L’ironia contro la menzogna e gli abusi di una giustizia farsesca, l’assurdo del vivere sotto un regime totalitario, la fame di felicità: le parole di Aleksej Navalny, il dissidente russo morto a 47 anni il 16 febbraio 2024 nella colonia penale numero 3 di Kharp, in Siberia. Il testimone passa alla moglie Yulia. Oggi a Mosca l’addio.
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(Adnkronos) – Funerali oggi a Mosca per Alexey Navalny, il dissidente morto il 16 febbraio scorso nella colonia penale di Kharp in cui era detenuto. La cerimonia funebre – che sarà trasmessa in diretta su Youtube secondo quanto riportato dal team di Navalny – è fissata per le due del pomeriggio (ora locale) nella chiesa dell'Icona della madre di Dio nel quartiere di Maryno, a sud est della capitale russa.
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(Adnkronos) – Funerali oggi a Mosca per Alexey Navalny, il dissidente morto il 16 febbraio scorso nella colonia penale di Kharp in cui era detenuto. La cerimonia funebre – che sarà trasmessa in diretta su Youtube secondo quanto riportato dal team di Navalny – è fissata per le due del pomeriggio (ora locale) nella chiesa dell'Icona della madre di Dio nel quartiere di Maryno, a sud est della capitale russa.
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«Ci hanno negato il visto per andare in Russia» ai funerali di Aleksei Navalny. Lo denunciano tre parlamentari d'opposizione. Sono Benedetto Della Vedova, di Più Europa, Lia Quartapelle del Pd e Ivan Scalfarotto di Italia Viva. La delegazione italiana questa sera sarebbe dovuta partire per Mosca, dove domani si svolgeranno le esequie del dissidente russo morto in carcere. Ma per entrare in Russia i tre hanno bisogno di un visto.
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Vladimir Putin è responsabile penalmente della morte di Alexei Navalny, l'oppositore russo scomparso il 14 febbraio scorso in condizioni poco chiare mentre si trovava in una colonia penale in Siberia. Lo dice una risoluzione approvata dal Parlamento europeo con una maggioranza schiacciante: 506 favorevoli, 9 contrari e 32 astenuti. Anche la Lega, accusata in questi giorni di non aver espresso una chiara condanna verso Mosca, ha votato a favore della risoluzione.
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Iris Devigili Cattoni Ha una laurea in scienze storiche cui sono seguiti due master in Marketing, comunicazione e social media e in Marketing strategico. Da oltre dieci anni è consulente di marketing e comunicazione digitale ed è stata docente per i master post laurea alla Business School de Il Sole 24 Ore. Autrice del libro “Buyer Personas. Comprendi le scelte d'acquisto dei clienti con interviste e Modello Eureka!”, ha scritto diversi contributi per pubblicazioni di colleghi e amici.
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Stasera alle 21 al cinema Rosebud di via Medaglie d’oro della Resistenza viene proiettato il film ’Navalny’, in cui il protagonista ripercorre la storia del suo avvelenamento in Russia. Giornalismo serrato, in tempo reale. Un documento, proposto in versione originale con sottotitoli in italiano, per la regia di Daniel Roher, in prima visione. Agosto 2020: dopo una trasferta in Siberia "per fare un bel film sulla corruzione locale", Alexei Navalny, avvocato russo fondatore del movimento "Russia del…
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Due anni. Da due anni Ucraina non è più un nome legato solo a qualche lavoratore straniero, non è più un’indistinta regione dell’angolo più remoto del continente europeo. È un paese in lotta per la sua libertà, è la “martoriata Ucraina”, aggredita, spinta a una guerra terribile di difesa. Tocca ricordarlo sempre, di difesa, a chi sventola facili pacifismi che nascondono a volte indifferenza o opportunismo.
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«Putin è il leader di una banda criminale organizzata». Così Yulia Navalnaya, vedova dell’attivista e leader politico di opposizione Alexei Navalny morto il 16 febbraio in un campo di prigionia siberiano. Ucciso dal Cremlino, secondo i suoi collaboratori e secondo i leader politici occidentali, direttamente o indirettamente. Navalnaya è intervenuta in aula a Strasburgo, parlando in inglese di fronte agli eurodeputati e alle tribune per il pubblico gremite, in un discorso di circa venti minuti, venato di ricordi personali…
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