Tim Allan ha rassegnato le dimissioni dopo che ieri aveva lo aveva fatto Morgan McSweeney, capo dello staff del premier britannico. La diplomatica Mona Juulm e suo marito Terje Rød-Larsen hanno avuto stretti rapporti con il finanziere pedofilo morto in cella nel 2019 Il caso Epstein continua a flagellare l’entourage di Keir Starmer, sempre più in difficoltà. Tim Allan, direttore della comunicazione del primo ministro britannico, ha rassegnato le dimissioni dopo che ieri…
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(Adnkronos) – Nuovo duro colpo per il primo ministro britannico, Keir Starmer, il cui governo è nella bufera a causa della controversa nomina di Peter Mandelson – coinvolto nel caso Epstein – ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Tim Allan, direttore delle comunicazioni di Downing Street, ha annunciato le sue dimissioni, all’indomani del passo indietro del capo di gabinetto, Morgan McSweeney, che ha affermato di assumersi “piena…
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La decisione di Tim Allan arriva poco dopo quella analoga del capo dello staff, Morgan McSweeney, che ha lasciato l’incarico per lo scandalo di Peter Mandelson. Il premier britannico parlerà ai deputati del Labour alle 18 (le 19 in Italia). Intanto il principe di Galles e Kate Middleton, in una nota, sottolineano come il pensiero sia "rivolto alle vittime" ascolta articolo Nuova scossa nell'entourage del premier laburista britannico Keir Starmer
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È già stato definito il peggior scandalo mai esistito nella politica britannica contemporanea. Non per la sua durata, ma per la profondità delle sue implicazioni. E al centro non c’è più soltanto un nome ingombrante del passato laburista, bensì il primo ministro in carica. Keir Starmer oggi è il
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Lo tsunami transatlantico scatenato dallo scandalo legato al nome di Jeffrey Epstein si abbatte nel cuore di Downing Street . A essere travolto (per ora) è Morgan McSweeney, 48 anni, braccio destro e stratega del premier laburista britannico Keir Starmer, che da oggi perde così il suo ultimo scudo e resta solo: bersaglio ormai anche di una rivolta interna rispetto ai cui esiti in discussione non pare esserci più il 'se', ma il 'quando'.
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Ci mancava solo il Dalai Lama, leader dei buddisti tibetani, costretto a negare di aver mai incontrato il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, dopo essere stato preso di mira, in qualità di nemico di Pechino, dai media di regime cinesi per le 154 citazioni contenute nei file diffusi dall'amministrazione americana. Lo scandalo ha già creato le prime scosse di quelli che potrebbero trasformarsi in veri e propri terremoti, politici e non solo, da Londra a Washington, da Parigi a Tel Aviv a Oslo, con…
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La crisi di leadership che scuote Downing Street non è più soltanto una questione di consensi calanti, ma si è trasformata in un caso di sicurezza nazionale e di integrità finanziaria che impone un'attenzione immediata, innescato dalla notizia di una serie di documenti, e altri materiali riservati, che collegano figure vicine ai vertici del governo a ipotesi di irregolarità nella gestione e circolazione di informazioni risalenti al periodo…
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Lunedì 9 febbraio 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Il primo ministro britannico Keir Starmer potrebbe essere costretto a dimettersi entro una settimana, secondo quanto riportato da Bloomberg citando fonti del partito laburista al governo. Il motivo di tali discussioni è stato lo scandalo relativo alla nomina di Peter Mandelson, amico del finanziere americano…
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LONDRA. La prima testa a cadere è in fondo quella più prevedibile. Si è dimesso Morgan McSweeney, capo di gabinetto del governo inglese e gran consigliere del premier Starmer. Prevedibile che fosse il primo a pagare perché era stato soprattutto lui a spingere un anno fa per l’incauta nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore britannico a Washington, nonostante fosse di dominio pubblico la sua ami…
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La seconda vittima politica eccellente del caso Epstein nel Regno Unito è Morgan McSweeney, potentissimo capo dello staff del primo ministro Keir Starmer, che si è dimesso ieri pomeriggio con queste parole: “La decisione di nominare Peter Mandelson è stata sbagliata. Ha danneggiato il nostro partito, il nostro paese e la fiducia stessa nella politica. …
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Domenica 8 febbraio 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), anticipa che il primo ministro britannico Keir Starmer…
