero avute. Se cercheranno di produrre o comprare armi nucleari, le conseguenze saranno estreme. Ma non lo faranno», lo ha detto Donald Trump al G7 incontrando l'emiro de Qatar
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Accordo Usa-Iran, Trump: La cosa piì importante è che Teheran non abbia arma nucleare 16 giugno 2026 "La cosa più importante è che l'Iran non avrà armi nucleari. Su questo punto hanno dato pieno consenso, garantendo forti poteri di controllo e non avranno armi nucleari che era il punto cruciale, perché probabilmente le avrebbero usate se le avessero avute. Se cercheranno di produrre o comprare armi nucleari, le conseguenze saranno estreme.
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Accordo tra USA e Iran sarà firmato al Bürgenstock Keystone-SDA Il protocollo d'intesa tra gli Stati Uniti e l'Iran per la fine della guerra verrà firmata venerdì sul Bürgenstock (NW). Lo ha indicato a Keystone-ATS il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) confermando una notizia della NZZ e della Luzerner Zeitung. 3 minuti (Keystone-ATS) Il DFAE è da diversi giorni in stretto contatto con gli Stati Uniti, l’Iran, il Pakistan e il Qatar per consentire l’arrivo delle delegazioni in Svizzera e l’organizzazione…
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“Suppongo che ci sia un cambio di regime, il primo gruppo di leader è tutto morto, così come il successivo. Anche parte del terzo. Oggi stiamo negoziando con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate” ha dichiarato, in un passaggio del suo intervento, il presidente americano Donald Trump parlando a Evian, dove è in corso il summit del G7.
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ROMA – “Gli ispettori nucleari” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) “potranno tornare in Iran nell’ambito dell’accordo con gli Stati Uniti”: lo ha assicurato il vicepresidente Jd Vance, intervenendo nella serata americana ai media locali, per dare per la prima volta dettagli pubblici dell’intesa, che sarebbe lunga “circa una pagina e mezza: è un documento molto generale”. I dettagli, ha sottolineato il Numero due della Casa Bianca, dovranno essere discussi…
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Un testo d'intesa lungo circa due pagine, ribattezzato "Memorandum di Islamabad", che per ora pone fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, ma apre la porta ad ulteriori negoziati in 60 giorni. L'intesa sospende in maniera immediata la guerra e interrompe le operazioni militari su tutti i fronti finora coinvolti. Ma Israele ha già precisato che rimarrà nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e a Gaza
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L’accordo è «un compromesso necessario, ma per Donald Trump rappresenta una pesante battuta d’arresto». Quanto agli europei, «se vogliono sminare Hormuz, devono prima accordarsi con i Pasdaran». Sono i giudizi molto netti di Vali Nasr, 65 anni, politologo americano di origini iraniane, uno dei massimi esperti di Medio Oriente. Docente…
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Ogni mattina andiamo alla scoperta delle notizie principali che troverete sul giornale. Una lettura ragionata e critica dell’attualità, del mondo e della politica. Una voce sempre in direzione contraria, e pure parecchio ostinata
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Dopo il raggiungimento dell'accordo che prevede "la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano", Stati Uniti e Iran si preparano a siglare il memorandum venerdì 19 giugno a Ginevra, in Svizzera. L'accordo è già stato firmato dalle parti digitalmente nella giornata di lunedì. Secondo il Financial Times l'amministrazione Trump sarebbe…
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Buongiorno. «L'accordo è stato firmato. E lo stretto è già parzialmente aperto». Il presidente americano Donald Trump, arrivato in Francia per il vertice del G7, ha rassicurato così sulla tenuta dell'accordo quadro con l'Iran per cessare le ostilità. Il documento di una pagina e mezzo, firmato digitalmente da Trump, dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, non è ancora stato reso pubblico.
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L’accordo Usa-Iran sblocca lo Stretto di Hormuz, che prima della guerra non era bloccato. Impone lo stop di 60 giorni ai bombardamenti cominciati quando Trump e Netanyahu hanno deciso di attaccare Teheran, era il 28 febbraio scorso. Rimanda la definizione di tutte le questioni aperte sul nucleare iraniano a una seconda fase di negoziato. Vengono completamente espunti due temi che erano stati port…
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NEW YORK – La firma digitale all’accordo tra Stati Uniti e Iran è stata messa domenica dal presidente statunitense Donald Trump, dal suo vice, JD Vance, e dal presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf. La notizia è stata confermata da Vance, intervenendo al programma “Good Morning America” di Abc. Vance ha aggiunto che «non è stato erogato alcun fondo» all’Ira…
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Bene ha fatto Antonio Tajani a chiamarlo grande accordo. Non lo è affatto ma bisogna dirlo. Il “deal” Usa con l’Iran, testo ancora da vedere, è il biglietto da visita che Donald Trump esibisce a Evian. Riconoscergliene il merito, stendendo un velo pietoso sui demeriti, è indispensabile per tenere il presidente americano a bordo della fragile navicella del G7. A Evian, che aveva minacciato di dise…
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Alla fine, al 107esimo di guerra e con un cessate il fuoco in vigore da inizio aprile, domenica Washington e Teheran hanno firmato un accordo che con il passare delle ore sta già cambiando nome: framework peace deal, un accordo quadro di pace su cui c’è ancora parecchio lavoro da fare. Che sia davvero la fine del combinato disposto di «Epic Fury» (l’offensiva militare statunitense) e «Roaring Lion» (quella israeliana) iniziate il 28 febbraio scorso non v’è certezza.
