Un romanzo in undici capitoli: la vita di una donna, forse non una come tante ma nemmeno così rara. Gabrielle (Léa Drucker) è chirurga, a capo di un’equipe nell’impoverita sanità pubblica francese, corre e lotta fianco a fianco al collega Kamyar (Laurent Capelluto), che non ha il suo attaccamento stakanovista alla professione (lui lo chiama “mistica della martire”) ma che si intuisce è, o almeno è stato, qualcosa di più di un semplice compagno di lavoro.
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