Per una descrizione dei fatti oggetto della nota di ieri, non è da considerare inopportuno rievocare altri episodi accaduti nel tempo che fu. Tanto per mettere a fuoco quanto hanno fatto i... Leggi tutta la notizia
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Ansa L’inizio della fine ha un nome, ma anche una data e un luogo. Nell’ordine: Dieselgate, Settembre 2015, Salone dell’Automobile di Francoforte. Con una coincidenza probabilmente non casuale, proprio il tempio dove si celebrava il rito pagano del motorismo mondiale fece da sfondo alla deflagrazione dello scandalo più clamoroso della storia dell’auto. Alle accuse dell’Epa (Environmental Protection Agency) provenienti dagli Stati Uniti, il Gruppo Volkswagen rispose spiegando la…
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Tempi duri per chiunque, soprattutto se opera nel settore automobile. Il fatto non interessa solo il settore specifico, e l'affermazione è corretta. Altrettanto vale che l'impasse non riguardi... Leggi tutta la notizia
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Seguiamo da mesi il tracollo dell’automotive europeo, comparto che fa da spina dorsale alle economie del Vecchio Continente. Così come abbiamo sempre evidenziato che il contraccolpo che arriverà in tutto l’indotto sarà durissimo, soprattutto in Italia, molto esposta su questo versante. A inizio anno il Financial Times ha pubblicato un articolo che tratteggia la dimensione del pericolo in cui la pochezza della nostra classe dirigente (padroni e politici) ci ha cacciato.
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Con un mercato europeo asfittico, l’elettrico che è un flop, la Germania automotive ko, Volkswagen traballante e Stellantis col futuro da decifrare, l’auto nell’Ue è messa malissimo. Chi è il potenziale salvatore della patria? La situazione, delicata e complessa, viene descritta da Andrea Cardinali, direttore generale Unrae (Case estere). Struttura super articolata In Europa abbiamo anzitutto il Trilogo fra la Commissione: un Presidente, 6…
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Continua la crisi del settore automobilistico in Europa, mentre aumenta sempre più il timore dei costruttori per le multe in arrivo: nel 2025 sono entrate in vigore nell’UE nuove limitazioni sulle emissioni di CO2, che dovranno essere inferiori al 15% rispetto ai limiti previsti nel 2021. Le sanzioni ammontano a 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso su ogni nuova immatricolazione e la Commissione Europea non sembra avere intenzione di effettuare modifiche alla normativa prima del 2026…
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Il Cavaliere Domenico De Rosa, CEO del Gruppo Smet, non usa mezzi termini per descrivere la situazione: "Le sanzioni dell’Unione Europea alle case automobilistiche sono un duro colpo alla competitività dell’intero sistema industriale europeo. Se non si interviene subito, rischiamo di distruggere il nostro patrimonio industriale." Dal gennaio 2025, le multe imposte alle aziende automobilistiche per presunte violazioni delle normative sulle emissioni di CO2 e…
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Industria Italiana Summit, un evento di nove ore con 36 relatori, ha riunito i protagonisti del settore manifatturiero per affrontare le grandi sfide del 2025. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha offerto una visione chiara e pragmatica su come trasformare difficoltà globali in opportunità, mettendo al centro energia competitiva, semplificazione degli incentivi e rilancio della competitività europea.
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L’Unione Europea ha introdotto il 1° gennaio nuovi e stringenti limiti sulle emissioni di CO2 per le auto. Si tratta di un passo decisivo nel percorso verso la mobilità a zero emissioni previsto dal Green Deal 2035. Un passo che tuttavia rischia di trasformarsi in un boomerang catastrofico per l’industria automobilistica del Vecchio Continente, già afflitta da costi crescenti della transizione ecologica e dalla pressione della concorrenza cinese sempre più agguerrita.
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