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Inizia il G7 in Francia e gli europei devono decidere come comportarsi nei confronti di Donald Trump. Il primo punto d’attenzione, ovviamente, è l’accordo per porre fine al conflitto in Iran, sperando di arrivare alla firma di venerdì senza inciampi. Conviene essere diretti con il presidente americano in merito ai danni provocati da questa guerra? Oppure favorire l’abbassamento delle tensioni e riprendere le discussioni sui…
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È ancora viva la memoria della bullesca propaganda con cui Trump e Netanyahu avevano dato inizio alla guerra contro l’Iran. Minacciavano l’annientamento di ogni traccia della civiltà persiana se i pasdaran non si fossero piegati, davano per imminente il cambio di regime, già preparavano riunioni con gli affaristi per spartirsi il paese. Ebbene, il memorandum di pace che circola in queste ore delinea una situazione un po’ diversa.
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EVIAN-LES-BAINS - È arrivata al resort che ospita il G7 sul lago Lemano, un lembo di Francia a due passi dal confine svizzero, poco prima della premier giapponese, con cui ha trascorso la mattina a Villa Doria Pamphilj. Un bilaterale che ha rinforzato il rapporto strategico con Tokyo, uno degli assi della politica estera di Giorgia Meloni, che è poi arrivata a Evian con gli altri ospiti, compreso Donald Trump, per una prima sessione di lavoro durante la cena.
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A ginevra Accordo Usa Iran, iniziato il countdown per l'incontro tra delegazione iraniana e statunitense A Ginevra è prevista la firma dell'accordo tra Washington e Teheran, già siglato digitalmente ieri.
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Gli Stati Uniti aprono alla prospettiva di un massiccio sostegno economico per l’Iran, ma a una condizione: l’abbandono definitivo delle ambizioni nucleari militari. A rilanciare l’ipotesi è stato il vicepresidente americano JD Vance, secondo cui Teheran potrebbe ottenere l’accesso a circa 300 miliardi di dollari destinati alla ricostruzione e al rilancio dell’economia nazionale. La dichiarazione arriva in una fase delicata dei rapporti tra Washington e la Repubblica islamica e rappresenta…
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“Quello che Usa e Iran dovrebbero firmare venerdì non è un vero accordo, ma un Memorandum of Understanding, ovvero un’intesa sugli elementi di un futuro accordo. Il sollievo è grande per il cessate il fuoco e la ripresa dei traffici marittimi, ma un accordo complessivo resta molto, molto lontano. E l’impressione è che Trump non riuscirà a far m…
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Libano, migliaia di sfollati in movimento verso sud 15 giugno 2026 Migliaia di auto cariche di sfollati e beni personali sono state viste, nella giornata di lunedì, dirigersi verso il sud del Libano, poche ore dopo l’annuncio di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran. L’intesa prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’estensione della fragile tregua nel conflitto iraniano. I dettagli non sono stati ancora resi noti e Teheran ha chiarito che l’attuazione partirà solo dopo la firma ufficiale.
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I dettagli da definire restano «molti», ma l’America ha «tutte le carte in regola» per i successivi colloqui: lo ha detto il vicepresidente amicerando JD Vance a Cnbc. Nel fine settimana del 13-14 giugno Iran e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo che estenderebbe il cessate il fuoco per 60 giorni e stabilirebbe un quadro di riferimento per futuri negoziati sul programma nucleare di Teheran e su altre questioni chiave.
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New York, 15 giu. – Lo speaker del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi saranno parte della delegazione iraniana che venerdì firmerà l’accordo di pace con gli Stati Uniti. Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance a CNBC preannunciando uno “spettro ampio di rappresentanti” iraniani. “Non passiamo più messaggi, parliamo direttamente con loro”, ha aggiunto il numero due di Donald Trump
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Secondo fonti iraniane citate dall'agenzia Fars, il testo riconosce la sovranità di Iran e Oman sullo Stretto e prevede un'esenzione dalle tariffe di transito della durata di sessanta giorni. Il gruppo E4, composto da Regno Unito, Francia, Germania e Italia, ha espresso sostegno all'intesa e si è dichiarato disponibile a revocare alcune sanzioni in presenza di passi concreti e verificabili sul nucleare.
