Manovre militari in corso per un'incursione nel Rojava dopo il rovesciamento del regime di Assad: «Se entrano sarà una catastrofe» La Turchia di Recep Tayyip Erdoğan e le milizie alleate si starebbero preparando a un’incursione su larga scala nel territorio controllato dai curdi-siriani. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita funzionari Usa, Paese che sostiene (con intensità variabile) quel popolo.
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La Turchia e le milizie alleate rafforzano il dispiegamento di unità al confine con la Siria e nuovi sviluppi potrebbero essere imminenti. A confermarlo sono fonti ufficiali statunitensi. I curdi si rivolgono a Donald Trump e gli chiedono di mantenere la promessa che "gli Stati Uniti non li abbandoneranno", che "tuteleranno la dignità e la sicurezza di coloro che sono stati alleati fedeli nella battaglia per pace e sicurezza".
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Di Giuseppe Gagliano – L’offensiva dei ribelli siriani che ha portato alla caduta di Damasco e alla fuga di Bashar al-Assad verso Mosca non è stata soltanto il risultato delle avanzate terrestri sul campo. Un ruolo cruciale è stato giocato dalla guerra elettronica turca, la cui tecnologia ha permesso di neutralizzare le telecomunicazioni militari del regime e di disorientare le forze fedeli all’ex presidente.
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DAMASCO (Siria) Uscite rapidamente di scena l’Iran e la Russia, ora alla ribalta della nuova Siria si affaccia la Turchia che, in seguito al successo militare delle forze dei ribelli anti-Assad, ha immediatamente riaperto la propria ambasciata a Damasco, dopo una chiusura durata 12 anni. Ed Ankara ha deciso di battere il ferro finché era caldo. "La Turchia è pronta a fornire aiuti militari al nuovo governo, se esso ce lo chiederà", ha annunciato ieri il ministro turco…
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Il regime siriano di Bashar al-Assad è crollato e in soli dieci giorni la fine del Governo che da oltre cinquant'anni dominava a Damasco ha portato i militanti d'opposizione a conquistare la parte del Paese in mano agli ex lealisti e ha stravolto la mappa del Paese levantino. Ora che il governo di transizione di Mohammad al-Bashir, vicino al gruppo
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Chi ha vinto e chi ha perso in Siria Le dinamiche geopolitiche in Siria che hanno condotto all'uscita di scena di Assad. Estratto di un approfondimento di Manlio Graziano per Appunti, la newsletter di Stefano Feltri. All’inizio della rivolta del 2011, la Turchia era il modello degli insorti: un Paese musulmano, democratico e in rapido sviluppo economico. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan si sarebbe accontentato di quel ruolo e, d’altra parte, quella carta si stava svalutando in seguito alle trattative con i curdi di casa propria per una…
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Parla Valeria Giannotta, direttrice scientifica dell’Osservatorio Turchia del Cespi che avanza ipotesi interessanti sulla Siria del dopo Assad e sul ruolo crescente di Erdogan ma non solo Un protettorato turco con enclave russe e il riconoscimento per i curdi. Fantapolitica? O potrebbe essere questo il futuro politico della Siria all’indomani della fine del regime di Assad, la sua fuga a Mosca e la…
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Aveva sospeso le operazioni nel 2012 a causa dell'aggravarsi delle condizioni di sicurezza durante la guerra civile siriana L’ambasciata della Turchia a Damasco in Siria riaprirà domani, sabato, dopo 12 anni, per la prima volta dal 2012. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in un’intervista alla tv turca Ntv. Fidan ha dichiarato che il nuovo incaricato d’affari ad interim è partito per Damasco venerdì insieme alla sua delegazione.
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Di Lorenzo Pallavicini – La repentina e improvvisa caduta di Bashar al-Assad in Siria pone un nuovo assetto nel Mediterraneo orientale e vede la Turchia come la vincitrice di questa competizione geopolitica che ha visto per Iran e Russia una sconfitta, dal momento che al-Assad era il loro uomo di fiducia nell’area mediorientale, protetto con grandi sforzi militari durante gli anni della guerra civile siriana
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Il Governo di sicurezza nazionale appena insediato in Siria, quello in mano ai ribelli guidati da Abu Muhammad Jolani, vivrà un periodo di transizione turbolento. Il pragmatismo e il localismo diventano l'assunto per il nuovo governo siriano che sarà guidato dal primo ministro Muhammad Bashir, almeno fino alle prossime elezioni del marzo 2025. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Bashir riconosce di aver ereditato "un'amministrazione elefantiaca, tormentata dalla corruzione.
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Gaiani: “In Siria perdono i curdi e l’Iran, ma il vincitore è Erdogan” Il futuro della Siria dopo l’insediamento dei ribelli guidati dal movimento HTS e le prospettive per le potenze che hanno influenza nella regione mediorientale. Questi i temi dell’intervista al direttore di Analisi Difesa a TGCOM 24 MEDIASET la sera del 8 dicembre. Guarda il video qui sotto, a questo link o sul Canale You Tube di Analisi Difesa.
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Si disperde il fumo delle battaglie e la Siria, nonostante le incertezze e le sofferenze vissute, riparte dopo tredici anni di guerra civile. Ma dietro la figura ancora misteriosa del leader dei ribelli, Abu Mohammed al-Jolani, emerge quella del vero arbitro e facilitatore in silenzio del rovesciamento del regime di Assad: il leader turco, Recep Tayyp Erdogan. È a lui, più che a una leadership semi-sconosciuta, che si rivolgono oggi gli occidentali, a cominciare dal presidente…
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Nella sua video rubrica, «Oriente Occidente», Federico Rampini commenta la caduta del regime di Bashar al-Assad, in Siria, «un evento nella storia del Medio Oriente tra i più importanti dal 1948 ad oggi». La Siria è un paese chiave per gli equilibri geopolitici di quella parte di mondo: «Si ritirano i russi, troppo assorbiti dal conflitto in Ucraina – spiega Rampini – e si ritira anche l’impero persiano degli ayatollah di Teheran, che attraverso Hezbollah consideravano la Siria anello decisivo della loro influenza in Medio Oriente».
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MONDO. Il crollo del regime di Bashar al-Assad è stato troppo rapido e improvviso per poterlo già valutare appieno. È chiaro che ha molto influito la situazione di difficoltà dei suoi tre alleati principali: l’Iran a rischio guerra con Israele (e gli Usa), l’Hezbollah libanese mutilato dallo scontro con Israele, la Russia stressata dalla guerra in Ucraina. Altrettanto evidente è che la calata dal Nord di jihadisti e milizie filo-turche è stata troppo ben organizzata (basta pensare al tempismo dell’attacco), informata…
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Mario Hermoso, difensore spagnolo arrivato alla Roma durante il mercato estivo, non ha convinto pienamente. L’errore commesso contro la Sampdoria, che ha portato al gol avversario, è solo l’ultimo di una serie di prestazioni sottotono che hanno attirato critiche e acceso i riflettori sul suo futuro. Dopo essere rimasto svincolato, Hermoso aveva firmato con i giallorossi un contratto fino al 2027, ma la sua avventura nella capitale potrebbe concludersi prima del previsto.
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