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Tsunami su Downing Street. A essere travolto è Morgan McSweeney, braccio destro e stratega del premier britannico, che si prende la colpa di avergli "consigliato" la nomina politica ad ambasciatore negli Usa di Donald Trump del 72enne Mandelson
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Domenica 8 febbraio 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Il capo di gabinetto del primo ministro britannico Morgan McSweeney ha rassegnato le dimissioni a seguito dello scandalo relativo alla nomina di Peter Mandelson, che intratteneva rapporti amichevoli con Jeffrey Epstein, un finanziere statunitense condannato per pedofilia, come…
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' min read For feedback, please contact [email protected] Translated by AI Versione italiana British PM Keir Starmer's chief of staff, Morgan McSweeney, has resigned following pressure over the Mandelson case. This was reported by Sky News. McSweeney was widely cited as the one who had pushed for the appointment of Peter Mandelson as US ambassador. Following the latest developments in connection with the 'Epstein files' criticism of Starmer and his…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Si è dimesso il capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, in seguito alle pressioni per il caso Mandelson. Lo riferisce Sky News. McSweeney è stato indicato da più parti come colui che aveva spinto per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore degli Stati Uniti
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Caso Epstein, capo staff Starmer si dimette per nomina Mandelson ad ambasciatore 8 febbraio 2026 Il capo dello staff del primo ministro britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, si è dimesso per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti nonostante i suoi legami con Jeffrey Epstein. "Dopo un'attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dal governo. La decisione di nominare Peter Mandelson è stata sbagliata.
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Roma, 8 feb. – Il capo di gabinetto del primo ministro britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, si è dimesso oggi in seguito allo scandalo legato ai presunti rapporti tra l’ex ambasciatore del Regno unito negli Stati uniti Peter Mandelson e il finanziere Jeffrey Epstein.In una lettera aperta pubblicata da Sky News, McSweeney ha scritto che “dopo un’attenta riflessione ho deciso di dimettermi dal governo.
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"Dopo un'attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dal governo. La decisione di nominare Peter Mandelson è stata sbagliata. Ha danneggiato il nostro partito, il nostro Paese e la fiducia nella politica stessa", ha affermato McSweeney nel comunicato con cui annuncia le sue dimissioni.
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È la mossa della disperazione di Starmer per restare al potere: Morgan McSweeney, il suo “rasputin” nonché pigmalione politico, l’uomo che ha costruito negli anni la carriera e la leadership del primo ministro, si è dimesso oggi da capo dello staff a Downing Street, a causa dello scandalo Peter Mandelson. Ovvero l’ex ambasciatore britannico a Washington, pesantemente implicato negli ulti…
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Si è dimesso dal suo incarico il capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, in seguito alle pressioni per il caso Mandelson. Lo riferisce Sky News. McSweeney è stato indicato da più parti come colui che aveva spinto per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore degli Stati Uniti. Dopo gli ultimi sviluppi legati agli 'Epstein file' sono montate le critiche verso Starmer e la sua capacità di giudizio proprio sulla nomina di Mandelson alla…
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Ll leader laburista all'angolo. Morgan McSweeney: "Mi assumo la piena responsabilità di quel consiglio". Mandelson è al centro di un’indagine penale di Scotland Yard per i suoi legami con il defunto faccendiere pedofilo americano
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Morgan McSweeney, capo dello staff del primo ministro britannico Keir Starmer, si è dimesso dal suo incarico. Lo riportano i media inglesi. Molti parlamentari hanno ritenuto McSweeney responsabile della nomina di Peter Mandeslon ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Mandelson, che fu anche anche ministro sotto Blair e Brown, è accusato di aver condiviso dati sensibili sulla crisi finanziaria 2008-2010, è stato licenziato a settembre, ma è stato sottoposto a ulteriori…
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Si è dimesso il capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, in seguito alle pressioni per il caso Mandelson. McSweeney è stato indicato da più parti come colui che aveva spinto per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore degli Stati Uniti. Dopo gli ultimi sviluppi legati agli 'Epstein file' sono montate le critiche verso Starmer e la sua capacità di giudizio proprio sulla nomina di Mandelson alla massima carica diplomatica.