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Su Truth Donald Trump ha annunciato un "Deal" con l'iniziale maiuscola, un "accordo" capace di impedire all'Iran di dotarsi dell'arma nucleare e di riaprire lo Stretto di Hormuz. Ma la realtà è molto più sfumata. Per capire i termini della questione occorre definire alcuni concetti. Punto primo: quello di cui si parla non è un accordo, ma un "Memorandum of Understanding", ovvero una cornice…
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Programma nucleare, asset congelati iraniani e poi ovviamente la riapertura dello stretto “conteso” di Hormuz al centro dell'intesa raggiunta la scorsa notte tra Usa e Iran. Teheran si impegna a rinunciare a costruire armamenti atomici, mentre Washington dice "sì" allo scongelamento di 12 miliardi di dollari di beni iraniani - a cui dovrebbero poi seguire altri 12 miliardi - a sospendere le sanzioni sulle esportazioni di gas e petrolio e a…
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Gli Stati Uniti e l’Iran hanno trovato un’intesa che non chiude la guerra, ma apre una porta perché possa davvero finire. È un primo compromesso, ancora secretato, che dovrebbe essere firmato venerdì a Ginevra. L’effetto immediato, se tutto regge, è una pausa di sessanta giorni nei combattimenti. La tregua vale per tutti i fronti aperti in questi mesi, dalle rotte del Golfo alle colline del Libano
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Agorà Estate Accordo Usa-Iran, tutti i punti dell'intesa - Agorà 15/06/2026 7 min Accordo Usa-Iran, c'è l'intesa: la firma il 19 giugno a Ginevra, alla presenza del vice presidente Vance che ha annunciato in una conferenza stampa nella notte le condizioni accettate da Teheran: "Non avranno l'uranio e non disporranno mai della bomba nucleare, in più Hormuz è stato riaperto". Il raggiungimento dell'accordo era stato già anticipato dal Pakistan che ha condotto…
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Al termine di una giornata campale con l'attacco di Israele in Libano e la minaccia di una ritorsione iraniana, il Pakistan annuncia il raggiungimento dell'accordo fra Stati Uniti e Iran «con la firma il 19 giugno in Svizzera». Donald Trump ottiene la pace nel giorno del suo compleanno. In base alle ultime bozze del memorandum, lo Stretto di Hurmuz riaprirà, come confermato dal presidente, mentre nei prossimi 60 giorni Washington e Teheran decideranno…
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Libano: Katz 'non ci ritireremo, nemmeno da Siria e Gaza' Israele non si ritirera' dal Libano meridionale, nonostante l'annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran che prevede anche la fine dei combattimenti contro Hezbollah. "Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io stiamo portando avanti una politica chiara che prevede la permanenza delle Forze di Difesa Israeliane nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, senza limiti di…
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Risponde al telefono con voce adrenalinica. «Sto bene, anzi benissimo, grazie». È una fonte iraniana molto vicina ai tavoli del negoziato, e accetta di parlare solo in anonimato. Sembra il tono di chi sta festeggiando. Festeggia cosa? «La tv di Stato ha appena annunciato che risponderemo a Netanyahu con missili su Tel Aviv». A un passo dai raid, la Casa Bianca riesce a fermare tutto. Ma avevamo chiamato per…
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Trump su Truth: "Accordo concluso, riapre lo Stretto di Hormuz" Con un messaggio perentorio ed entusiastico pubblicato sulla piattaforma Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato la chiusura definitiva dello storico accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran, decretando la fine delle ostilità e l'immediata normalizzazione delle rotte commerciali strategiche. Nel…
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L’Arsenal spinge per Koné: c’è l’intesa con il francese CALCIOMERCATO ROMA KONÉ – Il futuro di Manu Koné potrebbe essere lontano dalla Capitale. Il centrocampista della Roma è finito nel mirino dell’Arsenal, che avrebbe già raggiunto un’intesa di massima con l’entourage del calciatore. A riportarlo sono La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera. Il classe 2001, attualmente impegnato al Mondiale con la Francia, rappresenta uno degli obiettivi principali di Mikel Arteta per rinforzare la mediana dei…
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Israele ha trasferito lo scorso anno l'approvazione e il controllo dei propri titoli, chiamati "Israel Bonds" o "Diaspora Bonds" al Lussemburgo. Dal 7 ottobre del 2023, sono stati raccolti circa 7 miliardi di dollari grazie a questi titoli, denaro che finanzia direttamente e indirettamente il genocidio a Gaza, ma anche l'occupazione di Libano, Cisgiordania e Siria. Lussemburgo, raccolti $7mld per…
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Israele sta continuando il suo progetto sionista espansionista "Greater Israel" in tutto il Medio Oriente. Infatti, dal 7 ottobre del 2023, Tel Aviv ha occupato e conquistato oltre 1000 chilometri quadrati di terreno, distribuiti fra Siria, Libano, Gaza e Cisgiordania, non rispettando accordi precedentemente firmati con questi Stati, né il "cessate il fuoco" per la Striscia. Israele continua…
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Il governo israeliano si sta preparando ad approvare un finanziamento da 1,9 milioni di dollari (pari a circa 5,5 milioni di shekel) nei confronti di un gruppo di coloni, chiamato "Hilltop Youth", che occupa illegalmente la Cisgiordania attraverso insediamenti e che da anni compie violenze nei confronti della popolazione palestinese lì residente. I fondi statali sarebbero distribuiti giornalmente a ogni…
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