La testa e il corpo di Giorgia Meloni sono a Bruxelles, dove da oggi sarà impegnata in un Consiglio europeo potenzialmente cruciale. Ma il cuore della premier è ancora idealmente alla Camera, dove mercoledì ha mandato in tilt il centrosinistra attaccando il Manifesto di Ventotene. "Questa non è la mia Europa", ha sottolineato dopo aver letto i passi più controversi del "teso sacro" dell'europeismo di sinistra forgiato da Spinelli, Rossi e Colorni negli…
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Partenza col traghetto da Formia alle 9 e rientro alle 15. Il Pd promuove per sabato una manifestazione a Ventotene in difesa dei valori europei dopo l'attacco ieri al Manifesto da parte della premier Giorgia Meloni in aula alla Camera. L'idea è partita dal deputato romano Roberto Morassut ed è stata raccolta del Pd laziale. La macchina organizzativa è già part…
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“Una piazza per l’Europa” è la manifestazione, tenutasi sabato scorso, nata da un appello pubblicato su Repubblica da Michele Serra con lo scopo di riaffermare i principi e i valori dell’Unione europea ritenuti in pericolo, a suo dire, da populismi e sovranismi. In tale occasione è stato ricordato il Manifesto di Ventotene, oggetto, successivamente di ampie critiche da parte del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
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«Ventotene? Avete visto le reazioni scomposte? Secondo me quel manifesto non lo hanno letto neanche loro». Calici in su. Uno resta vuoto. «Ho fatto un fioretto di Pasqua...». Giorgia Meloni è a tavola con i suoi. Beve acqua. Al suo fianco una trentina di eurodeputati brindano e ridono in una saletta privata del The Hotel, all'ultimo piano del grattacielo dove spesso fa capolino Volodymyr Zelensky. «Ma vi sembra normale?».
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Il Manifesto di Ventotene torna a scaldare il clima politico. Oggi nuovo scontro nell'Aula di Palazzo Madama sulle parole di ieri di Giorgia Meloni sul Manifesto di Ventotene. La prima a intervenire a inizio seduta è Raffaella Paita di Italia viva che vuole "stigmatizzare le parole" usate ieri alla Camera dalla premier. "Quello che è accaduto ieri è grave per la democrazia e per l'Europa - ha detto tra le urla e le proteste dei parlamentari…
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BRUXELLES. «Ho toccato un nervo scoperto». All’ultimo piano del The Hotel di Bruxelles, Giorgia Meloni chiude la giornata cominciata alla Camera con l’attacco al Manifesto di Ventotene. Ieri sera, nel cuore dell’Ue, si attovaglia con una trentina di eurodeputati di FdI. E’ la prima cena dopo il loro insediamento e, soprattutto, dopo lo strappo su Ursula von der Leyen che «ha dimostrato la nostra …
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La polemica sul manifesto di Ventotene accesa da Giorgia Meloni alla Camera arriva anche nell’Aula del Senato. All’inizio della seduta, alcuni parlamentari di opposizione sono intervenuti tra le urla e le proteste dei senatori della destraper stigmatizzare gli attacchi rivolti dalla premier al testo ispiratore dell’Unione europea, scritto dagli intellettuali antifascisti al confino Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed…
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Lo scontro sul Manifesto di Ventotene si sposta al Senato. All'inizio della seduta odierna a Palazzo Madama, a intervenire sul tema che ieri ha infuocato la giornata politica, e poi monopolizzato la prima serata della Rai, è stata la senatrice Raffaella Paita di Italia Viva, secondo la quale " quello che è accaduto ieri (la lettura da parte di Meloni di alcuni passi del Manifesto, ndr) è grave per la democrazia e per l'Europa ".
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Le opposizioni? Unite nello sdegno per le parole di Giorgia Meloni sul Manifesto di Veltotene e nella sceneggiata a Montecitorio, con l'aula trasformata in un circo. Ma la verità è che nemmeno sulla protesta i leader di Pd e Movimento 5 Stelle riescono ad andare d'accordo. "Elly Schlein passeggia nervosamente nel Transatlantico e poi si allontana velocemente. Giuseppe Conte non c’è", è l'attacco del retroscena di Maria Teresa Meli sul…
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Ha creato polemiche il passaggio dell'intervento di Giorgia Meloni alla Camera, in cui la presidente del Consiglio - con un attacco studiato ad arte per attirare l'attenzione, distogliendola dalle divisioni del governo su questioni come il riarmo europeo - ha citato alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, uno dei testi fondanti del federalismo europeo. Poche ore dopo, i discendenti degli autori del manifesto ne hanno preso le difese…
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Al termine della giornata che politicamente passerà alla storia come quella del "caso Ventotene" in Parlamento, la premier Giorgia Meloni ha incontrato gli europarlamentari di Fratelli d'Italia a Bruxelles, in un hotel del centro della capitale belga. Alla vigilia del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio e leader di FdI ha ringraziato i suoi euro-deputati di Ecr per il lavoro che stanno facendo in aula e in commissione.
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Su Ventotene “ho fatto arrabbiare tutti? Ho solo letto un testo. Un testo si può distribuire ma non leggere? È un simbolo del quale ho riletto i contenuti. Non capisco cosa ci sia di offensivo nel leggere il testo. Non l’ho distorto, l’ho letto testualmente. Ma non per quello che il testo diceva 80 anni fa, ma per il fatto che è stato distribuito sabato scorso. Un testo 80 anni fa aveva la sua contestualità.
