Analisti di Scope Ratings - hanno analizzato i risultati trimestrali delle principali banche italiane. Gli esperti ritengono che i fondamentali finanziari degli istituti siano solidi e, come da aspettative, la profittabiltà nel 3° trimestre si sia stabilizzata dopo aver raggiunto il picco nei tre mesi precedenti. Tuttavia, scrivono gli analisti, gli investitori italiani sono fiduciosi che i risultati ottenuti nel 2023 possano essere ripetuti o, addirittura, battuti, nel prossimo anno grazie…
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CONTRATTO, UTILI BANCHE E TASSA EXTRAPROFITTI, SILEONI IN DIRETTA A RADIO CUSANO Il segretario generale della Fabi intervistato dall’emittente dell’ateneo romano. Si è parlato dei profitti del settore bancario italiano, del rinnovo del ccnl Abi e della norma del governo sulla tassazione.
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Il rallentamento economico: banche con riserve ampie Un altro elemento che potrebbe frenare un ulteriore corsa dei titoli bancari è costituita dall'impatto del rallentamento economico sulla qualità dei crediti erogati. “Prevediamo un possibile aumento dei crediti deteriorati nei prossimi trimestri a causa dell'incremento dei tassi di interesse e di una crescita economica lenta”, ha affermato Dbrs, “tuttavia, le banche italiane presentano attualmente un profilo di rischio più solido rispetto al…
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Si accavallano i giudizi positivi sulle banche italiane, reduci da nuove trimestrali da sogno. Con la minaccia della tassa sugli extraprofitti delle banche varata dal governo che si è quasi azzerata (delle grandi banche nessuna la pagherà), sono gli stessi analisti che guardano al settore bancario italiano a tirare un sospiro di sollievo. Tra questi, quelli di Scope Ratings, che sottolineano come “la redditività delle banche italiane si sia attestata a livelli elevati…
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In settimana Fabi aveva annunciato la proiezione secondo la quale gli utili degli istituti sarebbero cresciuti del 70% a 43 miliardi. E uno studio di Scope Rating conferma che... L'aumento dei tassi da parte della Bce ha spinto i risultati delle banche italiane che, a fine anno, potrebbero secondo una proiezione della Fabi, crescere del 70% rispetto ai 25 miliardi del 2022 attestandosi a 43 miliardi e 431 milioni.
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Conti a gonfie vele per i primi cinque gruppi bancari italiani nel terzo trimestre dell’anno ma concessione dei prestiti in pesante riduzione. È questa la sintesi del report First Cisl sulle trimestrali delle principali banche italiane elaborato dalla Fondazione Fiba. Le puntuali risultanze dell’analisi sono state rilanciate dalla stampa italiana. Ansa titola:“First Cisl, forti utili delle banche, preoccupano i prestiti”.
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La redditività delle banche italiane si è assestata su livelli elevati grazie agli ampi margini di interesse e ai bassi accantonamenti. I fondamentali finanziari sono solidi e le banche sono ben posizionate per affrontare una prospettiva economica più morbida e le incertezze sulla dinamica dei prestiti e dei depositi. “I fondamentali finanziari delle banche italiane sono solidissimi – commenta Alessandro Boratti, analista principale di Scope Ratings per le banche italiane – Come previsto, la…
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Il governo Meloni piange il nuovo buco in bilancio: oltre al mancato gettito sugli extraprofitti, calerà anche il gettito ordinario sulle tasse dei dividendi. Il 2023 si avvia ad essere l’anno d’oro delle banche italiane, baciate dalla corsa dei tassi deciso dalla Bce e la politica della parallela lesina della remunerazione dei correntisti, che potrebbe concludersi con 43 miliardi di euro di utili, il 70% in più di quelli, già ottimi, conseguiti del 2022 (25 miliardi di euro) e quasi il triplo di quanto…
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Intesa Sanpaolo UniCredit Banco BPM Banca Monte dei Paschi di Siena BPER Mediobanca Credito Emiliano Banca Popolare di Sondrio La redditività delle banche italiane si è stabilizzata su un livello elevato nel terzo trimestre del 2023, grazie agli ampi margini di interesse e ai bassi accantonamenti per perdite su prestiti, e grazie ai solidi fondamentali gli istituti sono ben posizionati per affrontare prospettive economiche più deboli e qualsiasi incertezza, in particolare riguardo alle…
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L’Anno d’Oro delle Banche, ma quelle “Etiche” vanno ancora Meglio di Giuseppe Gaetano, editor in chief Il lento aumento dei finanziamenti in sofferenza registrato recentemente da numerose ricerche resta “marginale” e “a livelli percentuali molto bassi“ non solo per le terze trimestrali delle banche uscite in questi giorni ma anche per Andrea Enria, in scadenza di mandato a capo della vigilanza Bce.
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Le banche italiane continuano a fare il pieno di utili nel terzo trimestre dell’anno, in un contesto di tassi più elevati che spingono al rialzo i margini di interesse. Una visione confermata anche dall’analisi della FABI, secondo cui i nostri istituti sono pronti a chiudere il 2023 con utili per oltre 40 miliardi di euro. Al contempo, però, il rallentamento dell’economia e l’inasprimento delle condizioni del credito pongono alcuni interrogativi sul futuro.
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C’è chi ringrazia la politica dei falchi di Francoforte e festeggia: sono le banche italiane. Mentre cittadini e imprese pagano l’innalzamento dei tassi (con le erogazioni di mutui diminuite del 40% e gli sfratti aumentati del 15%), le banche nel 2023 faranno 43 miliardi di euro di utili, un aumento del 70% rispetto all’anno scorso. Non ci sarebbero questi numeri senza i super tassi della Bce, imposti con l’obiettivo di contenere l’inflazione e portarla al 2%.
