Mercoledì 27 maggio 2026 In collaborazione con Il Sole 24 ore riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Ancora nessun segnale di inversione di tendenza sul fronte delle esportazioni di vino italiano il prodotto più export oriented dell’intero agroalimentare made in Italy. Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Unione italiana… Link alla notizia
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Ancora nessun segnale di inversione di tendenza sul fronte delle esportazioni di vino italiano il prodotto più export oriented dell’intero agroalimentare made in Italy. Secondo i dati dell’Osservatorio dell’Unione italiana vini nel primo trimestre del 2026 le vendite sui mercati extra Ue hanno chiuso con un fatturato vicino al…
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Nel primo trimestre dell’anno le esportazioni di vino italiano verso i mercati extra-Unione europea restano in territorio negativo, pur mostrando un rallentamento della discesa rispetto ai mesi precedenti. Secondo le rilevazioni dell’Unione italiana vini attraverso il proprio Osservatorio, il comparto chiude il periodo a ridosso del miliardo di euro, con una contrazione tendenziale dell’11%. Un dato che si confronta con il -16% registrato nel bimestre precedente e che trova…
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L'export vitivinicolo extra-Ue nel primo trimestre registra un -11%. Vendite in calo nei mercati consolidati, crescita in Russia, Cina, Messico e Brasile. Uiv: "Mantenere alta la guardia e ridurre le rese"
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Milano, 27 mag. – Si attenua ma rimane considerevole il calo delle vendite di vino italiano fuori dai confini Ue. Nel primo trimestre di quest’anno, rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), il prodotto made in Italy chiude nell’extra-Ue vicino a quota 1 miliardo di euro (valori tendenziali a -11%), limitando i danni riscontrati nel bimestre (-16%) grazie a un mese di marzo sostanzialmente stabile (-2,3% a valore e +3,9% a volume).
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Il vino italiano negli Stati Uniti se la passa malissimo, e pure quando vende margina meno. Dati su dati lo dimostrano: le etichette della Penisola scarseggiano in favore di altre scelte. È inutile, il vino italiano è destinato a convivere con un forte senso di scoramento. Non si fa in tempo ad uscire dai padiglioni di Veronafiere del Vinitaly che già bisogna fronteggiare l’ennesima brutta notizia, gli ennesimi dati che non ci permettono mai di aprirne una di quelle…
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Oltre un produttore di vino italiano su tre ha scelto di ridurre i prezzi negli Stati Uniti per restare competitivo dopo l’introduzione dei dazi. Tuttavia nel 2025 il volume delle vendite sul mercato americano è sceso comunque del 6,3%, incidendo sul dato generale delle esportazioni (-3,4%). È questo l’impatto delle tariffe stimato nell’ultimo report di Area Studi Mediobanca sul settore vinicolo, che analizza la performance di 255 produttori di vino e spumante…
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Che il mercato del vino sia partito con il freno a mano tirato non è propriamente una sorpresa, considerando anche come si era chiuso il 2025. Un trend certificato, comunque, dai numeri del primo bimestre 2026 per il vino italiano, anche se, nel Belpaese, febbraio ha mostrato una crescita rispetto a gennaio, secondo i dati Istat analizzati da WineNews , per un risultato complessivo di 1 miliardo di euro in valore nel dato cumulativo di febbraio 2026…
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A un anno esatto dall'istituzione delle tariffe aggiuntive istituite nell'aprile 2025 il saldo tendenziale segna un gap a valore del 17%, l'equivalente di oltre 340 milioni di euro in meno I dazi di Donald Trump inacidiscono e non poco il vino italiano anche a inizio 2026, che nel primo bimestre, dice l’ISTAT, segna -13,3% (1,03 miliardi di euro). L’importanza degli USA per il vino italiano Cruciali del resto gli USA per l’intero comparto con una…
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Nel report Mediobanca emerge la consapevolezza di un calo irreversibile dei consumi: il 66% delle imprese prevede un ulteriore decremento nei prossimi 5 anni. Se le piccole aziende arrancano, le più strutturate provano a differenziare l'offerta
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Secondo l’ultima indagine dell’Area Studi di Mediobanca dedicata al settore vinicolo, la strategia delle aziende italiane per il 2026 appare chiara: meno corsa ai volumi e maggiore attenzione al valore Il vino italiano rallenta e scopre un mercato sempre più difficile, dove non basta più produrre tanto o esportare molto. A emergere dall’ultima indagine dell’Area Studi di Mediobanca è un settore che continua a mantenere leadership e…
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Scendono le vendite complessive e soprattutto è in calo l'export, ma non smettiamo di rafforzare la nostra posizione di maggior produttore mondiale. Ormai nel mondo del vino è scattato l'allarme sovraproduzione, con finora pochissime ricette efficaci per farvi fronte, e l'Area studi di Mediobanca con il suo rapporto annuale, riferito ai 225 gruppi maggiori del settore, fa il punto preciso della situazione.
