Nel periodo che ha preceduto le elezioni europee ci sono state speculazioni sostanziali sul futuro del Green Deal, con alcuni che puntano al suo potenziale smantellamento a seguito di un'eventuale drammatica impennata dei partiti di estrema destra. La buona notizia per l'Europa, e per il mondo, è che questo scenario è stato evitato: poiché ilcentro pro-europeo ha mantenuto la maggioranza dei seggi al Parlamento europeo, l'Europa non invertirà la rotta sulla transizione verde.
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È una vittoria prima di tutto della democrazia, perché le idee rivoluzionarie verdi, per 5 anni cavallo di battaglia della Commissione, hanno perso e gli elettori chiedono più realismo. Il prezzo della Co2 in Europa, espresso dal suo meccanismo di commercio dei permessi, aveva raggiunto i 100 euro, quando in Cina e negli altri Paesi non supera di 10. Oggi è intorno a 70, dopo essere sceso anche a 62, ma è un valore che con le attuali regole comporterebbe per molte fabbriche la chiusura.
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Nel parlamento europeo i veri estremisti sono i Verdi, una minoranza di invasati che vogliono la conversione all’elettrico su scala globale, tecnicamente impossibile e nemmeno ecologica, ma non vogliono il nucleare di ultima generazione. Vogliono che larga parte dei cittadini (i meno abbienti) non possano più permettersi una propria auto privata. Vogliono decidere loro la ristrutturazione della tua casa.
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Uno degli aspetti del voto europeo che catturano l’attenzione negli Stati Uniti è la batosta dei Verdi tedeschi. Questo partito viene visto come un simbolo, positivo o negativo, dei valori e dei progetti più ambiziosi dell’Unione. L’impopolarità di certe politiche ambientaliste è un tema che unisce le due sponde dell’Atlantico. Donald Trump fece scalpore nel 2016 annunciando che avrebbe cancellato gli accordi di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico (promessa che poté mantenere solo in senso simbolico).
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Male. Che più male non si può. Le Europee per i Verdi rappresentano una pagina nera. Una batosta senza appello. Al netto delle politiche che hanno intenzione di partorire nell’Unione europea – e tenendo conto dei risultati conseguiti dalle forze di centrodestra, che probabilmente freneranno l’impeto green – guardando qua e là nel Vecchio continente non si intravedono spiragli positivi nelle forze ambientaliste.
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Dall'auto elettrica, con le sue conseguenze sull'industria, alle case green, con i costi connessi: che fine faranno i piani "green" e le direttive già avviate con la nuova Europa che esce da queste elezioni? Il Green Deal europeo, lanciato nel 2019 da Ursula von der Leyen come una "nuova strategia di crescita", si trova adesso al centro di un acceso dibattito politico. Sebbene il suo obiettivo sia ridurre le emissioni e stimolare…
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L'esito delle elezioni europee ha confermato le previsioni su un'ascesa dei partiti di destra, che non cambia solo gli scenari politici di Paesi chiave come Francia o Germania, ma rappresenta anche un chiaro segnale per le istituzioni continentali. La prossima legislatura, in termini di seggi, produrrà la stessa maggioranza che ha sostenuto la Commissione europea di Ursula von der Leyen, ma dovrà tener conto di nuove sensibilità politiche: i vincitori hanno già messo in dubbio il Green…
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La frammentazione politica, l'estrema destra, le risposte nazionali all'edilizia abitativa, l'inflazione, la guerra in Ucraina e gli sforzi richiesti dal Green Deal europeo sono tra i possibili motivi della sconfitta alle ultime europee PUBBLICITÀ Il futuro delle politiche ambientali potrebbe essere a rischio, dato che i verdi e i liberali sono risultati i maggiori sconfitti nelle elezioni del Parlamento europeo, avendo perso rispettivamente 18 e 23 seggi rispetto alle elezioni tenutesi nel…
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Chiuse le urne, stabiliti i pesi nel nuovo Parlamento e in attesa degli accordi per formare la maggioranza a sostegno della nuova Commissione, si comincia a ragionare attorno ai dossier che l’Italia dovrà discutere in Europa. Sono molti e alcuni decisamente complessi. Il più rilevante riguarda il “green deal”.Bisognerà attendere che prenda forma la nuova maggioranza nel Parlamento europeo. Ma gli obiettivi del governo italiano appaiono chiari, e soprattutto la bocciatura dei…
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Ultim'ora News Le elezioni europee hanno visto avanzare i partiti di estrema destra, soprattutto nei Paesi tradizionalmente più europeisti come Francia e Germania, mentre le forze progressiste/verdi perdono consensi. Che cosa accadrà ora al pacchetto europeo che punta alla neutralità climatica, ossia il Green Deal? Già nell’ultimo sprint di Bruxelles prima del voto i dossier riguardanti gli obblighi in capo alle imprese in materia di sostenibilità ambientale e sociale sono stati…
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Bruxelles – Elemento “fondamentale per la salute del pianeta, dei cittadini e per la nostra economia” e “nuova strategia di crescita” che “ci aiuterà a ridurre le emissioni e a creare posti di lavoro”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel 2019, definì il Green deal nella plenaria a Strasburgo. Dal palco allestito all’Eurocamera per la notte elettorale, invece, non lo ha neanche nominato.
