«Da questa mattina, fino alle 22 si sono verificati al fronte almeno 137 scontri, 34 dei quali verso la città di Pokrov», nella regione ucraina di Dnipro. Lo annuncia lo Stato Maggiore ucraino, scrive l'Ukrainska Pravda
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Moto, quad e piccoli gruppi d'assalto che si fanno strada nella nebbia. La battaglia per Pokrovsk segna una svolta nella guerra in Ucraina: la Russia avanza con tattiche completamente nuove, usando droni e mezzi improvvisati. Le forze ucraine, sempre più isolate, lottano per mantenere il controllo della città mentre le evacuazioni diventano impossibili e il fronte si restringe. Il video, verificato e geolocalizzato a pochi chilometri…
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Le forze ucraine si sono ritirate dal villaggio di Novovasylivske nella regione di Zaporizhzhia per assumere "posizioni difensive più favorevoli". Lo confermano le forze di difesa meridionali, come riporta il Kyiv Independent. L'annuncio arriva mentre le truppe ucraine si sono ritirate da diverse posizioni nel settore di Zaporizhzhia a causa dell'aumento della pressione russa.
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L'Ucraina ha registrato un aumento del triplo del numero di attacchi al suo sistema ferroviario da luglio: Mosca cerca di sabotare uno dei principali sistemi logistici di Kiev. E' quanto si legge in un servizio del Guardian. Oleksii Kuleba, vice primo ministro e responsabile delle infrastrutture, scrive la testata, ha affermato che gli attacchi alla rete dall'inizio del 2025 hanno causato danni per un totale di 1 miliardo di dollari.
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Preoccupazione e imbarazzo: la prima per quanto accade a Pokrovsk, roccaforte ucraina del Donetsk, la seconda per lo scandalo corruzione che sfiora fin troppo da vicino il presidente Volodymyr Zelensky. Così mentre a Bruxelles si discute su come sostenere finanziariamente l'Ucraina sull'orlo del crac - se con i famosi prestiti garantiti dagli asset russi o con soldi propri - Zelensky evoca la resa dello snodo logistico che potrebbe subire la stessa sorte di Bakhmut
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La situazione a Pokrovsk rimane drammatica. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riconosciuto in un’intervista a Bloomberg TV la gravità della situazione militare sul campo di battaglia, ammettendo che il quadro è “molto difficile” e che ogni decisione su un eventuale ritiro “spetta ai comandanti militari”. “Nessuno – afferma il leader ucraino – li costringe a morire per il bene delle rovine.
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