"L'Italia non può correre il rischio che soggetti privati rivendichino diritti sulle riserve auree degli italiani. Per questo c'è bisogno di una norma che faccia chiarezza sulla proprietà". Così una nota informativa di FdI - anticipata dai siti di Repubblica e Corriere della Sera - intitolata "Oro di Bankitalia al popolo italiano: smontiamo le fake news". Nella nota si sottolinea che il capitale della Banca d'Italia è detenuto in molti casi da soggetti privati, "alcuni dei quali controllati da gruppi…
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«Il capitale della Banca d’Italia, comprese quindi le riserve auree, è detenuto da banche, assicurazioni, fondazioni, enti ed istituti di previdenza, fondi pensione ecc. aventi sede legale in Italia. In molti casi si tratta di soggetti privati, alcuni dei quali controllati da gruppi stranieri. L’Italia non può correre il rischio che soggetti privati rivendichino diritti sulle riserve auree degli italiani.
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L’ultima versione dell’emendamento suonerà così: «Le riserve auree appartengono al popolo italiano e sono gestite in autonomia dalla Banca d’Italia». Poche parole definitive per una lunga trattativa che ha coinvolto le principali istituzioni di Roma, Francoforte e Bruxelles. E cioè Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia e poi la Bce e la Commissione europea. È stato un lavorìo certosino, tra opportunità politica e realismo.
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