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Gli elettori europei hanno mandato alla Commissione e al Parlamento un messaggio chiaro: va invertita la rotta. Occorre che la maggioranza e il Governo italiani s’impegnino sin da subito per dare vita a una maggioranza europea diversa da quella uscente, che metta al primo posto il totale ripensamento dell’intero Green Deal, a partire da quel provvedimento sull’efficientamento energetico degli immobili, la cosiddetta direttiva “case green”, sulla quale hanno opportunamente votato contro, pur dopo…
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Una prima, vera conseguenza potrebbe verificarsi in ottica 2040, obiettivo intermedio in termini di emissioni in vista della neutralità carbonica da raggiungere nel 2050. Il taglio, oltremodo ambizioso, del 90% delle emissioni entro il 2040 dovrà essere approvato sia dai singoli Paesi sia dal Parlamento. Tanto la Commissione quanto il Parlamento, inoltre, dovranno chinarsi su nuove politiche per spingere anche il mondo industriale verso un taglio netto di emissioni per il 2040.
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Gli esiti delle elezioni europee hanno rappresentato una sconfitta per le forze verdi in campo. Nonostante ciò, la tenuta del Ppe e di Ursula Von der Leyen, che ha lanciato il Green Deal come una priorità per la riduzione delle emissioni climalteranti, lascia intendere una possibile riconferma alla guida della Commissione Europea e il proseguo della strada tracciata per il "patto verde". Tuttavia, a causa delle critiche provenienti dalla destra nei confronti del…
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Nell’elenco degli sconfitti delle elezioni europee il nome dei Verdi arriva subito dopo quello dei liberali di Renew. Nella scorsa legislatura, i partiti ecologisti dei 27 Paesi Ue potevano contare su una delegazione di 71 eurodeputati. Per i prossimi cinque anni, dovranno accontentarsi di appena 52. Le ragioni di questo calo vanno ricercate soprattutto nel Paese più popoloso dell’Unione europea – la Germania – dove i Grünen…
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"Mi pare improbabile uno stravolgimento del Green deal a Bruxelles. E per quanto riguarda il governo italiano, un compito fondamentale lo avrà l'opinione pubblica che dovrà chiedere conto all'esecutivo di eventuali contraddizioni". Enrico Giovannini, ex ministro e ora direttore scientifico dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, non è d'accordo con chi intona il de profundis per le politiche climatiche europee dopo i risultati elettorali dello scorso weekend.
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Un'Europa più nera, o se preferite blu scura, e decisamente meno verde. I risultati delle elezioni europee, se osservati dal punto di vista delle forze verdi in campo, sono stati per lo più una sconfitta. La tenuta del Ppe e di Urusla Von der Leyen, colei che nel 2019 lanciò il Green Deal come "il nostro uomo sulla Luna" nel tentativo di aprire un'era di sforzi per la riduzione delle emissioni climalteranti, lascia però intendere una possibile…
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Ursula von der Leyen, sulla carta, dovrebbe avere la possibilità di guidare per un secondo mandato la Commissione europea, ma l’ascesa delle destre soprattutto in Francia e Germania potrebbe rimettere in discussione gli attuali equilibri politici. A complicare le possibili alleanze tra partiti, con ogni probabilità interverranno i temi ambientali del Green Deal, criticati da molti esponenti conservatori dello stesso Partito popolare, mentre i Verdi hanno perso la spinta ricevuta alle precedenti elezioni europee
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Domani partirà il nuovo, e forse determinante, attacco al Green Deal europeo. L’esito delle elezioni, secondo le ultime stime di Politico, vedrà un Parlamento molto diverso dall’ultima legislatura. I socialisti, che con il commissario Ue Frans Timmermans hanno creato l’attuale programma di transizione ecologica, saranno ridimensionati. I popolari domandano più attenzione alle imprese per un passa…
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Perché i partiti verdi sono in calo nei sondaggi per le elezioni europee? Report Guardian Secondo studi recenti, il successo dei partiti verdi è strettamente legato alle condizioni economiche e, quindi, oggi gli elettori potrebbero avere altre priorità, come l'inflazione o la guerra in Ucraina. L'articolo del Guardian Gli elettori potrebbero infliggere ai partiti verdi un colpo che costerà loro fino a un terzo dei seggi, se i sondaggi prima delle elezioni europee…
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Alle elezioni europee del 2019 i Verdi avevano fatto "il botto", diventando la quarta forza nell'emiciclo di Strasburgo e influenzando non poco i lavori parlamentari della nona legislatura. Stavolta invece gli ecologisti rischiano di farne un altro, di botto: quello di uno schianto nelle urne, almeno stando ai sondaggi. I quali predicono una perdita di circa un quarto degli attuali seggi in Aula, una previsione che se si realizzasse significherebbe il disastro.
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L’incapacità di comunicare correttamente il Green Deal è stato il “più grande errore” dell’attuale Commissione europea, ha dichiarato a Euractiv Joanna Kamińska, candidata alle elezioni europee per i Verdi polacchi. Kamińska, esperta di sicurezza e difesa ed ex consulente del Segretario generale della Commissione europea e presidente del Parlamento europeo, ha criticato l’esecutivo dell’UE per il ritiro di molti dei regolamenti previsti…
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Conferma di Von der Leyen alla guida della Commissione Europea? Presto per parlarne. Meloni e Tajani vanno in simbiosi in merito al dossier che inevitabilmente sarà il tema principale delle prossime settimane. Von der Leyen sì o von der Leyen no? La premier negli ultimi mesi è sempre stata piuttosto scettica. Interpellata su Rtl 102.5, ha…
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Saggezza popolare vuole che «chi entra papa in conclave, ne esce cardinale». Di popolare, in questo caso, c’è la presidente uscente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Scelta come Spitzenkandidatin per la successione di se stessa dal Partito popolare europeo, confermatosi primo partito in Ue con 185 seggi, la numero uno di Palazzo Berlaymont dovrà faticare non poco per ricostruire la versione aggiornata della famigerata…
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