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ROMA Si è dimesso il capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, Morgan McSweeney, in seguito alle pressioni per il caso Mandelson. Lo riferisce Sky News. McSweeney è stato indicato da più parti come colui che aveva spinto per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore degli Stati Uniti. Dopo gli ultimi sviluppi legati agli 'Epstein file' sono montate le critiche verso Starmer e la sua capacità di giudizio proprio sulla nomina di Mandelson alla massima carica diplomatica.
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LONDRA – «Non ho mai visto Keir così furioso», rivela chi lo conosce bene. Il primo ministro britannico Starmer si è ritirato in riflessione questo weekend dopo lo scandalo Mandelson, l’ex ambasciatore che aveva inviato negli Usa nonostante i legami con Jeffrey Epstein. Sir Keir sostiene di esser stato tradito e gabbato dalle bugie del Lord. Valuta ogni ipotesi, viste le orde di deputati imbizzar…
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Lo scandalo Mandelson per Starmer visto dai giornali inglesi Che cosa scrive il Daily Telegraph sul caso Mandelson per il premier Starmer. Estratto dalla rassegna stampa di Liturri L’evidenza che ha inchiodato la difesa di Starmer e potrebbe costargli la premiership. (The Daily Telegraph, Gordon Rayner Associate Editor, 6 febbraio 2026) Se Keir Starmer perderà il posto per lo scandalo Mandelson, saranno le sue stesse parole a inchiodarlo.
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Ora Downing Street corre ai ripari per domare l’incendio appiccato dall’affaire Mandelson-Epstein e rimandare la fine del governo di Keir Starmer, già morente per il record di impopolarità e ora al patibolo per la scelta, esattamente un anno fa, di designare il già controverso Peter Mandelson come ambasciatore a Washington, malgrado fossero già noti i …
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Il premier laburista britannico Keir Starmer è sempre più in una tempesta shakespeariana per lo scandalo di Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour di Tony Blair riciclato circa un anno fa dallo stesso primo ministro come ambasciatore negli Usa e finito sotto accusa anche in un'indagine penale di Scotland Yard per i suoi legami a doppio filo col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein
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La riemersione degli archivi legati a Jeffrey Epstein, noti come “Epstein files”, continua a produrre effetti politici di vasta portata, ma non sempre nei luoghi più prevedibili. Contrariamente alle aspettative iniziali, le ripercussioni più immediate e significative non si stanno manifestando negli Stati Uniti, bensì nel Regno Unito, dove il caso ha assunto le dimensioni di una vera e propria crisi politica.
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Il primo ministro britannico fa mea culpa sulla nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington Il primo ministro britannico Keir Starmer ha ammesso pubblicamente di essersi pentito della nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito a Washington, travolto dallo scandalo legato ai suoi rapporti con il finanziere Jeffrey Epstein. Parlando a Hastings, nell’East Sussex, Starmer ha spiegato giovedì di essere stato tratto in inganno da…
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Nell'ambito degli Epstein Files, è emerso un documento del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che riporta la data della morte di Jeffrey al 9 agosto 2019. Sarebbe tutto normale, se non che l'incartamento ha anticipato il decesso del finanziere di un giorno: lui si sarebbe tolto la vita in carcere, secondo la versione ufficiale, solamente il giorno dopo, il 10 agosto 2019. Questo mette in…
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Mona Juul, la diplomatica norvegese ambasciatrice in Giordania e in Iraq, ha rassegnato le sue dimissioni dopo che il suo nome è comparso nella lunga "lista nera" di politici accusati di aver avuto rapporti con l'ex finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Dopo la decisione, presa lo scorso 8 Febbraio, la polizia norvegese ha aperto un'indagine per corruzione a carico suo e del…
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Un furto dal valore stimato in migliaia di dollari si è consumato durante le correnti Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ai danni della Nazionale Israeliana di bob che si è vista svaligiato l'appartamento in cui è ospitata. A dare l'allarme del maxi-furto è stato AJ Edelman, atleta membro dell'esercito israeliano che, dopo il furto, ha dichiarato come gli sportivi abbiano continuato ad…
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Controversie intorno al documentario su Melania Trump Il film documentario dedicato a Melania Trump ha suscitato un acceso dibattito sin dalla sua uscita nelle sale il 30 gennaio. Prodotto da Amazon MGM Studios con un budget che supera i 75 milioni di dollari, inclusi costi di produzione e marketing, il progetto ha attirato critiche e polemiche sin dai primi annunci. Al centro della controversia vi è una questione legata ai diritti musicali.
