“Il referendum sulla giustizia per i contorni che ha assunto richiede di sacrificare le sfumature, perché quando una consultazione popolare assume contorni di tale carattere identitario, politico e mette in gioco i destini politici del Paese, l’appuntamento assume i contorni dell’ordalia e occorre la maturità politica della mobilitazione autentica che in questo caso è per il No”. Lo scrive in una nota il leader di Noi di Centro e sindaco di…
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Mastella: su referendum giustizia Pd apprenda da Dc "Questione referendaria mette in gioco identità politica serve disciplina di partito" "Il referendum sulla giustizia per i contorni che ha assunto richiede di sacrificare le sfumature, perché quando una consultazione popolare assume contorni di tale carattere identitario, politico e mette in gioco i destini politici del Paese, l'appuntamento assume i contorni dell'ordalia e occorre la maturità politica della mobilitazione autentica che in questo caso è…
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Il 22 e 23 marzo prossimo, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nel referendum confermativo sulla riforma della giustizia, su alcune modifiche costituzionali: dalla separazione delle carriere...
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/02/2026 06:00:00 Il 22 e 23 marzo prossimo, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nel referendum confermativo sulla riforma della giustizia, su alcune modifiche costituzionali: dalla separazione delle carriere tra giudici e PM, all’istituzione di un’Alta corte disciplinare per i magistrati. Per questo, sono già partiti i comitati referendari per il “SÍ” e per il “NO”, che portano con sé la solita serie infinita di polemiche, che però aiutano poco gli elettori ad orientarsi su un tema…
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La destra (e anche la sinistra) ha, hanno, avrebbero un formidabile strumento per sottrarre il dibattito referendario alla guerra dei meme scemi o delle provocazioni esorbitanti e fare nella pratica ciò che a parole tutti dicono di volere: una discussione politica sul merito, tra adulti, che parta dalle ragioni del Sì e del No e le metta a confronto oltre gli slogan su chi (gli anarchici, CasaPound, le brave persone, i mafiosi) vota cosa (Sì, No, boh).
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Minuto, 58 secondi di lettura Riformulato il quesito da sottoporre agli elettori Con ordinanza del 6 febbraio 2026 l’Ufficio centrale per il referendum, costituito presso la Corte di Cassazione, ha dichiarato legittima e ammessa la richiesta depositata il 28 gennaio 2026 sulla legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, ed ha riformulato il quesito da sottoporre agli elettori.
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Frasi choccanti quelle pronunciate da Nicola Gratteri: "Voteranno per il No le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante per il cambiamento della Calabria. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente", ha detto in relazione al voto che gli italiani dovranno esprimere il 22 e 23…
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L’Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione si è espresso sul quesito formulato dal Comitato promotore della raccolta firme popolari contro la riforma Nordio. L’ordinanza ha prodotto degli effetti immediati, ma anche importanti interpretazioni tecniche sulla materia referendaria. Mai un Governo aveva fissato il voto prima della scadenza dei tre mesi previsti dall’art. 138 Cost. Tanto più con una iniziativa ancora in corso sulla stessa norma; scelta che ha prodotto…
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Questo articolo sul referendum sulla giustizia è pubblicato sul numero 8 di Vanity Fair in edicola fino al 17 febbraio 2026. LA RIFORMA NORDIO IN 7 PUNTI 1. Separazione delle carriere SÌ Il mestiere di chi giudica (giudice) non può che essere separato da chi accusa (pm), come in tutte le democrazie consolidate. In passato, sotto il fascismo, il processo partiva dalla presunzione di colpevolezza e quindi giudice e accusatore…
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Il 22 e 23 marzo gli elettori saranno chiamati a votare al referendum per confermare o respingere la riforma della giustizia che introduce in Costituzione la separazione delle carriere dei magistrati. Secondo i sostenitori del Sì, la riforma rende i giudici più chiaramente indipendenti dall’accusa e i processi più equilibrati, e aiuta a limitare il peso delle correnti interne alla magistratura. Secondo i sostenitori del No, invece, la riforma non risolve i problemi più concreti della giustizia e rischia di modificare il…
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L'ammissione del nuovo quesito del referendum sulla riforma della Giustizia da parte della Corte di Cassazione "sarà anche una cosa giusta, ma non credo che l'elettore ci capisca qualcosa di più o di meno rispetto a prima. Anche prima il quesito era facile". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a Tagadà
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"Già abbiamo detto che la decisione del governo di non modificare la data del referendum è un'interpretazione non corretta della sequenza temporale prevista dall'articolo 15 della legge sul referendum. Sarebbe possibile, e anche giusto, contestarla in un nuovo giudizio. Ma a questo punto abbiamo deciso di contrastarla fuori dalle aule giudiziarie dedicando tutte le nostre rimanenti energie alla campagna referendaria".