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Il comparto bancario europeo, con particolare riferimento a quello italiano, continua a registrare crescite significative in termini di capitale, stimolando l'attenzione di molti trader e investitori. Il motivo di tale entusiasmo può essere individuato nel processo di aumento dei tassi d'interesse degli ultimi anni, i quali hanno avuto un impatto diretto e positivo sui bilanci delle banche. Con riferimento all'ultima stagione delle trimestrali, sono emersi dati particolarmente promettenti, nonostante…
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Bilancio decisamente in attivo per i primi cinque gruppi bancari italiani nel terzo trimestre dell’anno. Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps, Bper hanno messo a segno un aumento dei proventi operativi del 21,8%, grazie ad una crescita del margine di interesse del 56,7% rispetto allo stesso periodo del 2022 e nonostante un leggero calo (- 2,7%) delle commissioni. Stabili i costi operativi (-0,3%), in ulteriore riduzione il costo del personale (-1,1%).
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Le banche italiane hanno ripreso a macinare utili, ma tengono ben stretti i cordoni della borsa quando si tratta di concedere prestiti. Una situazione che non ha paragoni nelle altre grandi economie europee, riconducibile in parte al timore di una recessione nei mesi a venire e in parte alla desertificazione degli sportelli – particolarmente forte a Nord Est – che evidentemente non permette di fare valutazioni caso per caso sulle storie aziendali, lasciando spazio alle…
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UTILI RECORD PER LE BANCHE E TASSI SUI CONTI CORRENTI, SILEONI IN DIRETTA SU RADIO RAI UNO Il segretario generale della Fabi ospite della trasmissione Sportello Italia. La spinta ai profitti degli istituti di credito arriva dall’aumento del costo del denaro deciso dalla Bce. Il dibattito con Barbara Puschiasis di Consumatori Attivi
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Le banche italiane si apprestano a concludere il 2023 con una crescita boom degli utili, sostenuta dall’effetto dei rialzi dei tassi da parte della Bce di Christine Lagarde. E’ sempre la FABI, il sindacato dei bancari, a calcolare i profitti incassati dalle principali banche italiane: UniCredit, Intesa SanPaolo, Mps, Bper e Banco BPM, dopo aver presentato un’altra analisi dedicata nello specifico a quanto emerso dalle ultime trimestrali degli istituti di credito.
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Non si ferma la corsa delle banche italiane. Hanno raggiunto quotazioni stellari ma continuano a volare. Stamane, infatti, Monte Paschi di Siena e Bper sono state sospese per eccesso di rialzo rispettivamente a 2,87 euro (+7%) e a 3,495 euro (+6,1%), mentre Bamco Bpm è schizzata ai nuovo massimi a quota 5,312 euro in crescita del 4,44%. Che cosa sta succedendo al credito tricolore Intanto, ci sono i numeri.
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Si avviano a superare quota 40 miliardi di euro gli utili totali che le banche italiane realizzeranno nel 2023: secondo Fabi, il sindacato del bancari, i brillanti risultati raggiunti nei primi tre trimestri dell’anno, confrontati con quelli dei 12 mesi precedenti, consentono di stimare che i profitti del settore bancario del nostro Paese si attesteranno, complessivamente, attorno a 43 miliardi e 431 milioni.
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Roma, 13 nov. – Le cinque principali banche italiane hanno complessivamente realizzato utili netti per 5,2 miliardi di euro nel terzo trimestre, “più del doppio rispetto a un anno prima”. Lo rileva l’agenzia di rating di Bbrs Morningstar, aggiungendo che escludendo alcuni costi una tantum – come gli accantonamenti per le sanzioni contro la Russia, le spese di ristrutturazione di Mps o quelle sull’operazione Bper-Carige – la crescita degli utili su base annua risulta dell’86%.
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Gli esperti di Dbrs Morningstar fanno un bilancio dei conti pubblicati dalle banche italiane: bene il capitale (Cet1 medio al 15,3%), il calo dei costi operativi, degli accantonamenti per perdite su crediti e del costo del rischio. Buffer adeguati anche in futuro. Ma il margine di interesse raggiungerà presto il picco
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L’aumento dei tassi d’interesse da parte della BBCE spinge glu uti dlele banche che, a fine anno, potrebbero risultare in crescita del 70% oltre quota 40 miliardi. E' quanto stima l'ufficio studi della FABI, il sindacato rappresentativo dei bancari, secondo cui i brillanti risultati raggiunti nei primi tre trimestri dell’anno, confrontati con quelli dei 12 mesi precedenti, portano ad una proiezione di 43,4 miliardi.
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Fabi ha pubblicato un calcolo decisamente interessante sul fronte delle principali cinque banche italiane. Nel corso dei primi nove mesi del 2023, infatti, sono stati accumulati circa 16 miliardi di euro di utili. La cifra precisa è 15,7 miliardi, che rappresenta una sorta di regalo, per dirlo in maniera “volgare”, proveniente direttamente dalla Banca centrale europea. Il tutto attraverso l’aumento dei tassi di interesse, che ha portato a nuovi record per il settore bancario italiano.
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La locomotiva Italia sta rallentando, le stazioni della crescita stabile e duratura si allontanano, le imprese restano piccole, sotto capitalizzate, restie a fusioni, incorporazioni, quotazioni sui mercati finanziari regolamentati. Eurolandia, per la verità, non sta facendo meglio dell'Italia, anzi la locomotiva per antonomasia, quella tedesca, sta pagando dazio, più di ogni altra nazione continentale, tanto da essere, già nel terzo trimestre, in recessione tecnica, seppur minima.
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