Un ragazzo è stato estratto vivo oggi dalle macerie di un hotel del Myanmar, cinque giorni dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese asiatico uccidendo più di 2.700 persone. Lo rendono noto le autorità locali. Il 26enne è stato salvato da una squadra congiunta di soccorritori del Myanmar e della Turchia dalle rovine dell'edificio nella capitale Naypyidaw, hanno detto i vigili del fuoco e la giunta al potere.
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BANGKOK – Dopo giorni passati a correre col suo camion tra le strade squarciate di Mandalay, facendo lo slalom tra chi è accampato sull’asfalto cocente, per portare a chi non ha più nulla anche una semplice bottiglietta d’acqua, Kyaw ha ancora addosso un’energia pazzesca. «Guardale qua le casse d’acqua, questi invece sono i zampironi contro le zanzare», ci racconta approfittando di pochi minuti d…
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Myanmar, primo giorno di lutto. Dalla Cei 500 mila euro Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto che ha sconvolto il Myanmar. Oggi primo giorno di lutto nazionale dei sette proclamati dalla giunta militare che controlla il paese asiatico. La Presidenza della CEI ha deciso un primo stanziamento di 500 mila euro dai fondi dell’8xmille. Servizio di Antonella Mazza Teruel Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Paolo Mattei è vice direttore di World Food Programme (Wfp) in Myanmar. Si trova nella capitale Naypyidaw da circa tre anni e, mentre in Italia Wfp ha avviato una raccolta fondi per la popolazione del Myanmar (si raggiunge con questo donation link), lui conta il tempo con gli aiuti che riesce a distribuire. «A parte il caos iniziale, perché è crollato tutto, siamo riusciti a fare arrivare i primi alimenti nella capitale.
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ROMA – Riferisce Julia Rees, vice rappresentante dell’UNICEF in Myanmar‘: “Ciò che mi è capitato di vedere è stato devastante: intere comunità sono state rase al suolo. Bambini e famiglie dormono all’aperto. Molti piccoli hanno subito ferite gravi ed hanno bisogno urgente di cure. Molti sono traumatizzati, perché sono rimasti soli, estratti miracolosamente dalle macerie”. E ancora: “I bisogni delle persone sono enormi e aumentano di ora in ora”.
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Sisma Myanmar, l'UNHCR: oltre 1,6 milioni gli sfollati Mandalay (Myanmar), 1 apr. - Immagini dal Myanmar, devastato dal terremoto di magnitudo 7.7, seguito da altre scosse di assestamento; secondo gli ultimi dati ufficiali, sono oltre 2.700 i morti e quasi 4.000 i feriti.Nei video condivisi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati si vedono persone accampate per le strade, edifici completamente distrutti e ripiegati su se stessi, oltre 1,6 milioni gli sfollati.
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La dittatura militare del Myanmar sta cerca di sfruttare il caos post-terremoto per infliggere il colpo finale ai ribelli. Mentre il bilancio si fa sempre più drammatico e i soccorritori stanno cercando di recuperare i corpi sepolti sotto le macerie del terremoto più forte degli ultimi cento anni nel Paese, nei pressi dell’epicentro la terra ha tremato di nuovo, ma questa volt…
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Un video diventato virale sui social documenta i drammatici momenti di una nonna di 75 anni, malata di cuore, e delle sue due nipoti, di 16 e 13 anni, rimaste intrappolate per oltre 15 ore sotto le macerie di un condominio crollato a Mandalay a causa del terremoto in Myanmar. Le due ragazze, senza mai perdere la speranza, hanno continuato a gridare e a battere sulle pareti fino a quando una squadra di soccorritori le ha individuate e tratte in salvo.
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L'intervento di Marine Le Pen dopo la sua condanna e la sentenza di ineleggibilità alle prossime presidenziali. "Il sistema ha sganciato la bomba nucleare, e se sta usando un'arma così potente contro di noi, è ovviamente perché stiamo per vincere le elezi...
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ImagoEconomica La macchina degli aiuti si è messa in moto e in queste ore la Caritas Italiana sta valutando, insieme alla Conferenza episcopale, cosa fare subito per aiutare chi è stato colpito dal terremoto in Myanmar e offrire le risposte più veloci, fa sapere don Marco Pagniello, che dirige proprio Caritas Italiana. I vostri primi passi, direttore? Come accade per ogni emergenza internazionale, abbiamo immediatamente attivato la raccolta fondi in Italia, per sostenere poi le Caritas locali, le Chiese…
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Il primo pensiero di Riccarda Gianzini alla notizia del terribile terremoto che nei giorni scorsi ha colpito il Myanmar è andato al figlio Paolo Felice che, proprio nel paese del sud-est asiatico, risiede da anni. E dove, precisamente nella capitale Yangon, si occupa di progetti umanitari per il Cesvi. «Quando abbiamo appreso la notizia di quello che è successo nel Myanmar - dice Riccarda, originaria di Cella Dati - il primissimo pensiero è andato a mio figlio Paolo, che stesse bene e non gli fosse successo niente».
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La finestra temporale entro la quale si possono trovare persone ancora in vita sotto le macerie è ormai praticamente chiusa. Sul finire del terzo giorno successivo al potente terremoto che venerdì ha colpito il Myanmar (oltre 57 milioni di abitanti), sono scadute le fatidiche 72 ore entro le quali sono maggiori le probabilità di trovare dei sopravvissuti. LE VITTIME ACCERTATE al momento di scrivere sono oltre 2.000 (tra cui almeno tre cittadini cinesi e due francesi), mentre la terra continua…
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