Le elezioni europee hanno decretato vincitori e vinti anche in Italia. C'è chi trionfa e gioisce, e chi invece rosica e si sta già rimboccando le maniche per rimettersi in pista. Vediamo chi sono i grandi esclusi nel nuovo Parlamento europeo che prende forma dopo il voto di questo 8 e 9 giugno 2024. Matteo Renzi Alle elezioni europee 2024 il re degli esclusi a Strasburgo è Matteo Renzi, che in mezzo agli illustri vincitori, da Giorgia Meloni a Ilaria Salis, accetta la sconfitta…
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L’unica buona notizia per entrambi è che anche l’altro sia rimasto fuori dal Parlamento Europeo. Il resto è un fallimento, così netto che Matteo Renzi e Carlo Calenda chinano il capo e ammettono il ko. Ha perso loro famiglia europea Renew Europe, ha subito una scoppola storica il loro dante causa Emmanuel Macron, la soglia di sbarramento è rimasta un miraggio per Stati Uniti d’Europa e Azione, sono evaporati centinaia di migliaia di voti rispetto alle…
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"Abbiamo perso. In una campagna elettorale per le europee in cui nessuno ha parlato davvero di Europa, noi l'abbiamo fatto provando a trasformare un sogno - quello degli Stati Uniti d'Europa - in un obiettivo politico concreto, parlando delle riforme che servono all'Europa per dare davvero ai cittadini le risposte che oggi non riesce a dare. I risultati di questa notte parlano chiaro e ci dicono che tutto questo non è bastato".
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– Matteo Renzi, Emma Bonino, Carlo Calenda. Sono questi alcuni dei grandi nomi esclusi dal Parlamento Ue. Le loro liste non hanno superato la soglia di sbarramento del 4% fissate per queste elezioni europee, sebbene il leader di Italia Viva abbia catalizzato 193mila preferenze, quello di Azione quasi 82mila e la storica esponente dei Radicali 65.500 nelle due circoscrizioni in cui si presentava. Un vero e proprio flop per il cosiddetto terzo polo, di cui Calenda incolpa l’ex…
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“Un'area che vale quasi il 10% non entra in parlamento: responsabilità della rottura di Azione”. Conzatti (Italia Viva) e la débâcle di Stati Uniti d'Europa L'ex senatrice Donatella Conzatti (Italia Viva) commenta amareggiata i risultati delle Europee, dove la lista Stati Uniti d'Europa non ha superato la soglia di sbarramento chiudendo con il 3,76%: “Eravamo…
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Oui, nein, forse: le lingue sono ancora una netta divisione nella democrazia svizzera? Il tradizionale piatto a base di patate, il rösti, è diventato un simbolo delle divisioni linguistico-culturali in Svizzera. Keystone / Jean-Christophe Bott Due proposte per affrontare il problema degli elevati costi della sanità hanno ottenuto il sostegno della Svizzera francese e della Svizzera italiana, ma non hanno raggiunto la maggioranza a livello nazionale.
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In democrazia, seppure parziale, seppure drogata, seppure inefficiente e decadente e manipolata e forse persino fasulla che ormai pervade l'Occidente, la regola permane: chi partecipa gioca, magari solo simbolicamente, e chi non gioca resta fuori. Ma è davvero proprio così? In parte no. Certamente vale la regola anche del meno peggio: se non lo voti arriva più facilmente prima il peggio. E se non vai a votare comunque poco cambia.
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