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NAPOLI. Il 22 e il 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per un referendum costituzionale che riguarda il sistema della giustizia. Si tratta di un referendum confermativo, con il quale i cittadini possono approvare o respingere una modifica della Carta costituzionale già approvata dal Parlamento. A differenza dei referendum abrogativi, non è previsto alcun quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei…
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Il confronto politico attorno al referendum sulla riforma della giustizia approda ora sul terreno della tutela istituzionale dei magistrati. Al Consiglio Superiore della Magistratura è stata infatti depositata una richiesta formale di apertura di una pratica a difesa dei magistrati della Corte di Cassazione, e in particolare del primo presidente, in relazione alle dichiarazioni pubbliche rese da esponenti politici dopo il recente provvedimento…
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Il quesito referendario è la domanda a cui i cittadini sono chiamati a rispondere con un “sì” o con un “no”. In caso di referendum abrogativi ai sensi dell’art. 75 Cost., con la risposta positiva si vuole cancellare una legge ordinaria, mentre con quella negativa conservarla. In caso di referendum confermativi ai sensi dell’art. 138 Cost., con la risposta positiva si vuole che una legge costituzionale, votata dal Parlamento solo a maggioranza semplice, diventi efficace, mentre con quella…
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Quella del governo? «Una scelta contestabile». E però «a questo punto chi è più maturo deve fermarsi». Il Comitato dei 15 che ha avviato la raccolta delle firme (arrivata infine a quota 546.000) per un quesito diverso, infine ammesso dalla Cassazione, non impugnerà il provvedimento con cui il consiglio dei ministri ha deciso di modificare il testo del quesito referendario, così come prescritto dalla Corte, senza tuttavia spostare la data.
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Parole e attacchi "inaccettabili". Ora si muove il Consiglio superiore della magistratura. Dopo le bordate della destra contro la Cassazione, "colpevole" di aver modificato il quesito del referendum sulla giustizia, accogliendo le richieste delle 500mila firme promosse dal comitato dei "volenterosi", la settimana del Csm si apre con la proposta di una pratica a tutela, cui aderiscono tutte le cor…
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L’Unione Camere Penali (Ucpi) schierata con il governo per il Sì al referendum sulla riforma costituzionale sta mettendo a disagio i tanti avvocati che sono contrari, anche iscritti alla stessa associazione che – va detto – rappresenta una minoranza di penalisti, tra i 10 e gli 11 mila, su oltre 100 mila (anche se un …
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Serie Generale del 7 febbraio 2026 il Decreto Presidente della Repubblica che riscrive il quesito del referendum costituzionale, a seguito dell'ordinanza del 6 febbraio 2026 espressa dall'Ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione, con la seguente formula: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal…
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Lite tra destra e Corte. Bignami: «Magistrati di parte». L’Anm: «Attacchi inaccettabili».La riformulazione del quesito referendario sulla giustizia, decisa dall’Ufficio centrale della Corte di Cassazione con un’ordinanza di 38 pagine, non è rimasta confinata nelle stanze ovattate della tecnica elett...
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Il Comitato dei promotori deciderà lunedì se presentare un ricorso dopo la modifica del quesito del referendum sulla Giustizia, con data del voto confermata dal governo. Le opzioni restano il ricorso alla Corte costituzionale o al Tar Dopo la decisione del Consiglio dei ministri di modificare il quesito del referendum sulla Giustizia, lasciando però invariata la data del voto, prevista quindi sempre il 22 e 23 marzo, restano aperte altre opzioni per i 15 giuristi…
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L’Unione delle Camere Penali Italiane ha appena celebrato l’inaugurazione dell’anno giudiziario con un evento a Roma che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della magistratura e dell’accademia, di tutte le estrazioni, per rilanciare la campagna in favore del sì alla riforma della giustizia, . Ne abbiamo parlato con
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La campagna del governo e della destra contro i giudici, in vista del referendum sulla giustizia, sta assumendo un’intensità che preoccupa il Quirinale. Ormai qualunque Corte italiana che abbia licenziato un pronunciamento o una sentenza non troppo gradita all’esecutivo e alla maggioranza, finisce quasi matematicamente nel tritacarne di accuse, sospetti, e rivendicazione politiche. Gli aspetti te…
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Non cambia la data del referendum. Il Consiglio dei ministri ha deciso di confermare la consultazione per il 22 e 23 marzo, integrando però il quesito con gli articoli della Costituzione che vengono modificati dalla riforma della Giustizia. Una riformulazione necessaria dopo che la Cassazione aveva accolto la nuova versione proposta dai 15 giuristi promotori della raccolta di firme, arrivate a oltre 500mila.
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