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Prof. Alfonso Celotto Giorgia Meloni e il manifesto di Ventotene Il prof. Alfonso Celotto, è intervenuto in diretta per commentare le parole di ieri alla camera di Giorgia Meloni. Intervenuta per le comunicazioni in vista del consiglio europeo, ha letto alcuni passaggi del manifesto di Ventotene, uno dei testi fondanti dell'unione europea, criticando e suscitando le proteste dell'opposizione. Proviamo a fare chiarezza su questo documento.
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Ventotene è lontana. Anche se il passato torna spesso, il suo uso parla al presente. Il Manifesto di Ventotene non fa eccezione, è incomprensibile senza il confronto con il regime e con la guerra. Gli autori, personalità del socialismo liberale erano al confino, ma osservavano l’Europa in fiamme. Nel 1939 il nazionalsocialismo e il comunismo si erano alleati, Hitler aveva poi conquistato gli Stati liberali, iniziando la guerra contro Stalin e contro gli Usa (diventati così alleati).
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“Questa non è la mia idea di Europa”. Così Giorgia Meloni, dai banchi del governo alla Camera dei Deputati ha liquidato il manifesto di Ventotene, scatenando le ire dell’opposizione (e del Quirinale) per lo sfregio a quello che è considerato uno dei testi fondativi dell’Unione Europea. Certo, potrebbero obiettare da Palazzo Chigi, Meloni ha fatto riferimento esclusivo al passaggio in cui si parlava di dittatura del proletariato e abolizione della proprietà privata.
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L'Europa è un equivoco. È solo una voce che qualcuno ha messo in giro. È una torre di Babele dove le parole hanno un significato diverso in base a chi le ascolta. Nessuno, soprattutto, ha voglia davvero di parlare di Europa, perché se lo fai poi devi dargli un volto, un senso, una direzione. È sempre meglio restare sul vago, così ognuno può immaginarsi l'Europa e modo suo, facendo finta che c'è spazio per tutti.
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Oggi in edicola, i principali quotidiani si concentrano sulla seduta sospesa alla Camera dopo le parole della premier sul manifesto di Ventotene: “Non è la mia Europa” e sulle reazioni dell'opposizione, alla vigilia del Consiglio europeo di oggi. Ampio spazio anche all’arresto del sindaco di Istanbul Imamoglu, principale avversario di Erdogan, alla ripresa dei bombardamenti a Gaza e alla telefonata Trump-Zelensky, con le parole di ottimismo Kiev: “Pace duratura possibile entro l'anno”
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Oggi, giovedì 20, e domani, venerdì 21 marzo, Giorgia Meloni è a Bruxelles per il Consiglio europeo su Ucraina e difesa. Prima di partire la premier è intervenuta alla Camera, scatenando la bagarre tra le opposizioni. Ieri infatti Meloni ha infiammato l'Aula di Montecitorio criticando alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene, considerato uno dei testi fondanti dell'Unione europea: "Non è la mia Europa", ha dichiarato la premier.
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"Ho letto un testo: non capisco cosa ci sia di offensivo. Un testo si può distribuire ma non leggere?", spiega all’ora di cena. È impossibile credere che una politica esperta come Giorgia Meloni non fosse consapevole delle conseguenze che avrebbero avuto le sue parole molto forti su "un testo sacro della Repubblica antifascista" come il Manifesto di Ventotene, scritto da Spinelli e Rossi. Più che prevedibile la rissa che si è scatenata in Aula e l’enorme irritazione del Colle: nel…
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Pierluigi Battista, giornalista, ex vicedirettore del Corriere della Sera, studioso di storia, sicuramente liberale. Giorgia Meloni ha detto che l'Europa immaginata da Altiero Spinelli non è la sua Europa. Sacrilegio? «No. Da sincero liberale e da persona che ha un grande rispetto per Spinelli e Rossi, che stavano a Ventotene al confino e non in vacanza, credo che Giorgia Meloni abbia ragione». Perché? «Perché quel manifesto va letto.
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Pierluigi Battista: «Quel manifesto va letto. E se lo leggi ti accorgi che non c’è scritto “viva l’Europa”. C’è scritto cosa loro volevano che diventasse l’Europa» Il giornalista ed ex direttore del Corriere della Sera Pierluigi Battista dice che Giorgia Meloni ha ragione sul Manifesto di Ventotene. E lo dice «da sincero liberale e da persona che ha un grande rispetto per Spinelli e Rossi, che stavano a Ventotene al confino e non in vacanza» in un’intervista a Hoara Borselli per Il…
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Buongiorno dalla redazione di Today.it. Ecco Start, le notizie da sapere per iniziare la giornata: oggi è giovedì 20 marzo 2025. Bufera su Meloni Caos alla Camera con urla e proteste, col presidente Lorenzo Fontana che fatica a mantenere l'ordine e deve sospendere più volte i lavori. A innescare la polemica sono le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella replica dopo…
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Se si fa una ricerca di archivio non si troverà una condanna del fascismo così dura e appassionata quanto è stata la sua critica al testo considerato la bibbia dell’antifascismo e dell’europeismo. Ma, in fondo, non è una scoperta se si conosce la storia di Giorgia Meloni. A chi in questi anni le ha chiesto perché non si pronuncia mai a favore dell’antifascismo, che è l’ingrediente fondativo della…
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Il tema della polemica sul manifesto di Ventotene continua a tenere banco. Ieri sera, durante la cena di Meloni a Bruxelles con gli eurodeputati, la premier avrebbe espresso soddisfazione per quanto andato in scena poche ore prima alla Camera, asserendo di aver avuto l'intenzione di dire quelle frasi addirittura il giorno prima, al Senato. "Avete visto le reazioni scomposte? Secondo me quel manifesto non lo hanno letto…
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