Quest’anno i contribuenti italiani hanno dovuto lavorare ben 156 giorni, dall’inizio di gennaio fino al 6 giugno, solo per onorare gli obblighi fiscali. Un “tax freedom day” che, secondo le elaborazioni della Cgia di Mestre, arriva con quasi due settimane di ritardo rispetto al 2002, quando l’Italia registrò la pressione fiscale più bassa degli ultimi trent’anni. Il calendario del fisco italiano, fitto di decine di scadenze, si traduce in versamenti indispensabili per coprire spese…
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L’Italia ha “lavorato per il fisco” fino al 6 giugno 2025, pari a 156 giorni dall’inizio dell’anno. È la fotografia del “giorno di liberazione fiscale” elaborata dall’Ufficio Studi CGIA: su un Pil previsto a 2.256 miliardi, a fronte di entrate tributarie e contributive stimate in 962,2 miliardi, il peso complessivo del prelievo vale 42,7% del Pil. Da qui l’idea-forza: solo da giugno in avanti gli italiani “lavorano per sé”, per 209 giorni fino a fine…
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In Trentino-Alto Adige ci sono quasi 42mila lavoratori irregolari, ovvero persone che percepiscono un’entrata ma non la dichiarano al fisco, su un totale di quasi 580mila occupati. Questi i dati, pubblicati ieri dall’ufficio studio della Cgia di Mestre, relativi al 2022. Il tasso di irregolarità in regione si attesta intorno al 7,2%, ben 2,5 punti percentuali sotto alla media italiana. Anzi, se si vanno a vedere le due province…
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Secondo uno studio dell’Ufficio studi della CGIA, nel 2025 i contribuenti italiani hanno impiegato 156 giorni per versare tutte le imposte e i contributi richiesti dal fisco, lavorando di fatto per lo Stato fino al 6 giugno. Solo da quella data e fino al 31 dicembre, pari a 209 giorni, lavoreranno per sé stessi e le proprie famiglie. Il fenomeno è aggravato dalla presenza di circa 2,5 milioni di evasori fiscali stimati…
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Mediamente un dipendente si vede “sfumare” almeno un terzo del suo stipendio lordo a causa di trattenute fiscali e previdenziali. Le prime, in particolare, sono le meno sopportate. Il malessere diventa quasi intolleranza se si pensa che esistono sullo stesso territorio nazionale qualcosa come 2,5 milioni di evasori. Il risultato di tutto questo, secondo i calcoli dell’Ufficio studi della…
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/09/2025 MESTRE – Sono circa 40mila gli evasori fiscali nella nostra regione, tra questi sono compresi anche i lavoratori irregolari. Meno che in altre regioni d’Italia. Ma il peso dei disonesti ricade su chi le tasse le paga regolarmente. – Intervistati PAOLO ZABEO (COORDINATORE CENTRO STUDI CGIA MESTRE) (Servizio di Francesco Pezzella) Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest.
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Il fisco assorbe 156 giorni di lavoro degli italiani 20 settembre 2025 Nel 2024 gli italiani hanno lavorato 156 giorni per adempiere a tutti gli obblighi fiscali: solamente dal 6 giugno hanno iniziato a guadagnare per sé e le proprie famiglie. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre, che sottolinea come a pesare sia anche la presenza di almeno 2,5 milioni di evasori, in gran parte lavoratori irregolari.
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Fenomeno tuttora esteso nel tessuto economico del nostro paese e molto spesso fonte di prevaricazioni e abusi nei confronti dei lavoratori precari soprattutto in alcune realtà del comparto tessile, l’occupazione irregolare coinvolge circa 2,5 milioni di uomini e donne. Persone che - evidenzia l’Ufficio studi della Cgia di Mestre richiamando le analisi Istat del 2022 - svolgono la mansione di dipendenti senza la garanzia di un contratto nazionale, o esercitano un’attività autonoma in assenza della partita Iva.
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Anche a causa dei 2,5 milioni evasori, quest'anno i contribuenti hanno impiegato 156 giorni per onorare tutte le richieste avanzate dal fisco. In altre parole, per rispettare le decine di scadenze previste dal calendario fiscale, le persone fisiche e quelle giuridiche hanno teoricamente lavorato per lo Stato sino all'inizio dello scorso mese di giugno. Versamenti che, rileva la Cgia, sono…
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Cgia: “Con 2,5 milioni di evasori i contribuenti pagano di più”. Si lavora per lo Stato fino al 6 giugno, poi per sé Nel 2025 i contribuenti italiani hanno impiegato 156 giorni per onorare tutte le scadenze fiscali. In pratica, fino al 6 giugno persone fisiche e giuridiche hanno lavorato teoricamente per lo Stato, mentre solo dal giorno successivo fino al 31 dicembre possono considerare i guadagni a disposizione per sé e per le proprie famiglie.
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In Italia i contribuenti onesti lavorano 156 giorni all'anno solo per pagare le tasse, dal primo gennaio al 5 giugno. Secondo la CGIA di Mestre, questo accade perché circa 2,5 milioni di persone lavorano completamente o parzialmente in nero, scaricando il peso fiscale su chi rispetta le regole.
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Pressione fiscale alle stelle soprattutto per coprire gli evasori. È quanto sostiene la Cgia di Mestre in uno studio in cui si stima che 2,5 milioni di italiani non paghino le tasse. Per compensare questo ammanco all'Erario, i contribuenti sarebbero costretti a lavorare 156 giorni, necessari per la retribuzione dei dipendenti pubblici, finanziare il sistema sanitario, la scuola, i trasporti, la sicurezza e, in generale, sostenere tutta la macchina statale.
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