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IN BREVE Il report di Wine Monitor evidenzia come le tensioni geopolitiche e il rallentamento dei consumi spingano il vino italiano verso nuovi mercati emergenti. Le importazioni di vino in 13 Paesi emergenti sono aumentate mediamente del 7,1% annuo, raggiungendo 1,7 miliardi di euro. Polonia, Repubblica Ceca e Messico si confermano i mercati più attrattivi per il vino italiano, registrando una crescita continua nelle importazioni.
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Nel 2025 il comparto vinicolo italiano registra un calo delle vendite del 2,8% e una flessione dell'export del 3,4%, in un mercato sempre più selettivo. Meglio gli spumanti (-1,5%) e i vini premium (-2,2%), mentre soffrono soprattutto le imprese di minori dimensioni (-3,5%). E' quanto emerge dall'Indagine sul settore vinicolo in Italia pubblicata dall'Area Studi Mediobanca.L'Italia nello scenario mondialeNel 2025 la produzione mondiale di vino è stimata in 227…
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Milano, 20 mag. – “I dati emersi oggi dalla presentazione del report Mediobanca sul comparto vinicolo confermano il quadro difficile di un settore storicamente virtuoso e in grado di creare valore, non solo per se stesso ma anche per il sistema Italia. Di fronte alla necessità di rispondere al calo strutturale dei consumi e a fattori geopolitici sempre più impattanti, lo scenario è cambiato rispetto a pochi anni fa.
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L'Italia del vino è in frenata: l'anno scorso pesanti export e consumi, con un calo del 2,8% delle vendite complessive sul 2024 e una riduzione del 3,4% delle esportazioni. Lo afferma l'indagine annuale sul settore vinicolo dell'Area studi di Mediobanca, basata sulle 255 principali società di capitali italiane del settore. Secondo lo studio, nel 2025 la produzione mondiale di vino è stimata in 227 milioni di ettolitri (+0,6% sul 2024) mentre i consumi si attestano a 208 milioni di ettolitri…
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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si conferma il primo esportatore mondiale di vino, con oltre il 21% delle esportazioni globali e una produzione tornata ai vertici internazionali. Nel 2025 il nostro Paese ha prodotto 47 milioni e mezzo di ettolitri di vino, superando Francia e Spagna. Ma dietro questi numeri positivi emergono anche segnali di difficoltà, soprattutto sul mercato americano. Secondo l’Osservatorio di Unione Italiana Vini, nei primi mesi del 2026 l’export italiano ha registrato un calo del 13% in valore…
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Il 2026 vede ancora in difficoltà l’export di vino italiano con un tendenziale a valore nel primo bimestre, rilevato oggi da Istat, a -13,3% (1,03 miliardi di euro). Sulla performance – secondo un’analisi dell’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) sugli effetti nel primo anno di dazi americani – pesa in modo decisivo la debacle negli Stati Uniti, primo mercato al mondo per il Belpaese con una quota export (pre-dazi) pari al 24% e un controvalore annuo delle spedizioni vicino ai 2 miliardi di euro.
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