Il brain computer interface (Bci) è l’interfaccia cervello-computer, un sistema che, traducendo l’attività cerebrale in comandi, permette di controllare un dispositivo esterno. Grazie a questa tecnologia, un gruppo di pazienti non vedenti, affetto da una forma avanzata di degenerazione maculare senile secca, chiamata atrofia geografica (che colpisce oltre 250.000 persone nel Regno Unito e cinque milioni in tutto il mondo), è ora in grado di leggere nuovamente e fare i cruciverba.
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Approfondimenti:
Le interfacce cervello-computer, tra cui Neuralink, Stentrode, fino a Prima, stanno già cambiando la vita di alcuni pazienti: grazie a elettrodi impiantati nel tessuto cerebrale, persone paralizzate hanno potuto tornare a comunicare e controllare dispositivi digitali con il pensiero. Ma ogni impianto richiede neurochirurgia, più o meno invasiva, con i rischi che ne conseguono. E gli elettrodi, una volta posizionati, leggono solo l'attività…
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Il settore delle interfacce cervello-computer (BCI) sta vivendo una fase di accelerazione senza precedenti, con la Cina che si prepara a contendere agli Stati Uniti la leadership tecnologica in questo campo. Merito di un ecosistema favorevole fatto di investimenti pubblici massicci e di un entusiasmo generalizzato da parte degli investitori privati, che sta permettendo a startup locali di bruciare le tappe.
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Anche il patron di OpenAI, Sam Altman, tra i finanziatori della start-up che promette una rivoluzione per evitare la chirurgia invasiva del cervello. E superare i chip neurali lanciati da Elon Musk L’ecografia si farà anche al cervello e gli ultrasuoni potranno diventare una forma meno cruenta di terapia neurologica? È la scommessa di una nuova start up americana che ha raccolto centinaia di milioni di finanziamenti e un’onda di attenzione mediatica grazie alla…
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