Il prezzo del petrolio greggio WTI è arretrato nuovamente, scivolando sotto il supporto psicologico dei 75 dollari al barile in scia al primo round di colloqui diplomatici tra USA e Iran in Svizzera. Le indiscrezioni indicano un clima negoziale costruttivo, ma il mercato resta consapevole che la situazione può cambiare rapidamente, come innumerevoli volte hanno dimostrato le parti in gioco e gli Stati Uniti di Trump in particolare.
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Chiusura del 19 giugno Seduta decisamente positiva per il Light Sweet Crude Oil, che ha terminato in rialzo del 3,80%. Lo status tecnico di medio periodo del greggio WTI ribadisce la trendline negativa. Tuttavia, analizzando il grafico a breve termine, si evidenzia un andamento meno intenso della linea ribassista che potrebbe favorire uno sviluppo positivo della curva verso l'area di resistenza individuata a quota 80,79.
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Si presenta una settimana scarica di dati, ma allo stesso tempo interessante dal punto di vista tecnico soprattutto per molti asset fondamentali come ad esempio lo Yen che si trova su livelli molto pericolosi per la BoJ. Sará inoltre interessante vedere come il petrolio proseguirá il suo andamento dopo la chiusura negativa della scorsa settimana. Petrolio marcatamente ribassista Forte ribasso quello del Petrolio Wti che di fatto sta scendendo in modo molto forte da qualche settimana a questa parte.
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Quanto al gas naturale, la stabilizzazione poco sotto i 3,20 dollari conferma la dinamica delle ultime settimane, con una commodity sostanzialmente neutrale e priva di stimoli direzionali sufficienti a rompere la fascia laterale di oscillazione. Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 75,49 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,275 dollari, in allungo rialzista.
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Chiusura di settimana altalenante per i prezzi del petrolio, che si avviano comunque ad archiviare l'ottava con una perdita settimanale dell'8-9%, sui minimi da inizio marzo.L'annullamento improvviso dei colloqui di follow-up previsti a Bürgenstock, in Svizzera, avevano spinto il Brent in rialzo dello 0,8% fino a 80,48 dollari al barile e il WTI vicino al +1% a 77,35 dollari, sull'incertezza circa la possibilità di trasformare l'accordo provvisorio in una pace duratura.
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Il petrolio potrebbe aver superato la fase più acuta della crisi mediorientale. Dopo l'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran che ha esteso il cessate il fuoco e avviato una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, Goldman Sachs ritiene che il mercato stia entrando in una fase di progressiva normalizzazione. Secondo Jerome Dortmans, co-responsabile del Global Oil and Products Trading della banca americana, gran parte dell'impatto geopolitico è già stato incorporato nelle quotazioni.
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Roma, 19 giu. – Le quotazioni del petrolio si mostrano in ripresa sui mercati asiatici dopo il forte ribasso dei giorni scorsi legato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Wti si attesta a 77,29 dollari, mentre il Brent salr a 79,87 dollari al barile.
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Genova – La pace o la promessa di pace in Iran ha portato una ventata di ottimismo sui mercati e in particolare sui mercati dell’energia. Il prezzo del petrolio è calato abbastanza rapidamente, e tutti si chiedono che cosa produrrà in termini concreti questa nuova situazione, quanto e quando potrà impattare sul caro carburanti e di conseguenza sull’inflazione. Anche perché a inizio luglio scadran…
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Il prezzo del petrolio è tornato a correre, e lo ha fatto con uno scatto improvviso che ha colto in contropiede i mercati. Nella seduta dell’8 giugno 2026 il Brent, riferimento internazionale del greggio, è salito di oltre il 3% superando quota 96 dollari al barile, mentre il WTI americano si è spinto oltre i 93 dollari. Un movimento netto, che ha cancellato in poche ore i ribassi della seduta precedente e ha riportato…
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