Redazione digitale Caporalato, rider italiani sfruttati a Messina True play icon (Arma dei Carabinieri) L'indagine dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro su 300 lavoratori del food delivery, molti dei quali studenti universitari in stato di necessità economica. Pagati la metà di quanto previsto dal Ccnl e senza previdenza, rischiavano sulle strade per consegnare il più possibile.Un sistema di sfruttamento organizzato nel settore del food delivery è stato scoperto a Messina al termine di un’indagine coordinata dalla…
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Approfondimenti:
La Camera del lavoro di Imola apre un Punto Rider. Si tratta, fa sapere la Cgil imolese, di “uno spazio dedicato ai lavoratori e alle lavoratrici del food delivery, anche in vista dell’arrivo della stagione estiva, quando chi lavora per strada è più esposto al caldo e a condizioni di lavoro più gravose: un punto di sosta, simile ad altri attivati nelle grandi città, dove chi lavora nelle consegne potrà fermarsi, bere acqua, ripararsi dal caldo e dal freddo, ricaricare i dispositivi e…
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Sono l'amministratore unico e tre collaboratori di una società ora in liquidazione MESSINA – Caporalato digitale. A conclusione di un’indagine coordinata dalla Procura di Messina, è stato notificato un “avviso di conclusione delle indagini preliminari” a carico dell’amministratore unico e di tre collaboratori di una società messinese operante nel settore della consegna cibo a domicilio. Agli indagati è contestato il reato di intermediazione…
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L'inchiesta della Procura di Milano nel food delivery porta alla ribalta il fenomeno del caporalato digitale in alcune aziende del settore. La Procura contesta la natura autonoma del rapporto di lavoro ipotizzando una subordinazione con condizioni contrattuali non adeguate. La tutela del lavoro povero e subordinato è un punto programmatico del Partito Democratico: da molto tempo chiediamo in Parlamento un confronto con il Governo per creare le condizioni legislative e finanziarie per tutelare e migliorare le condizioni di lavoro dei…
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Un’organizzazione di rappresentanza dal basso, costituita da soli rider e senza sigle sindacali dietro. Parte da qui, dai rider alessandrini, ma vuole tutelare tutti i lavoratori della categoria in Italia. La prossima settimana ad Alessandria verrà registrata ufficialmente Anlu, l’Associazione nazionale lavoratori uniti. Coinvolge altre realtà della Penisola. La proposta «I nostri problemi son…
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I rider padovani si sono dati appuntamento ieri pomeriggio (sabato 14 marzo) in piazza Mazzini per il presidio organizzato dalla NIdiL Cgil con Filcams Cgil e Filt; a supportare la protesta anche Rifondazione Comunista. Le ragioni «Siamo qui per un momento cruciale di discussione in merito ai recenti sviluppi giudiziari dell'inchiesta della procura di Milano che sta indagando sui responsabili legali di Glovo e Deliveroo per lo sfruttamento e il caporalato che noi denunciamo da anni, portando al controllo…
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Schiavi di un algoritmo, vita da rider. «Sulla carta decido io quando fermarmi, se il fine settimana voglio restare a casa nessuno mi costringe. Ma poi non lavoro più e quindi i miei figli non mangiano. Glovo premia chi fa più consegne, se non corri da una parte all’altra di Napoli sei fuori», racconta Antonio, fattorino di 30 anni, da tre si occupa di consegne per la multinazionale spagnola del …
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Non erano in tanti, i rider scesi ieri in piazza a Napoli per invocare diritti e tutele. Ma c’erano, e il tema è nazionale e importante a livello sociologico, e non solo perché dal Covid a oggi le piattaforme di delivery hanno radicalmente trasformato i costumi dei giovani e delle famiglie, ma anche perché «per 10 ore quotidiane di lavoro si guadagnano appena 1200 euro al mese». Negli ultimi giorni, com’è noto, la spagnola Glovo e la britannica Deliveroo, grandi multinazionali…
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Riders: la protesta solitaria. Ogni giorno 300 chilometri in 12 ore: "E per pochi spicci a consegna"
Solo 300 metri. E’ questa la distanza che ieri mattina, inforcando via Branca, è bastata percorrere per avere in un attimo una fotografia chiara dei due volti che oggi rappresentano il commercio e l’economia globale. Due facce della stessa medaglia, forse, perché il comune denominatore sono di fatto le piattaforme e-commerce, le grandi multinazionali come Amazon, Gloovo, Deliveroo a cui oggi ormai tutti ci rivolgiamo per acquistare un bene o un…
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Il rimborso minimo? Tre euro e 75 centesimi a consegna, ma ci sono ordini che consentono di racimolare anche 10 euro: dipende dalla distanza. Nel week end guadagni un po’ di più ma per un tempo limitato, oppure in caso di meteo avverso. È tutto molto precario e ci sono grandi carenze, che ho portato ‘in piazza’: non esiste una paga oraria minima garantita. Se non accetti ordinazioni, non guadagni nulla; non ci sono ferie e malattia e lavori a qualsiasi condizione, sotto l’acqua o sotto la…
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«Dopo un ordine pedalo per 3-4 chilometri e guadagno solo 2,70 euro. Ogni giorno faccio circa 60 chilometri». A raccontarlo è Mahmood, 44 anni, uno dei rider scesi in piazza sabato 14 marzo a Torino durante la mobilitazione nazionale promossa dalla Cgil per chiedere più diritti e tutele per i lavoratori delle piattaforme di consegna. Nel pomeriggio di sabato i rider di Glovo e Deliveroo…
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Ha fatto tappa anche in Puglia la mobilitazione nazionale della Cgil al fianco dei rider di Glovo e Deliveroo per denunciare condizioni di lavoro inaccettabili e chiedere diritti veri. A Bari, Brindisi, Foggia e Taranto, i rider e la Cgil ieri sono scesi in strada con un fitto programma di volantinaggi, assemblee e sit-in. In strada per denunciare il paradosso di un settore che, pur generando importanti profitti, continua a non riconoscere la giusta…
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«La proposta di legge che potrebbe tutelare i rider è stata ignorata, bocciati gli emendamenti alla manovra di Bilancio, come l’intervento nel decreto Ilva e le modifiche nel decreto sicurezza sul lavoro del 2025: siamo fermi, continuiamo ad avere una non risposta dal governo». Per Chiara Gribaudo, deputata e vicepresidente del Partito Democratico, promotrice del ddl Griseri-Prisco, all’esecutivo…
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Il caso Lo sciopero dei rider: in 34 piazze italiane la mobilitazione per un contratto: “Chiediamo diritti” I clicofattorini: «Maggiori tutele, salari giusti e malattia Altrimenti lavoriamo per sopravvivere» Sara Tirrito
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PESARO La mobilitazione nazionale per i rider ha fatto tappa anche a Pesaro con il presidio organizzato da Cgil, Nidil Cgil e Filt Cgil in piazzale Lazzarini. Presente anche il sindaco Andrea Biancani, al fianco dei lavoratori che si sono ritrovati «per chiedere una cosa semplice: dignità. Dietro ogni consegna che arriva nelle nostre case c’è una persona che lavora spesso in una situazione di grande precarietà e…
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