Michele Raviart – Città del Vaticano Il Papa continua a chiedere pace per le popolazioni del mondo che sono in conflitto. Dopo la preghiera dell’Angelus il pensiero del Pontefice va innanzitutto al Mynamar, dove “ormai da tre anni il pianto del dolore e il rumore delle armi hanno preso il posto del sorriso”. La giunta militare ha preso il potere nel Paese asiatico il primo febbraio del 2021, deponendo il governo del premio Nobel Aung San Suu Kyi, che si trova ai…
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"Ormai da tre anni il pianto del dolore e il rumore delle armi hanno preso il posto del sorriso che caratterizza la popolazione del Myanmar. Mi unisco perciò alla voce di alcuni Vescovi birmani, 'affinchè le armi della distruzione si trasformino in strumenti per crescere in umanità e giustizià. La pace è un cammino e invito tutte le parti coinvolte a muovere passi di dialogo e a rivestirsi di comprensione, perchè la terra del Myanmar raggiunga la meta della riconciliazione fraterna.
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Di Marco Mancini Città del Vaticano, sabato, 27. gennaio, 2024 12:00 (ACI Stampa). La vostra associazione è “nata a beneficio dei bambini della Cité des Jeunes Nazareth a Mbare, in Ruanda. Fu San Giovanni Paolo II a patrocinare questa iniziativa, a favore dei numerosi orfani provocati dal terribile genocidio che si scatenò in Ruanda nel 1994. Ah quel genocidio! Era terribile, terribile. Non bisogna dimenticarlo mai, per non ricadere”.
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Vatican News La soluzione più praticabile per raggiungere una pace duratura rimane quella dei due Stati, "con uno status speciale garantito a livello internazionale per la città di Gerusalemme". Quanto affermato da Papa Francesco a più riprese in merito alla questione mediorientale, viene ribadito con vigore da monsignor Gabriele Caccia, Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite di New York, che ieri, 24 gennaio, è intervenuto sulla situazione in…
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Roma, 24 gen. – “La guerra stessa è una negazione dell’umanità: non stanchiamoci di pregare per la pace, perchè cessino i conflitti, si arrestino le armi e si soccorrano le popolazioni stremate. Penso al Medio Oriente, alla Palestina, a Israele, alle notizie inquietanti che provengono dalla martoriata Ucraina, soprattutto per i bombardamenti che colpiscono luoghi frequentati da civili, seminando morte, distruzione e sofferenza”.
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Durante l'udienza generale il pontefice ha anche lanciato un nuovo appello invitando a "pregare per la pace, perché cessino i conflitti, perché si arrestino le armi e si soccorrano le popolazioni stremate ascolta articolo "Il ricordo e la condanna di quell'orribile sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi avvenuto nella prima metà del secolo scorso aiuti tutti a non dimenticare che le logiche dell'odio e della violenza non si possono mai giustificare perché negano la…
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"Sabato prossimo 27 gennaio si celebra la Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell'Olocausto. Il ricordo e la condanna di quell'orribile sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi avvenuto nella prima metà del secolo scorso aiuti tutti a non dimenticare che le logiche dell'odio e della violenza non si possono mai giustificare perché negano la nostra stessa umanità". Poi ha lanciato un nuovo appello per la pace perché "la guerra stessa - ha detto - è una…
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Città del Vaticano “La guerra stessa è una negazione dell’umanità, una negazione dell'umanità”. A ribadirlo, due volte, è Papa Francesco che, al termine dell’udienza generale si rivolge con queste parole ai pellegrini di lingua italiana. Una riflessione che parte dal sottolineare che sabato prossimo, 27 ottobre, si celebrerà la Giornata Internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto.
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Di Andrea Gagliarducci Città del Vaticano, mercoledì, 24. gennaio, 2024 10:00 (ACI Stampa). “La guerra stessa è una negazione dell’umanità”. Papa Francesco lo ribadisce al termine dell’udienza generale, con una riflessione che parte dalla Giornata delle Memoria che si celebra il prossimo 27 gennaio e che arriva alla richiesta, l’ennesima, di pregare per la pace, con uno sguardo speciale in Terrasanta e uno particolare alla martoriata ucraina.
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