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Nei documenti noti come Epstein Files emergono anche numerosi nomi italiani. Dalla galassia della famiglia Agnelli fino all’imprenditore Tancredi Salvatore Marchiolo, i file mostrano contatti, citazioni e relazioni di varia natura. In particolare, Marchiolo risulta aver intrattenuto con Jeffrey Epstein uno scambio diretto di oltre 1600 email. Va precisato in questa sede che essere…
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(Adnkronos) – Il Dipartimento di Stato americano ha avviato un’operazione di rimozione integrale di tutti i contenuti pubblicati sui propri account ufficiali della piattaforma X prima dell’insediamento della nuova amministrazione. La misura riguarda non solo i post pubblicati durante la presidenza di Joe Biden e Barack Obama, ma anche quelli risalenti al primo mandato di Donald Trump. I contenuti verranno archiviati internamente, ma non saranno più consultabili pubblicamente; per accedervi, i cittadini e i…
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Davvero Jeffrey Epstein, l'ex finanziere statunitense accusato di violenze sessuali e traffico internazionale di minorenni, morì suicida la mattina del 10 agosto 2019 nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di New York? Un nuovo post virale, circolato dopo le ultime pubblicazioni degli Epstein files da parte del Dipartimento di Giustizia Usa, sembra raccontare altro: l'ex finanziere…
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In un’intervista rilasciata a Going Underground, Ari Ben-Menashe, ex ufficiale dell’intelligence israeliana, ha lanciato accuse clamorose contro Jeffrey Epstein, definendolo una “risorsa del Mossad israeliano”. Secondo Ben-Menashe, Epstein avrebbe utilizzato il suo potere di ricatto per bloccare negoziati cruciali tra Israele e Palestina, influenzando direttamente figure di spicco…
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Documenti emersi all'interno degli Epstein Files hanno evidenziato che il finanziere ebreo Jeffrey, nel 2005, donò diverse migliaia di dollari a due associazioni israeliane sioniste. Nello specifico, finanziò con 25 mila dollari Friends of the Israel Defense Forces, un'organizzazione vicina all'Idf, e con 15 mila dollari il Jewish National Fund, dedito all'espansione degli insediamenti…
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L’ex Regina dei Belgi, Paola Ruffo di Calabria, citata nel caso Epstein: il Palazzo reagisce e nega qualsiasi coinvolgimento Il 30 gennaio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato quasi tre milioni di documenti relativi al caso Jeffrey Epstein. Questi file contengono i nomi di numerose personalità di spicco provenienti da vari settori (politica, cinema, musica, ecc.). Tra questi, diversi…
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Una moderata scossa di terremoto di magnitudo 3.9 si è verificata alle ore 14:50:40 del 9 febbraio 2026 con epicentro localizzato nei pressi del Tirreno Meridionale (MARE). Il sisma si è verificato a una profondità nel sottosuolo (ipocentro) di 31.4 km. In base alle prime informazioni, la scossa è stata avvertita nei pressi delle Isole Eolie e, lievemente, anche sulla costa tirrenica della Sicilia, fra le province di Palermo e Messina.
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Si è dimessa dall'incarico di direttrice per la Svezia dell'agenzia ONU per i rifugiati Joanna Rubinstein, dopo che sono emersi documenti nei quali il suo nome compariva in alcune delle corrispondenze dell'ex finanziere Jeffrey Epstein, de secretate dal Dipartimento di Giustizia Usa. articlepreview id="768052"…
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